Per la Juventus (e non solo), l’universo dei top club è ancora inaccessibile

Dopo Juventus-Real Madrid, siamo (ancora più) consapevoli di quanto sia lontano il livello superiore del calcio europeo. Questione di tempo, di lavoro, soprattutto di qualità.

Per la Juventus (e non solo), l’universo dei top club è ancora inaccessibile

La differenza tra salute del movimento e risultati

Ho letto e riletto le analisi ex-post su Juventus-Real Madrid, per esempio quella di Raniero Virgilio sulle nostre pagine o di Luigi Garlando sulla Gazzetta. Ho trovato alcune cose condivisibili, altre meno. Per esempio, Raniero insiste sulla Juventus che «ha pervicacemente continuato a dire come contassero solo i tre punti in Serie A e chiunque obiettasse sulla pochezza del suo gioco fosse un incompetente infiacchito nei costumi dalle sirene della moda».

Se leggete Il Napolista sapete a che partito faccio riferimento, e non si tratta del solito codice binario bel giuoco/resultadismo, quanto dello sviluppo di un’idea di calcio proattivo che a Torino sembrano non riuscire (volere) fare propria. Allo stesso modo, però, non credo che un approccio come quello di Allegri sia da demonizzare in toto. Ha una sua dignità, ha i suoi pregi e i suoi difetti, come tutte le cose del mondo. Io preferisco altro, ma ciò non mi fa salire su un cavallo nero con la pezza bianca in testa e i buchi all’altezza degli occhi. Niente Ku Klux Klan dell’offensivismo, per carità.

Ci sono altre cose su cui concordo meno, nel mio piccolo. Per esempio, l’allarme che scatta oggi per la salute del nostro movimento. Le parole di Virgilio e di Garlando sono giuste, ma il calcio italiano non esce ridimensionato perché perde o perché ha perso. La salute di un movimento sportivo, secondo me, non si misura con il numero di trofei o di finali. Un esempio, per capire: la Bundesliga ha espresso due vittorie in Champions League e zero in Europa League negli ultimi vent’anni. Eppure, il calcio tedesco è in piena salute, gli introiti sono in crescita e la nazionale è andata discretamente bene negli ultimi dieci anni. La stessa Premier League, per dire, non arriva in finale di Champions dal 2012. Ed ha costruito il suo impero finanziario negli ultimi anni, ben al di là delle due affermazioni di Chelsea e Manchester United in Europa League.

La Juventus

Quindi, torniamo alla Juventus. I successi domestici (assoluti) e internazionali (incompiuti) della squadra bianconera sono leggendari, ma farli coincidere con lo stato dell’arte della Serie A è sbagliato. Perché è sbagliato il termine di confronto. Si tratta di risultati, tecnici ed economici, raggiunti dalla Juventus. Non da tutta la Serie A. Che in realtà è un campionato non molto lontano dalle altre leghe europee, basta riavvolgere il nastro dei risultati stagionali: l’Atalanta (!) che vince contro Everton e Lione e perde di misura contro il Borussia Dortmund (!!!!); il Napoli che se la gioca alla pari con il Lipsia, anzi forse si è anche un po’ “contenuto” (eufemismo), ma parliamo comunque della terza e della seconda forza delle ultime annate italiane e tedesche; la Roma che batte il Chelsea ed estromette l’Atletico Madrid dalla Champions; la stessa Juventus che passa il turno contro il Tottenham.

La verità è molto più semplice, l’abbiamo scritto sopra: il termine di confronto è sbagliato, la Juventus non può essere messa allo stesso piano del Real Madrid. O del Barcellona, o del Bayern Monaco. È questa la vera distanza. Ed è una distanza composita, sviluppatasi parallelamente tra campo e libri contabili. Nel nome della qualità. La qualità degli investimenti, la qualità della squadra – al mercato e nella costruzione di nuovi calciatori. Tante cose messe insieme, nel corso degli anni. Il Real ci è arrivato dopo che, dal 2005 al 2010, è sempre (!) uscito agli ottavi di finale di Champions. Il Barcellona ci è arrivato a partire dal 2006, dopo quindici anni senza grandi acuti europei. Il Bayerm ci è arrivato attraverso la forza infinita della programmazione, e di una stessa idea che si rinnova e si mette al passo con i tempi.

