Napoli-Lazio, così è cominciato il Napoli di Sarri

Era il Il 20 settembre del 2015, e il Napoli di Sarri conquistava la prima vittoria in campionato. Un successo di forza, che mostrò cosa poteva essere quella squadra.

Napoli-Lazio, così è cominciato il Napoli di Sarri

Dopo il Bruges

Esattamente come l’anno zero: per convenzione, il calendario contemporaneo fissa la data della nascita di Cristo come inizio dei tempi moderni. In realtà, c’è un margine d’errore di 3-4 anni “reali”. Il Napoli di Sarri inizia contro il Bruges, giovedì 17 settembre 2015. Ma si potrebbe anche dire che Napoli-Lazio 5-0, tre giorni dopo, rappresenti il vero inizio del tutto. Non tanto e non solo in riferimento al 4-3-3 che ci trasciniamo da allora, per tutti – secondo (im)perfetta narrativa tattica italiana sui moduli di gioco – la chiave di volta della prima stagione di Sarri, quanto alla convinzione e alla consapevolezza del Napoli rispetto alla forza di certi principi di gioco. E della versione di sé stesso costruita intorno a certi principi di gioco.

La Lazio, vuoi o non vuoi, rappresentava qualcosa di importante e di brutto nella narrativa di quel Napoli. Era stata la squadra che aveva cancellato il bello e possibile della stagione precedente, insieme al Dnipro. Era stata la squadra della delusione forse più cocente e inattesa, il terzo posto della Champions sfumato in una partita pazza e irripetibile. Per Higuain, allora idolo ferito, l’errore dal dischetto si era trascinato e poi si era dissolto, proprio grazie a quel 5-0. Doppietta da mostro, Napoli dominatore e bellissimo e vincente.

Oggi

Quel Napoli è lo stesso, identico Napoli di oggi. Senza Higuain e Ghoulam, ma solo per cessioni inevitabili e infortuni. La caratterizzazione della squadra di Sarri, ormai, è identificata con Mertens, e un anno e mezzo dopo la cessione del Pipita questo dovrebbe far riflettere. Il discorso è semplice: il Napoli-di-Sarri, scritto coi trattini per andare a sottolineare la forza narrativa di questa specificazione, è sopravvissuto ad Higuain quando sembrava impossibile. È sopravvissuto all’infortunio di Milik quando sembrava impossibile. È sopravvissuto a un nuovo infortunio di Milik e a quello di Ghoulam. Quando sembrava impossibile.

Napoli-Lazio di oggi non descrive un nuovo inizio, ma sarà un passaggio chiave. Perché si giocherà 24 ore dopo Fiorentina Juventus e 72 ore prima di Juventus-Tottenham, cioè quando la Juventus (di Higuain, ma non si scrive coi trattini) riprende a giocare a ritmo serrato nelle sue, famose, «tre competizioni». E allora si può pensare che perda qualche respiro positivo, una minima certezza, si può pensare perché la Juventus è dietro di un punto e c’è una sensazione diversa rispetta a due anni fa, c’è una maggiore consapevolezza.

Napoli-Lazio di oggi è un passaggio chiave perché la squadra di Inzaghi è forte davvero. Mario Rui, nell’intervista classica del giovedì, ha detto una cosa non banale. Questa: «Il nostro avversario di sabato merita la posizione in classifica che ha». Ecco, questo è un punto fondamentale: la Lazio ha una rosa e un gioco da terzo posto, non solo a causa delle stagioni complesse di chi corre con Inzaghi per la Champions. È un’evidenza coltivata nei numeri e nelle percezioni, la Lazio ha il secondo miglior attacco del campionato, rinuncerà a Felipe Anderson eppure ha Luis Alberto, Immobile e Milinkovic-Savic, più Nani in panchina. Solo per quanto riguarda l’attacco.

Domani

Una vittoria contro la Lazio permetterebbe al Napoli, nella peggiore delle ipotesi, di mantenersi davanti alla Juventus. Di arrivare alla vigilia di un altro turno favorevole, dopo l’Europa (Napoli-Spal e Torino-Juventus), con il primo posto in tasca. Senza discussioni. Inoltre, è un modo per ribadire certe distanze con la Juventus: il punto che manca ai bianconeri, secondo Allegri, è il rigore sbagliato da Dybala proprio contro la Lazio. In casa, allo Stadium. Ecco, era una Juventus diversa, ma intanto Juve-Lazio è finita 1-2.

Appuntamento a dopodomani, una specie di piccolo anniversario per Sarri e il suo Napoli. Sono 100 panchine azzurre in campionato, per il tecnico di Figline Valdarno. La prima vittoria, alla quinta. 20 settembre 2015.

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  1. Che strano, i tifosi juventini ancora a lamentarsi dell’arbitro Guida napoletano come si lamentarono con Maresca. Ma hanno davvero la faccia di bronzo, ora si attaccano al potere arbitrale per vincere. Sono terrorizzati ridicoli. A Napoli Banti amico e compaesano di Allegri ma nessuno dei napoletani a comportarsi come i provinciali juventini nei lamenti. Azz nuie chiagnimm e lor fotten. Privinciali!!

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