Napolista Award 2017, l’uomo dell’anno – Il podio: Mertens, Sarri, Insigne

I tre personaggi che hanno cambiato il loro status, e hanno influenzato la crescita e la definizione del Napoli. Più una menzione per Marek Hamsik, e il suo storico record.

Napolista Award 2017, l’uomo dell’anno – Il podio: Mertens, Sarri, Insigne

I parametri della scelta

Non ci abbiamo messo molto, in redazione, per scegliere gli uomini migliori di questo anno solare 2017. Le motivazioni che ci hanno portato a indicare Lorenzo Insigne, Maurizio Sarri e Dries Mertens riguardano i cambiamenti apportati al Napoli e al loro stesso status, alla percezione della squadra e rispetto alla loro figura. Insomma, sono loro i personaggi più progrediti e significativi di quest’anno (numericamente) da ricordare. Vediamo come si compone il podio del Napolista.

Terzo posto: Lorenzo Insigne

La motivazione è semplice: abbiamo assistito alla rivelazione definitiva di Lorenzo Insigne. Rivelazione, in questo caso, non vuol dire mostrare di essere qualcosa in più rispetto alle attese. Vuol dire dare e darsi una dimensione compiuta, vuol dire che non si può più tornare indietro. Uno che segna un gol come quello del Bernabeu, che segna al Manchester City, che viene invocato da tutta Italia come uomo della provvidenza della Nazionale, come calciatore più forte d’Italia, ha trovato la sua maturazione. Anzi, la sua maturità. Non riporteremo cifre, in questo articolo. Sono laterali, rispetto alla percezione della forza, del talento. Rispetto alla sensazione che Insigne sia arrivato al suo apice tecnico, mentale, fisico. Rispetto ad un impatto verificato nel gioco del Napoli, e nella mappa del calcio italiano. Non è e non sarà Del Piero, probabilmente. Ma è molto vicino a certi livelli, al top player che si pensava potesse diventare. A Napoli, da simbolo del Napoli. Anche questo è importante, non solo per l’appartenenza, ma per la crescita contemporanea della squadra e del calciatore. Diventare grandi insieme.

Secondo posto: Maurizio Sarri

Napoli

La conferma di un tecnico bravissimo, il migliore d’Italia per il lavoro sul campo. La crescita di un uomo non privo di difetti, soprattutto nel rapporto con il proprio personaggio. Sarri ha ereditato un Napoli bello ma complicato, quello incompiuto di Benitez. L’ha migliorato, e ha continuato a farlo nonostante i “problemi”. Nonostante il mercato, nonostante l’addio di Higuain, nonostante gli infortuni. E ha fatto tutto questo senza tradire mai la propria identità: una scelta di gioco sempre proattiva e mai conservatrice o conservativa. Il Napoli che oggi è primo in classifica è una sua creatura mentale, prima che tecnica. Alcune intuizioni sono state geniali. Una di queste, Dries Mertens, gli toglie il primo posto nel nostro Awards. Ne parliamo subito.

Primo posto: Dries Mertens

Nonostante il periodo difficile. Anzi, soprattutto in virtù di questo. L’abbiamo scritto ieri, del resto: Mertens è essenziale per il Napoli. Anzi, alziamo il tiro. Questo Napoli è Mertens, e il discorso è tattico, tecnico ed emotivo insieme. Il gioco è diventato quello di oggi perché Mertens fa il centravanti, lo fa a modo suo, da uomo di tecnica e da attaccante associativo più che da Falso Nueve. Per capire l’impatto di questa trasformazione, un ragionamento semplice. Il Napoli 2015/2016 è per 10/11 lo stesso di quest’anno. Ci sono delle alternative in più in panchina, che rendono diversa la valutazione sul lungo. Ma se quella era una squadra-outsider, che festeggiò il titolo d’Inverno da outsider o poco più, quella di quest’anno è considerata come una realtà che occupa il suo posto.

Ecco, l’unico undicesimo cambiato è Mertens. Al posto di Higuain, che non vuol dire che Dries è più forte di Gonzalo. No, è che il nuovo Napoli ha bisogno di lui, gira intorno a lui, gioca con e per lui. E con lui e per lui è diventato più imprevedibile, si è trasformato, è cresciuto grazie al lavoro. Mertens ha influenzato il Napoli e il Napoli è influenzato da Mertens, un rapporto tattico e tecnico viscerale. Inventato da Sarri, esaltato dal rendimento e dalla perfetta aderenza di Mertens alla sua nuova dimensione. L’uomo del 2017 è lui, per tutti questi motivi.

Menzione speciale: il record di Marek Hamsik

115, poi 116. Poi anche 117. Hamsik non ha accresciuto il suo status, in questo 2017. È stato un anno di conferme. Ma il record che cancella Maradona è la storia del Napoli. È la nuova storia del Napoli, che si compie davanti ai nostri occhi. Per il momento, è quella dei record storici. Basta aspettare il 2018, per cercare di vedere altro. Per sperare di vedere altro.

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