Le altre

Prendete Manchester City, Manchester United, Paris Saint-Germain. Club con una grande storia, o con un bilancio mostruoso, ma ancora in fase di costruzione per cercare di colmare il gap. Lo stesso gap che c’è tra la Juventus e il Real Madrid, oggi. E che può essere annullato per una o due partite (del resto i bianconeri hanno eliminato proprio Real e Barça nella ultime tre edizioni della Champions), ma che poi ritorna.

Non è una questione di movimento, è solo che il top club italiano del 2018 è periferia dei top club europei. Sono contesti lontanissimi, per cultura e possibilità. Il calcio italiano non esce ridimensionato da ieri sera, ma ha solo una stilla di consapevolezza in più rispetto a quanto possa essere (più) grande il livello superiore. La Nazionale che fallisce il Mondiale è un derivato culturale, perché la Francia ha un campionato di medio livello eppure esprime una nazionale fortissima.

Come Juventus-Napoli

Il discorso non è molto differente rispetto al duello interno Juventus-Napoli. I bianconeri sono davanti per tante cose, rispetto al Napoli. Possiamo riunirle con il termine onnivoro “strutturazione”. È una distanza proporzionata, il club di De Laurentiis prova a sviluppare il suo modello (di calcio e di business) per tendere alla Juventus, ma i risultati dicono che non ci è ancora riuscito. O che ogni volta che sembra possibile, la differenza di qualità (tra campo ed extracampo) finisce per emergere. Stessa cosa tra Juventus e Real Madrid, ad un livello superiore. In Europa, per i bianconeri, ci sono state delle eccezioni estemporanee, senza il grande successo finale. In Italia, uguale: il Napoli ha sottratto una Coppa Italia e una Supercoppa alla Juventus. Potrebbe ancora soffiargli uno scudetto, per dire.

A mio parere, la questione è semplice ma composita: possibilità di partenza, intermedie e di arrivo, capacità di sviluppare un’idea, poi magari anche il gioco, la mentalità, il peso politico (Agnelli è a capo dell’Eca) e quello che volete. Alla fine, però, vincono due cose, sempre o quasi sempre: la qualità più alta e il lavoro per migliorarsi. Vince Cristiano Ronaldoo, non a caso. Vince Messi, non a caso. E se non hanno vinto, è stato solo un caso: perché sono tornati a vincere loro, proprio loro, subito dopo.

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  1. La Juventus ha alle spalle una multinazionale che deve dare il minimo europeo di tasse allo Stato del Lussemburgo e non può essere paragonata al Real Madrid dell’azionariato popolare? Mi fa ridere questo vittimismo juventino, che però viene deriso quando detto (a torto) dai nostri allenatori.

    • Giulio Valerio Maggioriano 5 aprile 2018, 18:55

      Comunque, per precisione, Exor non spinge cash nella stessa misura con cui gli sceicchi pompano soldi nel Psg, per dire. E con risultati peggiori della Juve, tra l’altro.

      • Frédéric Moreau 6 aprile 2018, 9:05

        Però non ha avuto problemi a ricapitalizzare in maniera massiccia dopo la risalita in serie A. Cosa che in Italia, negli ultimi anni, non ha potuto fare nessuno. Da qui la differenza sostanziale con tutte le altre.

