Allegri: «Resa di Sarri? Chiedete a lui, noi siamo ancora secondi»

Massimiliano Allegri in conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Udinese: «Abbiamo trovato un Napoli straordinario, per la Juventus è una sfida contro sé stessa».

Allegri: «Resa di Sarri? Chiedete a lui, noi siamo ancora secondi»

In conferenza stampa

Massimiliano Allegri presenta Juventus-Udinese in conferenza stampa. Una delle domande poste al tecnico bianconero riguarda le dichiarazioni di Sarri dopo la sconfitta del Napoli contro la Roma, secondo cui la lotta scudetto riguarda solo la Juventus. Il commento di Allegri: «Chiedete a lui, non se sia o no una strategia. In questo momento, i fatti dicono che noi siamo indietro. Il recupero con l’Atalanta e le altre partite vanno giocate e vanno vinte. Io sostengo che quest’anno, per noi, rappresenta una sfida soprattutto contro noi stessi. Siamo una squadra e una società, che vince da sei anni gli Scudetti, le Coppe Italia, che in Europa ha fatto dei discreti risultati, e che quest’anno ha trovato un Napoli straordinario. A loro è rimasto il campionato, è normale che puntino tutte le forze su quell’obiettivo».

La partita contro l’Udinese: «È importante, può essere uno dei due-tre snodi da qui a fine stagione. È la prima di sette partite in casa che mancano da qui alla fine, dobbiamo pensare a fare il nostro percorso e a vincere. Giocano Szczesny, De Sciglio e Asamoah, per il resto vediamo».

La polemica di Pochettino per le presunte pressioni arbitrali: «Non c’è molto da commentare. Posso solamente dire che i nostri dirigenti hanno l’abitudine di venire nello spogliatoio a fine primo tempo. L’arbitro ha avuto una buona serata».

Allegri e la chiusura anticipata del mercato: «Sono assolutamente d’accordo, io avevo detto addirittura che il mercato doveva chiudere il 30 luglio, quindi anche prima, però già un passo avanti è stato fatto. Innanzitutto si inizia il campionato senza mercato e questa è una cosa molto importante. E la stessa cosa avviene per il mercato di gennaio. Con le trattative aperte per tante settimane, c’è il rischio di destabilizzare un gruppo».

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