Frosinone-Palermo, i minuti finali sono stati uno spettacolo terribile

Episodi arbitrali controversi, palloni lanciati in campo per fermare le azioni del Palermo. E un’invasione di campo che non rende giustizia allo stesso Frosinone.

Frosinone-Palermo, i minuti finali sono stati uno spettacolo terribile

Il dramma dell’antisportività

Frosinone-Palermo è stata una partita in cui «è successo di tutto». Si tratta di un’espressione probabilmente abusata, solo che stavolta è davvero realistica. Il finale dell’ultimo turno playoff è stato un inno alla tensione, e alla sportività al contrario.

Il gioco è stato tirato, l’ansia enorme, direttamente proporzionale alla posta in palio. Due squadre si giocano una stagione in novanta minuti, con il Frosinone che aveva già sprecato un match point all’ultima giornata impattando 2-2 in casa col Foggia senza obiettivi. La vittoria per 2-1 colta in casa dal Palermo obbligava i ciociari a vincere, la prima rete è arrivata nella ripresa, con uno splendido tiro a giro del napoletano (cresciuto nel Napoli) Maiello.

Scivolando verso gli ultimi minuti, c’è prima stato il putiferio arbitrale: su una penetrazione di Coronado, l’arbitro La Penna fa e disfa l’impossibile: prima assegna un calcio di punizione, poi cambia idea ed indica il dischetto. Infine, pochi secondi e un’altra decisione invertita: è di nuovo punizione dal limite. Neanche le immagini di Sky sono bastate per chiarire se il fallo sul calciatore rosanero sia avvenuto dentro o fuori area. La realtà è che quel putiferio è stato solo l’inizio. L’inizio della fine.

I palloni in campo

Negli ultimi minuti, si sono viste cose davvero allucinanti. Un gol del Palermo avrebbe spedito i siciliani in Serie A, al di là delle solite “perdite di tempo” per crampi e infortuni vari, la partita stava scivolando con relativa tranquillità. Durante il recupero, ecco la farsa dei palloni in campo. Due, poi tre, poi addirittura quattro. La regia di Sky ha pizzicato un componente della panchina gialloazzurra che ha lanciato in campo uno dei palloni in più. Un’immagine davvero pessima.

Un’immagine da censurare

Sul suo blog, l’ex arbitro Luca Marelli si è espresso con toni (giustamente) severi in merito alla questione: «Un comportamento inaccettabile in un campionato dilettantistico, figuriamoci in uno spareggio per l’accesso alla Serie A. Fondamentale che tale condotta venga severamente punita: già l’immagine del nostro calcio non è delle migliori, sarebbe imbarazzante una sanzione leggera per dei comportamenti ai limiti del comico».

Infine, la festa del Frosinone con la “canonica” invasione di campo. Al 94esimo, almeno un minuto prima del termine della partita, un altro calciatore cresciuto nelle giovanili del Napoli (Camillo Ciano) ha siglato la rete del raddoppio per il Frosinone. L’esultanza si è trasformata in un fischio finale anticipato e presumibilmente non autorizzato, con tutti i tifosi dello stadio “Stirpe” entrati in campo per abbracciare la squadra promossa in Serie A. Un altro pessimo momento di sportività, considerando che la partita non era ancora finita.

Il Palermo ha già annunciato il ricorso. Queste le parole del patron Zamparini ai microfoni del sito ufficiale rosanero: «Abbiamo tuttutte le prove. Penso che l’arbitro abbia cambiato decisione sul rigore perché assediato ed intimidito da tutti i giocatori del Frosinone, a tal punto da non sanzionare chi ha dato una testata a Nestorovski proprio sotto ai suoi occhi. È stato un susseguirsi di cose che non hanno a che vedere con la legalità. È stato un incontro illegale, da quel momento l’arbitro ha perso la trebisonda. Faremo i passi necessari sperando che il tutto porti ad avere giustizia. Lo spettacolo che ieri ha dato il calcio italiano è stato indecoroso per il comportamento degli avversari che addirittura tiravano in campo i palloni per fermare le nostre azioni. Questo non è stato neanche rilevato o sanzionato dall’arbitro e dai suoi assistenti».

L’immagine del calcio italiano

È stata una notte davvero terribile per il calcio italiano. Un incontro del massimo livello, valido per l’accesso al massimo campionato, ha offerto uno spettacolo indecoroso. Tra l’altro, in uno di quegli impianti “moderni”, e di proprietà, di cui il nostro movimento ha disperato bisogno per crescere dal punto di vista strutturale. Nella casa di un club virtuoso, che sta provando a fare calcio in maniera sana.

Ci sarebbe, però, anche un’altra crescita da perseguire: quella della cultura sportiva. Siamo indietro, molto indietro, da questo punto di vista. Perché i “problemi” dei ragazzini Under 15 che scambiano una festa con cori razzisti nascono dall’alto, poi si irradiano nelle categorie inferiori, tra i giovani. Ieri sera abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione di quanto sappia essere marcio il calcio italiano.

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