        • Giulio Valerio Maggioriano 6 aprile 2018, 13:17

          Ha fatto una sola ricapitalizzazione dopo Calciopoli, nel 2011 fu un finanziamento a tassi bancari…la differenza non la fanno i danari del gruppo industriale, la Juve ha ricavi (e spese) strutturalmente piu alti, avendo stadio di proprietà, piu tifosi ed una partecipazione costante alla CL che si è rivelata premiante grazie alle cattive performances delle altre italiane…

          • Frédéric Moreau 6 aprile 2018, 16:31

            La differenza la fanno anche i danari del gruppo industriale. O vogliamo far finta che il Napoli potesse permettersi le stesse perdite fatte segnare dalla Juve dopo Calciopoli? O che potesse indebitarsi alle stesse condizioni, o ancora trovare un accordo col comune simile a quello fra gli Agnelli e la città di Torino?

            Qua nessuno dice che la Exor regali soldi per far divertire Andrea Agnelli, ma mi sembrerebbe assurdo affermare che avere una proprietà del genere sia ininfluente.

            E direi che, per potenziale, la Juve stia rendendo al di sotto delle aspettative.

          • Giulio Valerio Maggioriano 6 aprile 2018, 17:07

            Fredric la Juve ha fatto 6 scudetti consecutivi e 2 finali di CL negli ultimi 3 anni, con un piano industriale partito 7 anni fa.
            Quindi non direi affatto “al di sotto”. Ha un fatturato da prime 8 di CL, ed infatti è li che si colloca.
            L’accordo con il Comune di Torino ha richiesto quasi 15 anni di negoziazioni ed, ammesso e non concesso che sia stato concluso a cifre favorevoli alla Juve, ha portato in dote al Comune la completa riqualificazione di un quartiere (oneri di urbanizzazione a carico della Juve e di altre imprese in ATI) molto degradato.
            Ovviamente un accordo del genere può farlo una società strutturata, e non mi sembra il caso del Napoli.
            Detto ciò, il confronto era Real – Juve e non Napoli – Juve, il Napoli è una realtà con una dimensione completamente diversa.

      • Il psg è fuori dalla champions league avete perso con il real che può spendere non grazie agli sceicchi ma a una politica societaria lungimirante. Il problema vero della juve è che il madrid può sfruttare il suo brand all’estero la juve nonostante 30 scudetti non entra nel mito come il real e resta una squadra che sfrutta il suo successo tra le popolazioni del meridione di Italia. La juve in Italia senza i soldi di Exor non avrebbe potuto avviare il ciclo vincente. Quindi parliamo di una realtà che può benissimo rapportarsi ai grandi club europei per forza finanziaria. Solo che il real madrid lo fa meglio. Per altro ancbe lo united da anni ha il fatturato più alto ma non vince nulla. Il city ha gli sceicchi ma anche quest’anno non vedrà neanche la semifinale se non dà quattro pippe a klopp.

        Sul Real vediti questo: http://www.linkiesta.it/it/article/2017/06/03/real-madrid-come-nasce-e-domina-una-multinazionale-del-pallone/34461/

        • Giulio Valerio Maggioriano 6 aprile 2018, 13:53

          Guarda, per me la differenza non la fanno neppure i fatturati, che spiegano in parte ma non del tutto il gap.
          Exor nel 2010-11 ha erogato un finanziamento di circa 100-120 milioni di euro(non per il mercato, la Juve aveva patrimonio netto negativo) sono cifre relativamente piccole nel calcio europeo di alto livello. Peraltro, soldi che la Juve sta restituendo alla holding.
          Sottolineavo soltanto che Exor ha la potenza di fuoco, semplicemente non la usa per la Juve..
          Che poi il Real sia più bravo in tutto e di tutti, penso di averlo scritto diverse volte…

          • Senza la Exor comunque non avresti potuto vincere gli anni successivi. La Juve è una potenza non è una squadra tipo il Napoli. Ma ci sono squadre che riescono a ottenere di più dei suoi 400 e passa di fatturato.

