De Laurentiis come Franco Sensi. Ma senza debiti e con il cash sul tavolo

Il Napoli è una solida realtà del calcio italiano. Ora sta al Palazzo scegliere: continuare a dipingerci come dei guitti, come in prima oggi sulla Gazzetta, oppure sedersi al tavolo con lui?

De Laurentiis come Franco Sensi. Ma senza debiti e con il cash sul tavolo

Attacco frontale

Quel che conta è la percezione. E la percezione delle parole rilasciate da De Laurentiis alla Gazzetta dello Sport (e a Repubblica, ma è l’intervista alla Gazzetta che ha fatto più rumore) è quella di un attacco frontale al potere della Juventus. È difficile scomporre in percentuali la torta delle componenti che sono alla base delle esternazioni di De Laurentiis: quanto sia opportunismo, quanto astuzia per ingraziarsi i tifosi, quanto intelligenza per sfruttare il momento mediatico e quanto battaglia politica vera e propria.

L’intervista di De Laurentiis è densa di allusioni. Allude ai rapporti tra la Juventus e il Sassuolo e lo suffraga con il comportamento del dirigente Carnevali che ha addotto problemi di linea per la mancanza di chiusura del contratto di Politano. Giocatore che – come ha spiegato lo stesso presidente del Napoli – il Napoli ha cercato più per motivi psicologici che tecnici: «Non volevo dare alibi a nessuno. A un certo punto mi sono detto: buttiamo questi soldi dalla finestra».

Dettare l’agenda

Allude anche a una trama internazionale che sarebbe alla base del ritorno a casa di Younes, a una triangolazione Juventus-Bayern Monaco-Eca. Non lo dice mai, però strizza l’occhio, si fa imboccare, detta la linea. Seduce i giornalisti e pone una condizione: le frasi le dite voi, io ammicco solo. Dal punto di vista comunicativo, non fa una piega. Detta l’agenda. Finalmente, aggiungiamo. Ed è bravo a non ricordare che nell’Eca c’è anche il Napoli, che anche lui ha un incarico ufficiale, incarico che gli è stato assegnato proprio dal neopresidente Andrea Agnelli.

Quel che conta è la percezione. E il messaggio è passato. De Laurentiis prosegue, dichiara che a decidere lo scudetto saranno gli infortuni e soprattutto gli arbitri e il Var. Il tutto condito dal passaggio sugli Agnelli che sono da cento anni la famiglia più potente d’Italia, che hanno ottenuto lo stadio a prezzo di favore e che a lui questi favori non vengono concessi mai.

Vent’anni dopo Sensi

Insomma, De Laurentiis va alla guerra. Forse per la prima volta lo fa alla Franco Sensi l’unico che provò a creare un contropotere in Italia, allora contro Galliani. Perché il Milan all’epoca contava più della Juventus. Ma Franco Sensi, pur di vincere, si fece sommergere dai debiti e quello scudetto – che gli consegnò l’immortalità agli occhi dei tifosi che invece un tempo cantavano “Franco Sensi bla bla bla” – si rivelò invece la sua condanna dal punto di vista economico-finanziario.

De Laurentiis, invece, va in battaglia con un’azienda solida. E lo rivendica. «La Juventus è piena di debiti, il Napoli è un’azienda sana».

Un’impronta

De Laurentiis ha un punto di vantaggio in classifica sulla Juventus senza essersi svenato per Batistuta e Samuel. Con un progetto che parte da lontano, che ha puntellato anno dopo anno. Ha investito sulla permanenza dei suoi – congrui aumenti di ingaggio a Mertens e Insigne, soprattutto – invece che in spese folli per una squadra che da anni è al vertice del calcio italiano e che ha cominciato a lasciare un’impronta anche in Europa: dalla semifinale di Europa League, alle prestazioni offerte in Champions contro Real Madrid e Manchester City, alla permanenza ormai costante tra le prime venti del ranking.

