Sarri difende la narrazione della bellezza, sa che così fa male ad Allegri

La realtà del campo è cambiata, ma Sarri insiste sulla linea di rappresentanza. Soprattutto per dare fastidio alla Juventus avversaria in campo e per ideologia di gioco.

Sarri difende la narrazione della bellezza, sa che così fa male ad Allegri
Sarri / Foto Matteo Ciambelli

Ideologia

Ieri non è stato un giorno come gli altri, per il Napoli. Rispetto alle ultime partite di campionato, la squadra di Sarri ha vinto in maniera diversa, soffrendo il Bologna per alcuni tratti della partita. Mostrando, soprattutto, alcune piccole crepe difensive che hanno ricordato tempi lontani ma non antichi, una Napoli forse più brillante ma sicuramente meno sicuro, consapevole della propria forza. Sono stati casi e momenti isolati, all’interno di una partita comunque controllata agevolmente, soprattutto dopo il gol del vantaggio di Mertens.

Nel dopopartita, ecco che parte la seconda parte della partita. I microfoni e la comunicazione, subito dopo il campo. Come sapete, il Napolista non ha sempre apprezzato lo stile e i contenuti di Sarri. Uscite da standing ovation si sono mixate con situazioni che per noi non sono (state) condivisibili. Ieri, però, abbiamo assistito a un piccolo gioiello dialettico del tecnico del Napoli. Alla Rai, una serie di frasi che non sono passate inosservate. Queste:

Non vogliamo far paura nessuno, il nostro obiettivo è sempre la bellezza. È l’unica strada che ci può portare a fare risultato, non abbiamo molte altre strade. L’organizzazione ci garantisce un minimo di solidità rispetto a prima, anche se per venti minuti abbia perso le distanze.

È il manifesto dell’ideologia sarrista, una bandiera che garrisce al vento nonostante la realtà indichi (da tempo) che il Napoli è diventato una squadra diversa. Soprattutto, si tratta di una scelta politica, partitica, di schieramento. Sarri, in questo momento, ha deciso di rappresentare l’anti-Allegri. Di assumere, tenere, consolidare una posizione chiara di rottura e differenziazione. A prescindere dai contenuti. 

I fatti e la percezione

Sarri ha espresso una verità, o meglio una parte di verità in queste parole. Dal punto di vista puramente estetico, non c’è paragone tra il Napoli e la Juventus. La squadra azzurra esprime sempre lo stesso concetto, in ogni manovra, in ogni azione, in ogni singola decisione in campo: noi vogliamo determinare noi stessi e il risultato. Che sia attacco (come in passato, soprattutto) o gestione dei ritmi (come succede spesso quest’anno), gli avversari si adattano a noi. L’esatto contrario del calcio di Allegri, che è diverso ma anche – spesso – meno attrattivo. Più vincente, certo, ma non proprio bello secondo il significato puro di questo aggettivo.

Detto questo, il Napoli è una squadra molto diversa rispetto al passato. L’intensità è soprattutto difensiva, la manovra è rallentata o accelerata a seconda del momento della partita e del risultato, c’è consapevolezza e maturità nella lettura di ogni fase del gioco. Infine, last but not least, ecco una solidità difensiva sorprendente. Espressa nei numeri, dopotutto il Napoli è ancora e sempre la squadra con meno gol incassati in Serie A.

Sarri continua a professare una certa fede, a inquadrarsi come paladino della bellezza e dell’estetica. Torniamo al discorso precedente: ok, esiste il fondo di verità, ma ora come ora i rapporti (di forza e riferiti ai fatti e alle statistiche) sono diversi. Eppure le posizioni non cambiano. È una chiara volontà di contrappunto, di opposizione esterna, di rappresentanza e rappresentazione. Noi siamo il Napoli, siamo questo, siamo il sarrismo e sventoliamo la nostra ideologia insieme al nostro popolo. Anche se poi in campo facciamo altro o anche altro, noi ci definiamo in questo modo. Per noi, ma anche contro di loro. È identificazione, è l’unione della realtà e della percezione per generare consenso, fusione.

La cosa giusta

Sono sentimenti che servono, all’ambiente-Napoli. Poi qualcuno sa e pensa che alcune cose di campo sono un tantino diverse, perché sono cambiate – ed è giusto che sia così se vuoi vincere questo scudetto. Ieri e da un po’ di tempo, Sarri sta praticando in maniera lucidissima l’arte della comunicazione. Difesa dei suoi topos, della sua posizione, paraculaggine pura, tecnica del lamento, insomma tutte le armi che conosce. Il proiettile sparato ieri è un esempio chiaro di questa strategia. E chiarisce una volta di più che è una strategia. Al di là dei giudizi di ognuno, Sarri sta combattendo la sua battaglia. Di politica, anche se calcistica. Ma è pur sempre politica. Non gli resta che continuare.