          • Giulio Valerio Maggioriano 7 aprile 2018, 11:05

            Questo è indubbio, ma vale per tutti e non solo nel calcio.

          • Vale solo per voi. Le altre si sono tenute i debiti. La juve che parla dei soldi del real madrid fa solo ridere, essendo la sua proprietà molto più potente dei suoi 90mila soci che tirano fuori circa 150 euro all’anno.

          • Giulio Valerio Maggioriano 7 aprile 2018, 21:36

            Vale solo per la Juve? Mo scappa da ridere, il mondo va ben oltre Torino. La proprietà della Juve ha fatto 3 iniezioni di capitale negli ultimi 25 anni, se la concorrenza in Italia ha dismesso non può essere colpa della Juve, non l’ha uccisa la Juve la concorrenza, si è suicidata. Il Real Madrid è una potenza strutturata in tutt’altra maniera, e infatti neppure i petrodollari (e neppure il Bayern che ha una struttura simile al Real) bastano a colmare il gap. Per cui di che parliamo?

  2. com’è che nessuno commenta la sconfitta del city?

  3. Articolo interessante come sempre!

  4. “Alla fine, però, vincono due cose, sempre o quasi sempre: la qualità più alta e il lavoro per migliorarsi. Vince Cristiano Ronaldo, non a caso. Vince Messi, non a caso. E se non hanno vinto, è stato solo un caso: perché sono tornati a vincere loro, proprio loro, subito dopo.”

    ecco, questa è secondo me la frase definitiva. Anche senza raggiungere i picchi di Ronaldo e Messi, basti pensare alla storia di Salah. Un singolo spostamento tra Roma e Liverpool quanto beneficio ha portato alla squadra inglese e quanta perdita ha comminato per i romani.

    Quando guardo la Champions ed il campionato degli ultimi tempi mi rendo conto che il calcio moderno, come quello antico, si basa sulle individualità. Non sempre sui giocatori giusti per i moduli e gli schemi, ma su quelli che al momento giusto fanno la cosa giusta. Il talento insomma.

    Ripeto, più degli spagnoli è la storia recente dell’egiziano Salah che mi fa pensare molto. Di Dybala che punisce al 90mo (si ok in coppa fa schifo e spesso si eclissa, ma questo non lo rende un brocco improvvisamente).

    Alla fine ho un jingle nella testa che non va più via. No campioni no party. Purtroppo.

  5. Analisi come sempre lucida.

  6. michele o pazzo 4 aprile 2018, 16:01

    Secondo me spesso si spacciano commenti a partite per analisi, si parla di massimi sistemi, sviluppando teoremi e sentenze sulla base di una partita, salvo poi stravolgere tutto alla partita successiva. Infatti poi capita che un prestigioso giornalista con 50 anni di mestiere sul più prestigioso giornale italiano dice, sull’onda dell’entusiasmo, che Ronaldo farebbe panchina alla Juve, facendo la figura che ha fatto.
    A me pare che la cosa sia più semplice, la Juventus ha perso contro il real, come un anno fa, perché il real è più forte, mentre è avanti al Napoli in campionato perché è più forte. Poi fortunatamente a volte nel calcio il più forte perde, ma come dice fasano, alla lunga, i valori vengono fuori.
    Quindi ora godiamo per i grandi momenti che ci ha regalato cr7, per l’umiliazione dei rivali e per le ammonizioni per simulazione del nuovo messi, ma poi torniamo a pensare a noi.
    Dobbiamo provare a fare la rivoluzione, senza spararci nei cog…. per un pareggio, pur consapevoli di non essere i più attrezzati, perché non abbiamo l’obbligo del successo, ma abbiamo quello di non avere rimpianti e questo assurdo tafazzismo non aiuta.

    • Giulio Valerio Maggioriano 4 aprile 2018, 20:32

      Secondo me (e sono juventino) questo commento è molto lucido.