In questo, De Laurentiis è molto diverso da Franco Sensi. Va alla guerra ma senza snaturarsi. In nove anni, De Laurentiis ha avuto appena tre allenatori. Da Mazzarri a Benitez a Sarri. Un percorso che ha sempre consentito salti di qualità. Un passo alla volta. Sempre tenendo conto del bilancio. E dal punto di vista politico con un percorso mai ideologico, possiamo anche dire opportunistico. Non sappiamo se queste interviste segnino l’inizio di un nuovo periodo di De Laurentiis, potremmo definirlo “periodo politico”. Però è certamente il passo di chi si sente più sicuro della propria forza, di chi – dopo dieci anni – non può più essere considerato un parvenù del calcio italiano.

Napoli come un mondo a parte

Occhieggia al suo popolo, questo è certo, (quando parla di arbitri e Var, e dice «’cca niusciuno è fesso»), ma parla anche e soprattutto al calcio italiano. Calcio italiano che si ostina a dipingere Napoli perennemente come una sorta di mondo a parte, dove vigono altre regole, quasi sempre all’insegna del macchiettismo. Del resto anche oggi la Gazzetta in prima pagina pubblica un De Laurentiis quasi in versione clown col megafono in mano, come se fosse uno qualunque la domenica mattina allo speaker’s corner di Hyde Park. Quella sola immagine depotenzia il contenuto dell’intervista di De Laurentiis. Ed è un chiaro messaggio giornalistico.

La prima pagina della Gazzetta

Sarebbe ora che il Palazzo, i media, cominciassero a fare i conti con il Napoli che è una solida realtà del calcio italiano. Anche questo ha voluto dire oggi De Laurentiis: “mi hanno fatto un favore, ho risparmiato 29 milioni”. Ha voluto dire: continuate con i vostri rapporti di potere, intanto avete perso trenta milioni”. Il cash, i soldi, ce li ha De Laurentiis. Va alla guerra, ma non come Franco Sensi. Prova a vincere, ma senza pagare con la vita (della società) quel tricolore tanto agognato dai tifosi.

L’arma più potente

Quella solidità economico-finanziaria – tanto disprezzata da tanti tifosi a Napoli – è l’arma più potente di De Laurentiis. L’universo del calcio italiano si ostina, per fare un esempio, a concedere servizi e paginate alle milanesi, a descrivere un bel mondo che nei fatti non esiste più. Il rigore aziendale oggi abita a Castel Volturno. Sì, proprio alle spalle del vialone con prostitute e immigrati sfruttati, a pochi passi dall’abusivismo edilizio dove tanti anni fa Matteo Garrone ambientò lo splendido “L’imbalsamatore”.

Sono le contraddizioni che da sempre contraddistinguono Napoli. Non a caso il Napoli è passato da un allenatore dal profilo internazionale a uno che non aveva mai allenato una partita in Europa. Eppure entrambi sono stati determinanti nella crescita di questa società.

Cencelli dove sei?

Società che oggi rappresenta una splendida eccezione nel panorama italiano. Sarebbe ora che il calcio italiano lo comprendesse. Napoli ha una sua forza. E ha una sua forza nella diversità. Con un allenatore che va in campo con un mozzicone di sigaretta in bocca, ed è un genio della tattica nonché l’inventore del tiqui taca vertical; e un presidente dall’eloquio non proprio di Cambridge, fumantino, che spesso va per la tangente, che però ha dimostrato di essere un robusto imprenditore. E che ha il cash sul tavolo. De Laurentiis, a modo suo, ha bussato al calcio italiano. “Io nun moro”, per dirla alla Aldo Fabrizi. Anzi.

Ora il calcio italiano può reagire in due modi: o continuando a dipingerlo come un guitto col megafono in mano; oppure si può sedere al tavolo con lui e lavorare sulle percentuali. Massimiliano Cencelli, dove sei?

