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Parliamo di Juve-Napoli, di tre punti, di un gabbiano che mi ha rovinato la maglietta

Juventus-Napoli, la partita non guardata: Callejon, Koulibaly, Sarri, Allegri e Higuain, una squadra che non conosce futuro.

Parliamo di Juve-Napoli, di tre punti, di un gabbiano che mi ha rovinato la maglietta
Photo Matteo Ciambelli

Parliamo un attimo di Callejón

Qualche giorno fa, Titti, una mia cara amica, si fa una foto con Calle, sui social commento: “boom”, poi commento di nuovo “boomaugurio”, Titti e Calle nella foto mi sembrano determinati; la metto tra i segnali che bisognava annotare questa settimana.

Calle ha appena battuto il calcio d’angolo decisivo, Koulibaly salta e segna, Calle quasi fosse sotto ipnosi, non esulta immediatamente, si volta e fa uno o due passi verso il centrocampo, è inerzia, è adrenalina, è quel che vi pare; poi si volta e punta il dito verso il compagno senegalese che gli corre incontro sorridendo. Scatta l’abbraccio, ma sia Calle e Koulibaly hanno un’esultanza composta, quasi ordinata, quasi come se quello appena accaduto non potesse far altro che accadere. Faccio qui supposizioni non riesco ancora bene a isolare quel momento, è certo però che non ci sono state bandierine divelte o magliette sfilate, molti sorrisi, quelli sì, e quelli ci interessano.

Parliamo un attimo di Koulibaly

Stamattina ho letto “2 metri e 48” da qualche parte, riferendosi all’altezza da terra a cui ha impattato Koulibaly; ma non mi impressiona l’altezza essendo egli già molto alto. Mi impressionano la rapidità del movimento, la lucidità, la potenza e la precisione di esecuzione. Si è trattato di un colpo di testa straordinario, bellissimo da vedere e poi da ricordare.

Storia di un gabbiano e di una maglietta

Verso le diciannove facciamo una passeggiata alle Zattere, si vede un tramonto bellissimo su Marghera che va a chiudere una domenica che sembra estiva. Si ride, si chiacchiera, si commenta il numero ancora elevato di turisti in circolazione, fino a che non avverto un “plof” e una lieve pressione sulla spalla sinistra, a Venezia può significare solo che un piccione o un gabbiano ti abbiano centrato con i loro deliziosi escrementi.

Alzo gli occhi al cielo, è stato un gabbiano in volo, più efficace dell’angelo di Battisti, la maglietta è talmente piena di chiazze da far paura. Anna dice “sono soldi”, io penso “saranno tre punti”. Il gabbiano se ne va, mi tolgo la maglietta, per fortuna sotto ne ho un’altra. La laviamo, come la laviamo, si scolorirà, si corroderà, e così via. Davanti al cestino dei rifiuti decidiamo e la scaraventiamo via. Ho perso una maglietta, il Napoli ha guadagnato tre punti.

Parliamo un attimo di Sarri

Eccoci, adesso è di nuovo l’uomo della provvidenza, colui che con la forza del gioco va a vincere e a dominare, sono contento ma sorrido, perché Sarri per molti era da buttare, diciamo da una ventina di giorni, per rimanere bassi. Sarri che non cambia, Sarri monotono, Sarri bancario e maestro elementare.

Sarri non è perfetto ma va a giocarsela contro tutti, senza paura, così è stato anche ieri, e mi è parso che una buona parte di quel coraggio ora sia anche ad appannaggio dei giocatori del Napoli. Ieri sera la Juventus è sparita, Allegri ha perso, mi pare che abbia sbagliato quasi tutto, è giusto così. Almeno per ora.

Parliamo un attimo di stanotte

Avete dormito? Io sì, ma mi sono alzato molto presto e certe prime pagine della Gazzetta certe volte ti ricordano che è tutto vero. Non ho mai fatto un viaggio così buono come stamattina, ma comunque è una vittoria che mi aspettavo, e se l’aspettavano alcuni miei amici andati a Torino, se ci si crede è meglio.

Parliamo un attimo del futuro

Vi ricordo che a noi interessa il futuro e il futuro è domenica a Firenze alle ore 18,00.

Parliamo un attimo di Higuain

Lo salutiamo.

Parliamo un attimo di Benatia

Nel fotogramma in cui Koulibaly colpisce la palla di testa, lui è quasi inginocchiato come un discepolo in adorazione.

Parliamo un attimo di giornate mondiali

Oggi è la giornata mondiale di Koulibaly.

Parliamo un attimo di dito medio

Sarri rende omaggio a Maurizio Cattelan e all’arte contemporanea, la foto del dito medio di Sarri è stata già comprata da Pinault, la vedremo esposta a Palazzo Grassi la prossima primavera.

#IoStoConSarri e per fortuna da sempre.

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