      • michele o pazzo 6 aprile 2018, 13:07

        Questo mio commento sta raccogliendo consensi tra molti juventini, secondo me ho sbagliato qualcosa…

        • Giulio Valerio Maggioriano 6 aprile 2018, 13:15

          🙂
          Il mio è un giudizio relativo alla media dei commenti sul Napolista

    • Marchese di Carabàs 4 aprile 2018, 23:36

      Questo è il commento più sensato ed equilibrato letto finora su questo sito. E che il commento più sensato sia costituito da una considerazione di buon senso (le squadre che perdono perdono perché sono meno forti di quelle che vincono) attorniata da frasi intrise di piagnismo e recriminazioni, la dice lunga sul livello della discussione.

      • dino ricciardi 5 aprile 2018, 7:32

        Concetto elementare caro Marchese ma c’è un ma che da enormemente fastidio.
        la Juve perde con il Real e sui media nessuna polemica o processo,sono piu forti,punto.
        L’anno scorso siamo usciti dal doppio confronto con Il Real giocando un gran calcio e siamo stati puniti da due colpi di testa di Sergio Ramos,che segna cosi contro tutti ,e polemiche a non finire……su Sarri,la zona, ad uomo e cosi via…..
        La vostra difesa ,aldilà della grandezza di Ronaldo,ha fatto delle cappellate incredibili e giù il silenzio….
        Allineati e coperti i nostri giornalai italiani.
        Non disturbate la Signora.
        Sottile differenza non le pare?

        • No Dino, non dire queste cose altrimenti siamo i piangioni che parlano sempre di complotti… L’anno scorso col Real ce la siamo giocata per 60 minuti al San Paolo. Però per carità, tutti a dire che Sarri e il provinciale e che noi abbiamo vinto meno scudetti della Pro Vercellli… L’umiliazione della Juve l’altro giorno è simboleggiata perfettamente nella differenza della partita di Dybala (il nuovo Messi, secondo i giornalisti lecchini della Juve) rispetto a quella di Ronaldo (che, sempre secondo i lecchini, poteva fare da riserva nella Juve): una simulazione penosa e un fallaccio da campetto sterrato di periferia (da rosso diretto, direi) per il primo, un gesto tecnico e atletico eccezionale e una grande partita per il secondo. Poi mi chiedo, un bambino che si affaccia al calcio e che guarda la TV in cerca di modelli calcistici, considera come modello Dybala o Ronaldo? Tutto qua.

          • dino ricciardi 5 aprile 2018, 17:43

            Vedi Rudy finchè alla Juve non capiranno che per colmare il gap con le grandi d’europa possono farlo solo ATTRAVERSO IL GIOCO.
            Il Real,Barca,Bayern avranno sempre una rosa qualitativamente superiore dovuta al fatturato di un 30..40 cento superiore al loro.
            I loro singoli ed ALTRO in Italia fanno la differenza,in Europa senza gioco e SENZA ALTRO no.
            Falli continuare con la solfa che l’importante è vincere.

        • Francesco Sisto 5 aprile 2018, 15:46

          Hai ragione, ma sappiamo come sono i giornali, devono vendere copie e clicks..
          a maggior ragione non dobbiamo arenderci

          • dino ricciardi 5 aprile 2018, 17:45

            Sono d’accordo.
            La mentalità deve essere che abbiamo solo un punto di svantaggio perchè tre li andiamo a prendere a Torino.

        • Non leggo i giornali italiani, ma seguo i blog. La differenza e’ che voi prendete tre pere dal Real (due volte) e il vostro ambiente e’ contento del gioco espresso per 60 minuti, uscendo “a testa alta”. Noi tifosi juventini per le tre pere siamo incazzati e vogliamo cambiamenti: state tranquilli che Agnelli e Nedved non si faranno mancare le parole. E che la Juve andra’ a Madrid a lottare, oppure calci nel sedere a tutti, compreso Allegri.