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  1. la cosa più raccapricciante delle dichiarazioni di del è che nessuno lo ha contraddetto, nel senso: allegri dice che è normale che ci siano buone “relazioni” tra squadre grandi e medio-piccole (chissà se pensava lo stesso quando era al cagliari) marotta che a dice che DeLa è un burlone, ma non lo smentisce, ergo: ciò che dice dela è tutto vero, ma tutti hanno paura di dirlo, i giocatori preferiscono bruciarsi (vedremo verdi che farà a giugno….berardi abbiamo visto la fine che ha fatto….) le medio-piccole fanno da controfigure, ma tutto questo fa bene al calcio italiano? lo fa crescere?

  2. Speriamo Mertens nulla di grave.

  3. Prima ti ignorano…poi ti deridono…poi ti combattono…poi VINCI

  4. Poteva prendere suso chiesa ma non li danno elshaarawy la roma ha rifiutato verdi e politano sappiamo

  5. Pecoraro però ha fatto un’uscita che non si può permettere, in quanto ancora occupato in una certa posizione istituzionale. Questo è da sottolineare

    • Sono d’accordo. Parlavo dei tre titoli che la gazzetta ha dedicato alla capolista .

      • Credo sia la normalità, più in alto si è più attenzione si attira, sia essa positiva o meno. Anzi mi tocca precisare che molte volte quest’ultima non sia per nulla lusinghiera, so bene cosa siginifichi in quanto sono juventino

      • Inoltre, scusami, concordo con il fatto che la gazzetta faccia delle uscite orrende molto spesso contro molte squadre fidati

  6. Piaciuto tantissimo adl in questa sua intervista. E gli altri non hanno capito che la foto col megafono gli fa un favore: è l immagine della paura che ha chi ha speso 300 mln sul mercato e se la deve minimo minimo sudare tutta e potrebbe non bastare

  7. Francesco Sisto 4 febbraio 2018, 18:49

    Niente da fare, proprio non ce la fate a non gettare fango.
    ADL avrebbe costruito tutta la messa in scena con Politano solo per fare finta di voler comprare qualcuno, sapendo che il Sassuolo non lo avrebbe ceduto…mentre tutti questi profili che avrebbero fatto comodo al Napoli erano li belli e pronti, e felici di venire a Napoli..
    Salvo poi, se si prende uno fuori italia, ecco che “non parla italiano, non conosce il campionato italiano, i difensori del campionato dove gioca sono papaveri e margherite”, ecc
    Chi erano secondo te questi giocatori in italia che avrebbero fatto al caso del Napoli?

  8. Carlo Beccaria 4 febbraio 2018, 18:25

    Invece di approfittare della pochezza di Milan, Inter e Roma in questi anni Aurelio ha consolidato solo il bilancio. Avrebbe potuto investire tenendo un occhio al bilancio e ritrovarsi stabilmente nelle prime tre società italiane per valore economico. Invece il Napoli vale meno dell’Udinese

  9. Carlo Beccaria 4 febbraio 2018, 18:24

    Se in 14 anni ADL avesse ad ogni bilancio investito il 10% del fatturato, oggi il Napoli varrebbe il doppio e buona parte dei calciatori che si è tentato di prendere sarebbero venuti. Il Napoli avrebbe un suo centro sportivo, una rete di osservatori strutturata, un settore giovanile florido e non si reggerebbe sui resti di un biennio speciale dovuto alle capacità di Benitez di attrarre giocatori che sono al di sopra del valore della società.
    Soprattutto Aurelio non avrebbe bisogno di clausolizzare tutti i giocatori di prosettiva

  10. stefano de simone 4 febbraio 2018, 17:22

    Basterebbe che già quella parte ottusa del tifo napoletano capisse che la competitività che ha il Napoli si fonda sulla sua gestione virtuosa, senza la quale saremmo una comparsa della serie A per non parlare delle coppe europee. Spero vivamente che il presidente continui per la sua strada, che gestionalmente è quella giusta. Gli pseudotifosi si renderanno conto di quanto vale questo presidente quando non lo avranno più e magari il Napoli fa la fine di milan e Inter

    • giancarlo percuoco 4 febbraio 2018, 22:53

      per me invece è anche la maturità dei tifosi napoletani che permette al presidente di non inseguire l’umore della piazza.
      Milan e Inter, un pò pure la Roma, ma soprattutto le milanesi, falliscono proprio perché non danno tempo ai propri allenatori di completare un progetto tecnico, ed inseguono ogni anno il colpo ad effetto, in virtù proprio di cercare di assecondare il tifo, abituato a successi che stanno andando inevitabilmente sempre più lontano nel passato.

