De Laurentiis: «Sarri? Spero che resti, si perderebbe il nuovo stadio e il centro sportivo»

«Io vorrei eliminare la clausola di 8 milioni, ci incontreremo e cercheremo un accordo in questo senso. Gli dirò di non lamentarsi per il calendario».

De Laurentiis: «Sarri? Spero che resti, si perderebbe il nuovo stadio e il centro sportivo»
Foto Ssc Napoli

Il contratto di Sarri

Un altro punto importante della serie di interviste rilasciate da De Laurentiis ai quotidiani (dopo quelle di ieri alle tv) è il rapporto con Sarri. Il contratto in essere prevede una clausola rescissoria da otto milioni, che De Laurentiis spera di cancellare. Nelle dichiarazioni del presidente del Napoli, però, ci sono anche altri temi legati al tecnico. Leggiamo: «Maurizio è una persona divina. Un compagno di lavoro che ti invita a “non scassargli il caz*o, e quando fa così fa bene. Sarri via da Napoli? È nato qui, è ritornato in città da vincente. Chi lo vuole deve mettere sul tavolo otto milioni di euro».

L’incontro per cancellare la clausola

Il futuro, di Sarri e del Napoli: «Se Maurizio andasse via, si perderebbe un centro sportivo con 12 campi che vogliamo costruire. Si perderebbe anche la casa del Napoli o la costruzione di un nuovo stadio. O la diatriba col Comune, per comprarci il San Paolo. Mi dispiacerebbe molto. Però non posso costringerlo a restare. Cancellerei volentieri la clausola, ci incontreremo (il 9 febbraio, ndr) per trovare un accordo in questo senso. Mi auguro e spero che sia il nostro allenatore a lungo. L’ho scelto io, è uno stakanovista, guarda il pelo nell’uovo, è concentratissimo e parla solo di preparazione a una partita. È come se fosse un ventenne che si evolve e cresce in continuazione. Ha ancora un grosso margine di miglioramento».

Il calendario

De Laurentiis e le parole di Sarri sul calendario: «Rispetto il suo pensiero, ma gli dirò di lasciar perdere. Se sei il Napoli, devi essere pronto ad affrontare qualsiasi situazione e intimidazione. Non voglio alibi. Tanto si sa che ce l’hanno col Napoli, pensano che siamo una squadra minore di una città minore. E si sbagliano di grosso. Eravamo in C, squadra numero 525 del mondo, ma ora eccoci qua, 18 nel ranking Uefa».

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