        • Marchese di Carabàs 5 aprile 2018, 18:38

          Il silenzio? Fatti un giro sui forum juventini e vedi un po’ il silenzio che c’è. La gazzetta non la leggo manco se me la regalano.

          • dino ricciardi 6 aprile 2018, 7:21

            Cosa centrano i forum?
            Parlavo dei media,sky,mediaset,rai e tutti i giornali nazionali e locali.
            La parola d’ordine è ” Sono piu forti ”.

          • Marchese di Carabàs 6 aprile 2018, 8:07

            Quello probabilmente perché hanno ripreso quanto hanno detto giocatori e dirigenti nel post partita.
            Che è il motivo per cui quando invece perde il Napoli si parla di vittoria del bel gioco e di poteri forti.

      • Frédéric Moreau 5 aprile 2018, 9:55

        Il punto è che una considerazione di buon senso come questa non viene quasi mai fatta, e non solo su questo sito.

        Siamo stati felici di gingillarci con la discussione astratta fra il “bel gioco” di Sarri e “il calcio è semplice” di Allegri, in un gioco delle parti che ha oscurato le enormi lacune delle prime due squadre della serie A. Il risultato è questo: che la seconda in classifica, una squadra per molti aspetti brillante, non riesce a (o non vuole) crescere dal punto di vista economico/societario, mentre la Juve, che pure di mezzi a disposizione ne avrebbe, si accontenta di una mediocrità tecnica spaventosa, facendola passare per “mentalità vincente”.

      • michele o pazzo 5 aprile 2018, 10:52

        Quali sarebbero le frasi intrise di piagnismo?

        • Quelle dei tuoi compagni di tifo, su questo sito. Uno peggio dell’altro.

          • michele o pazzo 6 aprile 2018, 1:36

            Se hai il doppio nick dimmelo, altrimenti credo che si riferisse al mio commento…

    • amempiacujazz 5 aprile 2018, 8:30

      da standing ovation. Condivido e sottoscrivo.

    • Francesco Sisto 5 aprile 2018, 15:45

      Amen!
      C’e` questo alone di aver perso prima di aver effettivamente perso che avvolge la maggioranza dei tifosi del Napoli, come fosse una resa a prescindere, ed il paradosso e che spesso si accusa la squadra di non combattere, di non provarci fino alla fine, quando poi la maggioranza dei commenti era “e finita” con 10 giornate ancora da giocare, incluso lo scontro diretto, e solo 4 punti di distanza.
      Nel calcio non vince sempre il piu` forte sulla carta, senno l’italia al mondiale dell’82 (e non solo) non avrebbe avuto speranze contro il Brasile piu` forte di sempre e l’argentina di Maradona.
      Ce la possiamo fare, e dobbiamo provarci fino a che la matematica dira` il contrario.

    • La Juventus avrebbe le potenzialità finanziarie e storiche per fare quanto il Real Madrid, il Real Madrid non ha alle spalle proprietà di sceicchi, ma è stato bravo a costruirsi un’immagine che gli porta ogni anno centinaia di milioni, la Juventus invece è brava in Italia, ma fuori dall’Italia è ben lontano dal Real Madrid pur avendo una multinazionale alle spalle che va a comprarsi la Chrysler negli Usa. Quindi le riflessioni ci stanno, la Juve per stravincere in Italia con la solita gestione del potere si dimentica dell’Europa salvo poi piangere per il fatturato quando i risultati parlano a suo svantaggio. Si mettessero però d’accordo o i soldi contano o non contano. Se non contano allora i tifosi juventini farebbero bene a dire che Agnelli è un pappone e Marotta non capisce una mazza così come a Napoli molti fanno con De Laurentiis e il Ds di turno. Se contano facciano i complimenti al Napoli per quello che prova a fare con mezzi inferiori. 🙂

  7. Ernesto Cirillo 4 aprile 2018, 14:59

    Grande pezzo

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