  11. Buon articolo. E concordo al 100% sia con Gallo, secondo cui il Napoli è una bella e solida reltà (però senza scomodare Wall Street), sia con ADL, soprattutto su Politano: alla fine ha risparmiato 30 mln (per un giocatore che ne vale la metà, aggiungo io). Rimango comunque dell’opinione che solo a Napoli si discute così tanto del bilancio della squadra per cui si tifa (si discute, intendo, tra tifosi prima ancora che tra “addetti ai lavori”). A volte un po’ di nausea mi viene, onestamente.

  12. La “front page” di ieri della Gazzetta unito al boxino sotto a firma Andrea Elefante che rilancia di Sarri al Chelsea (un elefante in cristalleria) danno l’estatta dimensione della percezione del Napoli nel calcio italiano. Ma inutile sfiacchirsi. Tanto questo Napoli durerà poco. Non ci sono né strumenti, ne voglia, ne background popolare per essere credibili oltre un miraholo…

  13. Mario Fabrizio Guerci 4 febbraio 2018, 13:42

    Personalmente,discuto sia con aureliani,che papponisti.
    Un presidente come altri,con pregi e difetti,un imprenditore,purtroppo (o per fortuna) non tifoso,che ha scelto una strada mai messa in discussione.Bisogna stare molto attenti a quello che fa o dice,filtrare molto e magari riderci su. Ad esempio,fare guerra alla Juve,con l’ECA in mezzo…oppure caldeggiare il ritorno di TAVECCHIO per giunta con LOTITOoo,ma scusate,dove sarebbe il rivoluzionario col megafono?
    Non so…
    Sensi,è stato il vero Masaniello!
    Godiamoci quello che ADL sta facendo di buono,forse è meglio : squadra e conti “apposto”

  14. Mario Fabrizio Guerci 4 febbraio 2018, 13:22

    Giacomo,una volta,a proposito di stadio e progetti vari,LUI disse :
    “io spendo per ristrutturare o ricostruire e se poi arriviamo quinti…?”
    (Il bello è che in quell’anno,finimmo quinti…!!!)
    Ma sei veramente convinto che,con grattacielo azzurro e scugnizzeria,magari con 12 campi,come promesso giorni fa (…!!!!) e conseguenti campionati di transizione,il napoletano sia impaziente?
    Il sottoscritto,no…
    Abbiamo atteso il tricolore 60 anni ed ora ne sono passati altri trenta,ma figuriamoci!
    In genere,un tifoso,può essere criticone e insoddisfatto,ma non è stupido…

  15. lascia perdere..quando non sanno cosa dire attaccano con la storia delle strutture..a chi non piacerebbe un napoli in serie c ma con un centro sportivo da champions?

  16. Non è possibile che nell’universo mondo ci fossero solo 2 giocatori che facessero al caso del Napoli.

  17. Sta di fatto che se chiedevamo un giocatore ad una delle altre 17 squadre in campionato tutta questa tarantella non la stavamo facendo e della Juve chissenefrega. Alla fine tutto il polverone lo abbiamo alzato noi (plurale maiestatis per la SSN) quando rivolgendosi ad altri avremmo ora (probabilmente) un sostituto per Callejon e ci concentreremmo sulle nostre cose come sempre.

    Nessuno mi toglie la paura di una escalation che poi arriva al culmine con la nostra sconfitta allo Stadium. Cioè davvero se le cose vanno così quest’anno mi in***zo davvero, perchè ce la potevamo risparmiare, a partire dal non tenerci un giocatore come Giak, gentiluomo quanto inutile nel Napoli.

    Poi ditemi quello che volete e fuoco alle polveri del sud contro il nord padrone e ladro.

