Lega spaccata, Cairo si difende: «Malagò non elegante. E i miei interessi in Spagna non c’entrano»

Due gruppi di club, otto accelerano per le riforme (senza aspettare il presidente del Coni e Commissario) e gli altri vogliono attendere. Le parole di Cairo.

Lega spaccata, Cairo si difende: «Malagò non elegante. E i miei interessi in Spagna non c’entrano»

L’articolo della Gazzetta

Lega Serie A spaccata, senza possibilità di essere governata. E un commissario-presidente del Coni che si insedierà in maniera definitiva solo alla fine dei Giochi Olimpici invernali. La spaccatura è dovuta alla risposta negativa di otto club (Benevento, Bologna, Fiorentina, Inter, Juventus, Roma, Sampdoria e Sassuolo) che hanno annunciato la loro assenza all’assemblea elettiva convocata per mercoledì. Da chi? Da altri otto club di Serie A: Atalanta, Genoa, Lazio, Milan, Napoli, Torino, Udinese e Verona).

In questo modo, come spiegato dalla Gazzetta dello Sport, «viene a mancare il numero legale per la costituzione della riunione (14 club su 20. Il vicecommissario Paolo Nicoletti, in accordo con Malagò, ne ha preso atto. E ha informato tutti i club che al momento non vi sono le condizioni affinché l’assemblea di mercoledì possa regolarmente costituirsi. I commissari non si spingono oltre anche perché non vogliono essere strumentalizzati. L’assemblea non è stata annullata, se per assurdo due degli otto firmatari facesse marcia indietro il numero legale verrebbe ripristinato».

Lo sgarbo a Malagò

Dalla parte dei “riformisti”, ovviamente, c’è anche Urbano Cairo. Il presidente del Torino ha spiegato le ragioni del suo gruppo: «Non era nostra intenzione fare nessuno sgarbo a Malagò, semmai è lui che ha avuto mancanza di stile non presenziando all’ultima assemblea. Vogliamo semplicemente completare la governance, un percorso avviato da tempo, considerato che ci sono candidati che aspettano e non
so fino a quanto».

Lo scisma

Un vero e proprio scisma, non accolto benissimo dal clan di Malagò: «L’accelerazione di una parte della A è stata interpretata da questo fronte (e dal diretto interessato) come uno schiaffo al numero uno del Coni». Le società “contro” hanno inviato una lettera di carattere «non polemico, ma costruttivo». I sottoscrittori della missiva ne fanno pure una questione di utilità politica auspicando che “si possa instaurare un proficuo dialogo con il commissario al fine di promuovere le indifferibili istanze del calcio professionistico italiano di alto livello, in questi anni sacrificate sull’altare di un malinteso bilanciamento di poteri all’internodel movimento, che ha portato la locomotiva sportiva ed economica del calcio ad essere zavorrata da veti incrociati e da divisioni che vanno superate”».

Come scrive testualmente la Gazzetta, la Lega è sostanzialmente spaccata in due. I club contro l’accelerazione, ora, « chiedono di fermare la fase elettorale. In modo da neutralizzare le divisioni, “in attesa di aprire un vero tavolo per le riforme”».

La replica di Cairo

In serata, sono arrivate nuove parole da parte di Urbano Cairo: «La commissione per l’a.d., di cui faccio parte, va avanti da tre mesi, abbiamo contattato persone di livello che aspettano una risposta da settimane, alcuni potrebbero non aspettarci più. Io non ho fatto accordi con nessuno, non c’è nessuno scambio per la carica di presidente, decide l’assemblea».

Replica anche a Malagò, che aveva detto, sibillino: «Giudicate voi lo stile», riferendosi a certi atteggiamenti. La replica di  Cairo: «La mancanza di stile è stata la sua: non mi è sembrato elegante non venire lunedì scorso all’assemblea, poteva almeno farsi vedere dopo la nomina a commissario e partire il giorno dopo per la Corea».

Sule presunte convergenze spagnole per una Serie A a trazione iberica: «Media Pro ha comprato i diritti perché sorprendendo tutti, anche me, ha fatto l’offerta più alta, un miliardo e 50 milioni. I miei (presunti) interessi in Spagna non c’entrano nulla. Quanto a Tebas, il fatto che sia bravo è innegabile. Tra l’altro l’ho conosciuto in Italia e a presentarmelo è stato proprio un manager di Sky che lo stima molto».

 

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