Repubblica: «Interessi spagnoli, pubblicità, canale di Lega: cosa c’è dietro l’attivismo di Cairo»

Perché Urbano Cairo ha moltiplicato i suoi interventi in Lega? Il suo impero spagnolo, i diritti a Mediapro e i conflitti di interesse per la raccolta pubblicitaria.

Repubblica: «Interessi spagnoli, pubblicità, canale di Lega: cosa c’è dietro l’attivismo di Cairo»

L’articolo di Repubblica

Interessante retrospettiva di Repubblica, che ricostruisce  un articolo il tentativo di scalata al potere da parte di Urbano Cairo. Il racconto parte dalla presenza costante in Lega, una novità per il presidente del Torino: «Fino a poco tempo fa Urbano Cairo non si vedeva quasi mai, nelle infuocate assemblee della Lega di A. Poi, improvvisamente, da un anno a questa parte, ha cominciato a essere sempre più presente, i suoi interventi si sono fatti più densi e precisi e il suo ruolo sempre più importante. Fino a diventare, oggi, il personaggio centrale, il kingmaker – addirittura – della nuova governance della Lega di Serie A che lui vedrebbe bene nelle mani dell’ad spagnolo Javier Tebas, già grande capo della Liga».

L’idea di Repubblica è capire perché Urbano Cairo ha preso a comportarsi così. Se esistono delle motivazioni sotterranee rispetto a questo suo cambio di atteggiamento. La Spagna è una parte discretamente importante del mosaico che viene fuori: «Nel paese iberico, Cairo controlla un autentico impero dei media, che annovera, tra gli altri pezzi pregiati, giornali di peso come El Mundo e Marca. Ecco perché una Lega a trazione spagnola non gli dispiacerebbe. Tanto più che questa Lega potrebbe trovarsi presto a maneggiare una partita molto interessante. Quella della raccolta pubblicitaria per il nuovo canale della Lega di Serie A». Ne abbiamo scritto qui, ne ha parlato anche Luigi De Siervo, ad di Infront.

Il canale della Lega

Non sfugga come i diritti tv del prossimo triennio siano finiti a Mediapro, un’azienda spagnola. In attesa delle decisioni dell’Antitrust, Cairo ha moltiplicato le sue incursioni in Lega «in tempo per la diffusione delle prime bozze del progetto “Serie A Channel”: un canale televisivo, con un palinsesto da ventiquattro ore al giorno, attraverso il quale la Lega avrebbe potuto distribuire le proprie partite nel caso in cui i bandi per l’assegnazione alle emittenti dei diritti tv fossero andati male. Il tempo ha poi dimostrato che quell’idea era valida e che valeva la pena investirci tempo ed energie. Il progetto, che in quella fase embrionale era affidato nella realizzazione alle strutture di Discovery Channel, prevedeva che della raccolta pubblicitaria se ne sarebbe dovuta occupare la stessa emittente americana».

Repubblica racconta come questo dettaglio abbia «offeso o comunque stizzito Cairo», che non si è perso d’animo e recentemente «avrebbe avviato una trattativa con Mediapro. Anche loro sognano ancora di fare il canale:  “Impossibile – smentisce Cairo – io gli spagnoli non li ho mai visti. Se non in assemblea quando hanno presentato il loro progetto. Poi basta”». Impossibile, aggiunge Repubblica, anche perché il nuovo statuto della Lega ha previsto un punto (il numero 4) che scoraggia nuovi conflitti di interesse. Almeno i nuovi. Detto questo, Repubblica conclude con una frase sibillina: «Decisamente più efficaci promettono di essere i veti incrociati (già partiti) da settimane da Sky e soprattutto da Mediaset, dove Cairo non è visto proprio di buon occhio».

ilnapolista © riproduzione riservata