  18. dino ricciardi 3 febbraio 2018, 19:50

    La risposta è scontata.
    Anche se ha detto cose vere che in tanti pensano credo che è tutta m…che ci tornerà addosso.
    Resto dell’opinione che è controproducente sbraitare sui giornali.
    La guerra va fatta nel palazzo con riforme,tipo limite ai prestiti,compropietà… e cercando alleati.
    Ci vuole una figura competente e di grande comunicazione che sia sempre presente nelle stanze del palazzo,bravo nel tessere rapporti e alleanze

    • Ma se palazzo, stampa e alleanze so tuttuno. Ci vorrebbe i bazuka per certi ambienti. De Laurentiis alla Gazzetta sta scomodo, ma almeno le cose le dice in faccia invece di ridicolizzare con quel titolo da scemi. Visti mai titoli stupidi verso la Juve? eppure ne ha avute di spinte scudetti. Devono ringraziere De Laurentiis che per 6 lunghi anni vede sempre la stessa squadra sabauda a nauseare, mentre adesso sta dando vita ad un Campionato bello, leale, affascinante, combattuto nonchè competitivo verso quelli la che non hanno avuto avversari che a Dicembre il Campionato era gia finito. Questo dovete scrivere giornali deviati. Ringraziate invece di fare ridicoli titoli.

      • giancarlo percuoco 4 febbraio 2018, 13:59

        anche questo è vero,
        io però mi sarei concentrato sul campo senza alzare nessun polverone mediatico, col pericolo che si ritorca contro.
        a meno che non siano parole per cercare il consenso dei tifosi. però mi sembra una cosa abbastanza inutile questa.

    • giancarlo percuoco 4 febbraio 2018, 13:55

      infatti, non per criticare sempre, ma il nostro si atteggia a grande riformatore, ma fosse una volta che è andato controcorrente nelle scelte reali.

  19. Carlo Beccaria 3 febbraio 2018, 19:41

    “Quella solidità economico-finanziaria – tanto disprezzata da tanti tifosi a Napoli – è l’arma più potente di De Laurentiis”.
    Questo è l’errore che tutti gli Aureliani commettono da anni anni. Non capiscono che il Papponismo si basa essenzialmente su altro. De Laurentiis ha una macchina economico-finanziaria molto solida. E’ un merito, non un demerito. L’enorme problema – per noi tifosi e non certo per lui – è che dal punto di vista strutturale tale macchina regge sul nulla, il che nel calcio di oggi è una debolezza enorme.

    • Ecco questo è un punto sul quale ho dubbi seri, viviamo in un tempo in cui le aziende snelliscono strutture e quant altro

  20. Giovanni Pantolese 3 febbraio 2018, 18:40

    Secondo me non c’è alcun dubbio su quale sarà la scelta del calcio italiano ( dirigenti, mass media, opinionisti, altre società ) ovvero continuare a dipingere De Laurentiis come un guitto col megafono in mano, come un pezzente arricchito, come un cafone, come un incapace che scarica su altri le proprie responsabilità e via di questo passo
    Perché il calcio italiano, in tutte le sue componenti sopra indicate, è direttamente o indirettamente legato alla Juve e ne tutela gli interessi perchè sono, direttamente o indirettamente , i propri interessi.
    C’è poi la triste pagina di quella parte di tifosi azzurri che odia letteralmente de Laurentiis ed arriva a negare qualsiasi merito al suo operato, concludendo di tifare per la maglia e non per il presidente senza capire che odiare, criticare e attaccare ,magari con pubblici striscioni, De laurentiis significa fare male alla maglia alla quale dicono di tenere.
    Penso infine che il presidente farà bene a strafegarsene di tutto e di tutti proseguendo lungo il cammino imboccato. Poi una volta vinto lo scudetto o quando si sarò rotto le scatole di tutto il circo del calcio italiano potrà vendere la società intascare un bel malloppo e mandare tutti a quel paese.
    Poi vedremo se il Napoli in mano ad altri avrà un futuro alla PSG o come le attuali Inter e Milan.

