Milik e Zielinski sono naufragati nel disastro della Polonia

Una Nazionale senza un equilibrio tattico pur potendo contare su una generazione di buoni calciatori guidata da Lewandowski

Polonia

Milik e Zielinski

Abbiamo già parlato un po’ della Polonia qui, in un pezzo dedicato alle indicazioni tattiche arrivate fino a Napoli dal match contro il Senegal. Milik e Zielinski erano apparsi decisamente fuori luogo nel 4-4-2 di Nawalka, ma tutta la squadra aveva offerto una prestazione decisamente negativa. Ieri sera è arrivata la certificazione del crollo: la Colombia dei giovani ha letteralmente schiantato Lewandowski e soci, il 3-0 finale è stato addirittura riduttivo rispetto alla distanza percepita in campo, nonostante il cambio di Nawalka: dal 4-4-2 lineare, il ct polacco è passato a un cervellotico 3-4-3 asimmetrico, con Zielinski esterno in un attacco completato da Lewandowski e Kownacki, in ogni caso due punte di ruolo.

Insomma, un disastro su tutta la linea. Che, dobbiamo dirlo, finisce per incidere negativamente sul giudizio ad altissimi livelli di Milik e Zielinski. Certo, il fallimento di una nazionale ai Mondiali non può e non deve mai essere addebitato a certi calciatori, piuttosto all’intero gruppo tecnico e dirigente. Però era lecito attendersi qualcosa di più, soprattutto da due elementi così attesi perché così forti, e riconoscibili. Per i più subdoli, due buone notizie: torneranno presto a disposizione di Ancelotti e non saranno soggetti a speculazioni aggiuntive di mercato.

Un grosso spreco generazionale

Milik e Zielinsky avranno sicuramente un’altra chance iridata. Hanno entrambi 24 anni, anzi il vero Mondiale della maturità sarà quello del 2022. Accanto a loro, però, la terribile spedizione russa di Nawalka ha letteralmente annientato le speranze di una buona generazione di calciatori. La Polonia mancava alla Coppa del Mondo dal 2006, è riuscita a qualificarsi grazie alla forza di un gruppo cresciuto e consolidatosi ad alto livello negli ultimi anni, fino a diventare testa di serie. Lewandowski è il boss assoluto, il freak della selezione, ma va per i 30 anni, come i vari Błaszczykowski, Krychowiak, Grosicki, Glik, Pazdan; Piszczek, altro uomo-simbolo, viaggia verso quota 33. Insomma, un gruppo di ottimi calciatori aveva l’ultima occasione per centrare un risultato prestigioso. Certo, poi esiste anche una questione qualità: in difesa, Nawalka è stato costretto a chiamare e schierare Tiago Cionek. Ovvero il primo calciatore della Spal nella storia dei Mondiali.

Insomma, il grande hype intorno a questa nazionale è stato sicuramente disatteso. Ma in ogni caso parliamo di una squadra sbilanciata, forte soprattutto dal centrocampo in su, e costituita anche da molti calciatori senza grosso pedigree ad alto livello. A cui si sono aggiunti elementi lontani dalla loro espressione migliore, Lewandowski in primis. Accanto al centravanti del Bayern, a secco nelle prime due partite, anche gli stessi Milik e Zielinski hanno reso molto al di sotto delle aspettative. Colpa del sistema di Nawalka, delle prestazioni eccezionali di Senegal e Colombia, ma anche due partite lontanissime dalle possibilità tecniche di entrambi. L’ultima partita contro il Giappone servirà solo per salvare l’onore, ma resterà il sapore acre dell’occasione perduta, del talento sprecato.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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