Il difensore Van Dijk al Liverpool per 84,5 milioni: una lezione sul mercato e su Koulibaly

Le regole e le cifre del mercato contemporaneo si allargano ai difensori, anche a quelli lontani dai top: l’impossibilità a reagire da parte dei piccoli club.

Il difensore Van Dijk al Liverpool per 84,5 milioni: una lezione sul mercato e su Koulibaly

È successo

Uno degli articoli più letti, controversi, contestati, insultati nella storia del Napolista. Eravamo a giugno, in pieno periodo di rabbia per il calciomercato. Scrivevamo: Magari il Chelsea offrisse 60 milioni per Koulibaly. Si trattava di una presa di coscienza del reale, del fatto che una proposta del genere avrebbe dovuto “spingere” il Napoli non solo ad accettare, ma anche a stappare le bottiglie di champagne d’annata. Perché KK, leader assoluto della difesa del Napoli – forse anche il miglior calciatore della squadra di Sarri per valore assoluto e comparato – sarebbe diventato il difensore più costoso di ogni tempo. Dopo abbiamo alzato la posta, in questo articolo qui. Ci siamo spinti fino a 70. Poi ieri è successo: il Liverpool ha annunciato l’acquisto di Virgil Van Dijk dal Southampton. Prezzo: 84,5 milioni di euro.

Frantumati tutti i record precedenti, quelli di Stones, Mendy, Wlker (tutti al Manchester City nelle ultime due sessioni estive), David Luiz. Polverizzati anche i primati futuri, perché è difficile pensare a (e trovare) difensori fortissimi e pure di prospettiva. C’è Koulibaly, appunto. Che oggi vale anche più di Van Dijk, non fosse altro che per una questione di riconoscibilità: entrambi classe 1991 (Koulibaly è più anziano di venti giorni), hanno la stessa esperienza internazionale (31 presenze nelle coppe europee per Kalidou, 33 per il centrale olandese). Però Koulibaly gioca nel Napoli, è in testa alla classifica di Serie A ed è un protagonista assoluto in una squadra ammirata da tutta Europa. Van Dijk, invece, arriva dal Southampton, un club che non ha mai partecipato alla Champions League. Cui il Napoli ha ceduto Gabbiadini e la Juventus Lemina, giusto per chiarire le distanze tecniche.

Il mercato

Ovviamente vi risparmiamo i discorsi sulla bolla economica della Premier, sui prezzi gonfiati dai diritti tv astronomici, sull’insensatezza di certe cifre. Riutilizziamo una frase di uno degli articoli che vi abbiamo linkato sopra, nei pezzi su KK: «Valutazioni decisamente fuori mercato ma figlie del mercato». Il Southampton ha richiesto 84,5 milioni di euro e il Liverpool ha accettato, c’è stato un incontro tra domanda e offerta.

Quindi andiamo oltre. E parliamo di un calcio che cambia, e proviamo a spiegarci come cambia. Noi non siamo i sostenitori più strenui di un certo calciomercato, anzi siamo i primi a pensare che l’acquisto di un calciatore, per quanto fortissimo o costoso, non basti a fare grande una squadra. Tutto va inserito all’interno di un progetto tecnico ed economico, con obiettivi realistici e contestualizzati. Leggendo ieri il Sole 24Ore ci siamo resi conto che il football moderno ha obiettivi forse differenti rispetto alla concezione romantica di questo sport o dello sport in generale, e possiamo individuare il trasferimento di Van Dijk come un’operazione esattamente al centro tra queste due “correnti”. Da una parte c’è il tentativo di potenziare la squadra a disposizione di Klopp, dall’altra c’è una pura opera di prevaricazione economica, il club ricchissimo che vince su quello ricco, che afferma la sua superiorità sfilandogli un calciatore a prezzo altissimo. Anche perché il Liverpool non ha problemi economici o investimenti strutturali da fare, Anfield esiste, è bellissimo ed è stato anche recentemente ristrutturato. I soldi (che ci sono) possono essere spesi sul mercato.

Il Napoli (ed altri pesci piccoli)

Purtroppo non c’è molto da fare. O meglio: non c’è molto da opporre. Probabilmente Van Dijk non aveva una clausola risolutiva nel suo contratto col Southampton, quindi il club ha potuto tirare la corda dell’offerta fin dove possibile. Ma il punto non è questo, anche Pogba non aveva la clausola eppure è stato acquistato dallo United. L’accordo tra Neymar e il Barcellona prevedeva addirittura 220 milioni di clausola, e non ci sono stati problemi per il Psg. Così come non ne ha avuti Neymar a lasciare uno dei club più prestigiosi al mondo.

Come dire: immaginare che il Napoli – esattamente come altri club lontani da certi fatturati – possa evitare di fare mercato in uscita è pura follia. Se persino Van Dijk (un calciatore forte, finora decisamente lontano dai top del suo ruolo) può arrivare ad un prezzo così alto, non esistono resistenze che tengano. Non esistono «progetti vincenti», storie laterali o qualsiasi tipo di convincimenti. Esistono solo contratti (semi)blindati con possibilità condivise e concordate di exit strategy. A Napoli abbiamo vissuto questa dinamica con Higuain, mentre gli juventini la vivevano con Pogba. Pjanic alla Roma, Ronaldo all’Inter nel 2002, Cristiano Ronaldo al Manchester United nel 2008. Quello di Van Dijk è un trasferimento dal potenziale narrativo enorme, perché allarga i confini di questo mondo a difensori forti ma non fortissimi, quindi a calciatori dall’impatto solo discreto. È un punto d’arrivo, ma potrebbe essere anche “solo l’inizio”. È il calcio di oggi, anzi di ieri nella sua ultimissima evoluzione. Che può non piacere, ma è inevitabile.

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