  21. Io sinceramente mi sarei evitato questa polemica che i media gonfieranno e che sarà come sempre un boomerang, e poi fare polemica per chi ? politano ? un giocatore che vale un terzo di berenguer pagato 5,5 milioni pochi mesi fa dal toro, e per di più con la società disposta a pagarlo 30 milioni, dai non condivido questo attacco di Adl me lo sarei risparmiato, e lo sa anche lui, solo che ha ceduto alla folla che chiedeva il sangue, e sangue sia, speriamo solo che non sia il nostro. Torniamo al campo stop, polemiche sterili, qualcuno preannuncia cambi nell’11 iniziale contro la peggior squadra d’Europa? Giocherà rog? Ounas?Diawara? zielisnky riuscirà a partire per l’8a volta su 23 partite dal primo minuto? Maggio? Milik andrà in panca? qualcuno ha qualche notizia? Se si presenta con i soliti 11 contro il benevento, giuro che stavolta lo seccio, gli faccio una macumba per cui smetterà di scaccolarsi per 6 mesi davanti le telecamere

    • Giovanni Pantolese 3 febbraio 2018, 19:50

      Solo due cose:
      1) Qualsiasi cosa faccia o dica De Laurentiis per la legge dei grandi numeri ci sarà sempre qualcuno che si lamenterà . Ora è toccato a lei, ma stia certo che se il Presidente non avesse detto quello che ha detto altri si sarebbero lamentati come ha fatto ora lei.
      2)IL Napoli non deve prendere sottogamba nessuna partita e quindi per me fa benissimo a schierare la formazione migliore domani sera contro il Benevento, al massimo può fare un mini turn over con tre calciatori..

    • Alfonso Luca Infante 3 febbraio 2018, 23:40

      Ti rispondo alle considerazioni sul campo.
      Rispetto il tuo pensiero ma le scelte di sarri gli danno ragione, poi pensaci in Champions partivano gli zielinski e i diawara come titolari e ora siamo in coppa UEFA.. il feyenoord..
      Poi se ti dico la mia, secondo me la storia del turn over è pompata da sempre sui giornali perché un difetto a un uomo così gli va pure trovato.. per me sarri è un grande, pure quando se ne andrà per me potrebbe continuare a sventolare la sua bandiera in curva b, accanto a diego

    • Francesco Sisto 4 febbraio 2018, 18:51

      E chi dovrebbe schierare, scusa, se non i migliori.
      Se cambia qualcuno e non vince a Benevento se lo mangiano vivo.

  22. De Laurentiis ci stupisce ancora con la sua strategia comunicativa. Complimenti al Napolista per averla rappresentata perfettamente.

  23. Federico Imparato 3 febbraio 2018, 16:17

    questo si è un articolo serio

  24. Premessa: l’intervista di ADL è stata perfetta. Inoltre, non si può glissare su quanto raccontano i fatti: società solida, conti a posto e posizione sempre competitiva negli ultimi anni. Quindi, bravo ADL!

    Tuttavia, dobbiamo anche considerare che ADL quando parla non ha modi sabaudi o milanesi. Si sbraccia, mima, ammicca. Insomma, è molto partenopeo e questo, almeno per me, è un bene. I giornalisti, però, classificano questo essere sopra le righe come pittoresco o, appunto, clownesco.

    La Gazzetta oggi è stata inutilmente offensiva con una prima pagina che ha voluto solo ridicolizzare ADL, il Napoli e tutti i napoletani (tifosi e non tifosi).

    • scusa ma è quel “tuttavia” che non capisco..dobbiamo giudicare le persone in base a quel che fanno o a come si atteggiano? sui “modi sabaudi o milanesi” (???) avrei molto da dire e un lungo elenco da snocciolare ma non voglio annoiarti..personalmente preferisco un presidente (ma non solo) che gesticola ed ammicca piuttosto che un presidente indebitato.

      • Io sono d’accordo con te, l’ho anche scritto. Il problema è che i giornalisti o, come oggi qualche dirigente, fa avere la percezione di ADL come buffone. Leggiti le recenti dichiarazioni di Marotta.

  25. Finalmente!

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