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  1. Giulio Valerio Maggioriano 31 gennaio 2018, 13:00

    Il Napoli quest’anno subisce poche reti e per ora ha dato prova di ottima gestione dei momenti della partita.
    Questo è giocare “bene”.
    Il resto è coreografia

  2. Giuseppe Corvino 30 gennaio 2018, 0:11

    Mai nessun articolo o discorso tra amici alticci aveva mai sintetizzato così bene la filosofia calcistica sarrista.

  3. Francesco Sisto 29 gennaio 2018, 17:41

    Lo so che mancano ancora 3 partite, ma mi aspetto un regalo da Walter..

  4. Forse c’è effettivamente un aspetto strategico nelle ultime dichiarazioni di Sarri. Ma io sono convinto che in lui prevalga la sostanza. La strategia è subordinata al fatto che il Napoli di Sarri cerca davvero la bellezza. E quando il Napoli non è bello, solitamente non è per scelta, ma per meriti altrui o per demeriti propri. Ricordate il girone di andata : si parlava di Napoli cinico e concreto… Poi arrivò la Juve (lei si cinica e concreta) e sappiamo purtroppo come andò.
    D’altra parte mi piace sognare un Napoli che cerchi sempre la bellezza prima del risultato. Ma questo sogno si scontra con la realtà di una tifoseria che sogna in piccolo e guarda troppo a modelli italiani (come la Juve) e poco a modelli europei (come l’Ajax o il Barcellona). Oltre tutto la bellezza dà una riconoscibilità che può tradursi anche in marketing…

  5. giancarlo percuoco 29 gennaio 2018, 17:20

    vi prego, basta con l’uso del vocabolo “narrazione”.

    • Antonio Chiacchio 29 gennaio 2018, 23:52

      suggerisco qualche sinonimo: cronaca, descrizione, esposizione, racconto, relazione, resoconto, storia.
      narrazione “nun se sopporta cchiù

  6. michele o pazzo 29 gennaio 2018, 17:02

    Premetto di essere entusiasta di sarri come allenatore e anche come personaggio, premetto altresì di provare ammirazione anche per allegri, seppur molto diverso dal nostro, lo considero un grande allenatore, in questo non sono d’accordo con la maggioranza dei tifosi del Napoli e anche con buona parte di quelli della juve.
    È vero che il Napoli di quest’anno, tranne qualche eccezione, non è brillante come quello della seconda metà dell’anno scorso, non sono più frequenti le goleade cui ci avevano abituati e tante partite le abbiamo vinte soffrendo. In realtà col Bologna abbiamo sofferto, ma solo in parte, una mezz’oretta scarsa, personalmente non ho mai avuto l’impressione che avremmo potuto non vincerla. Non siamo brillantissimi, ma abbiamo fatto 3 gol avendo sempre la partita in pugno, non vorrei che ci siamo abituati troppo bene, il nostro gioco resta più godibile di quello del 90% degli altri, ci sono sempre i tagli, il moto perpetuo, la grande tecnica, la palla a terra ecc. Forse c’è da considerare che ci sono anche gli altri che non sono sparring-partner, ci conoscono meglio e che cercano di trovare le contromisure. In questo considero le parole di sarri vere, sincere e non tattiche, la bellezza è la nostra stella polare, a volte riusciamo meglio, altre peggio, ma è sempre quello che cerchiamo.
    Riguardo alla solidità difensiva e alla capacità di addormentare la partita, siamo migliorati per fortuna, ma ciò non è in contraddizione con la bellezza, non credo che il sarri esteta dello scorso anno godesse a prendere gol spesso idioti, è semplicemente un working-progress che sta portando i suoi frutti.

  7. mr. wolf: risolvo problemi 29 gennaio 2018, 16:42

    Bè, in fondo ha ragione il mister, quali migliori discipline del tuffo e del balletto si prestano a misurazioni sulla bellezza: la leggiadria e la delicatezza del callejon, la grazia del mertens: volteggiano, piroettano per poi adagiarsi soavemente al suolo con una grazia fuori dal comune.
    i giudici chiamati a valutare possono apprezzare o meno (oddio il più delle volte apprezzano), ma il talento indubbiamente esiste e, almeno in Italia, viene riconosciuto.
    In Europa, per storia e cultura, sono meno sensibili al bello ma in Italia hanno un loro perché, indubbiamente.

    • Pasquale Maltempo 29 gennaio 2018, 17:36

      Di #tuffatori, #pallavolisti, di #difensorichesiaccascianodopounfalloesbircianotralemanilareazionedell’arbitro, di quelli del #fallocattivotantononmiammonisceeneavròancoraun’altroincanna ne sono pieni le altre squadre, credimi. Abbiamo solo da imparare.

    • Francesco Sisto 29 gennaio 2018, 17:47

      Per la verita Mertens volteggia, piroetta, e poi azzecca il pallone nel sette, e vi rimanda sotto, a -1..

    • Il più conosce il meno.

    • Antonio Chiacchio 29 gennaio 2018, 23:56

      credo che il buon dybala e il leggiadro lichstainer…… si scrive così? …… siano i maestri insuperati del balletto e della caduta artistica, i nostri callejon e mertens sono solo poveri emuli.

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