La continua crescita di Koulibaly oggi tra i dieci centrali più forti del mondo

Un upgrade continuo: Koulibaly, oggi, rappresenta un plusvalore tecnico del Napoli. Merito del sistema, merito delle sue qualità,

La continua crescita di Koulibaly oggi tra i dieci centrali più forti del mondo

Un passo in più, ancora

La storia napoletana di Kalidou Koulibaly, raccontata dalle nostre biografie stagionali:

  1. Da Pacco a Mostro (19 maggio 2016)
  2. La forza del talento e la difficoltà di fare ancora meglio (22 giugno 2017)

Nel secondo pezzo, al termine del campionato scorso, scrivevamo: «È arrivato a nove, ora deve guardare al dieci. Il passo più difficile». Era un auspicio, era un augurio. Sta succedendo.

L’abbiamo visto sabato sera contro il Milan, ma anche in tutto il resto di questo avvio di stagione. Kalidou Koulibaly è un calciatore fortissimo, non è più solo un difensore di grande livello, è entrato nel gotha del ruolo e quindi del calcio contemporaneo – perché i centrali più forti del mondo, oggi, sono da annoverare tra i big assoluti, anche dal punto di vista narrativo. Transfermarkt, ad esempio, lo valuta 30 milioni di euro. Undicesimo difensore centrale per valutazione assoluta, prima di lui ci sono solo i mostri sacri. Alcune valutazioni sono pure un po’ gonfiate (tipo Bonucci, che ancora oggi vale 40 milioni secondo il sito specializzato), ma si tratta di cifre e graduatorie realistiche. Tra la posizione uno e la dieci ci sono Ramos, Hummels, Piqué, Godin, Stones, Varane. I migliori, appunto.

Koulibaly sta dimostrando di appartenere a questo gruppo. Di poterlo anche rappresentare, come interpretazione moderna del ruolo. “Merito” del gioco europeo del Napoli, certo, ma anche della continua crescita di Kalidou. Che, pensiamoci, non è andato oltre l’errore in Chievo-Napoli – parliamo di strafalcioni clamorosi. E, soprattutto, è stato impeccabile in questo avvio di stagione. Fino ad assurgere al ruolo di migliore in campo assoluto contro il Milan, una prestazione brillante, anzi scintillante, riconosciuta da tutti. Emblema non solo della solidità necessaria, ma anche di un “qualcosa in più”, qualcosa di percettibile che fa la differenza.

Forza di reparto, forza del singolo

Ecco, per questo Koulibaly ha una dimensione superiore. Oltre a rappresentare una colonna del sistema, il francosenegalese va oltre. Tocchi anche minimi, eppure decisivi su cross avversari; recuperi in tackle; anticipi possenti; palloni portati su; addirittura un dribbling sulla fascia sinistra offensiva, poi cross al centro (contro il Milan, nella ripresa). Insomma, oltre a tutto il lavoro coordinato con Raul Albiol e gli altri amici della terza linea, Koulibaly aggiunge sé stesso. È una manifestazione di strapotere assoluto, è la forza del singolo che si aggiunge a quella del reparto.

Si tratta del solito discorso, che va oltre i sistemi e gli allenatori e sfiora il fatturato: Koulibaly è più forte rispetto alla media dei suoi compagni, vale di più in campo perché dà di più, nel senso che esprime un plusvalore rispetto a quelli che sono i suoi compiti codificati. Per quanto possa essere antiromantico, vincono le squadre con questi calciatori – Leicester a parte. Nel senso: il Real Madrid vince perché ha Sergio Ramos e tutti gli altri, vince la Juventus perché ha Dybala e Higuain e Pjanic e tutti gli altri. Koulibaly è diventato così forte, è stata una costruzione che abbiamo visto conformarsi sotto i nostri occhi. Oggi è praticamente a quel livello, ha raggiunto certi standard. E il Napoli è primo in classifica, e se decidesse di venderlo ci vogliono 70 milioni di euro. Almeno.

Domani

Ultimo appunto: i momenti di blackout, le cazzate. Il problema di Koulibaly è stato sempre lì, ovviamente parliamo di errori tecnici e/o tattici grossolani, oppure di improvvisi annebbiamenti mentali. Ecco, il problema del campo sembra essere stato debellato. C’è poi quello della testa, che si esprime pochissimo ma che ora torna d’attualità. Domani, Koulibaly non ci sarà. Per Napoli-Shakhtar, match decisivo di Champions League. Col City, si è fatto ammonire. Per proteste. Sul 2-4. Da diffidato.

Ecco, se proprio vogliamo trovare un motivo perché Koulibaly vale 30 milioni e Ramos 40, e Stone e Marquinhos 35, è proprio questo qui. Solo questo qui. Ci sta, ci può stare. Siamo esseri umani e la perfezione assoluta appartiene ai robot. Classica situazione da pelo nell’uovo, direte voi. Ma è l’unico modo per trovare un difetto a questo calciatore, oggi.

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