Cerqueti fatto a pezzi per aver osato nominare Perisic in modo corretto

Tempo fa l’intervista in spagnolo di Buffa a Luis Enrique sembrò il Titanic della tv. In Italia sembra che studiare provochi imbarazzo

Cerqueti fatto a pezzi per aver osato nominare Perisic in modo corretto

Informarsi provoca un fastidio generale

Gianni Cerqueti, commentando il derby di Coppa Italia tra Milan e Inter, l’ha combinata davvero grossa. Un errore, oserei dire, da principiante di primissimo pelo. Per tutti i novanta minuti dei tempi regolamentari, e più oltre anche lungo i trenta dei supplementari, ha avuto l’ardire di chiamare in telecronaca Ivan Perišić utilizzando la pronuncia corretta.

La rete si è giustamente indignata: non sono stati solo i leoni da tastiera a fare il loro gioco consueto della battuta più memorabile, ma anche colleghi e addetti ai lavori a dar vita a gustosissimi batti e ribatti dai toni importanti. In Italia, infatti, esiste un neppur tanto strisciante imbarazzo a studiare. Informarsi e provare qualche curiosità comporta un certo fastidio generale. Se ti chiedi come si pronunci in modo corretto un nome sei già guardato con un malcelato sospetto. L’approfondimento è pratica notoriamente considerata ad altissimo rischio radical chic. Federico Buffa, una volta, osò usare lo spagnolo per intervistare Luis Enrique e negli studi non ci si riprese più – fu come assistere all’affondamento del Titanic dal balcone di casa, un raro affronto alla democraticità del mezzo televisivo.

L’omologazione culturale di massa

Oggi, nella nostra nazione pallonara e non, si fa anche largo un altro interessante fenomeno che, ammantandosi di illuminato attacco alla prigionia del politicamente corretto, mira a bollare come vezzo da intellettuale il dichiarato analfabetismo. Secondo questa scuola di pensiero, se hai il coraggio di chiamare un giocatore col suo vero nome dopo che per anni ascoltatori, tifosi e colleghi lo hanno chiamato in modo errato, sei uno schiavo della omologazione culturale di massa. La rivoluzione si fa storpiando le parole, o spingendosi al più ad adoperare la mala parola per rafforzare i concetti, per rompere l’ordine costituito. In quel caso sei in contatto col popolo e, anche se non te ne rendi conto, sei un sincero democratico.

C’è anche Napoli con Hamsik

Noi a Napoli, ad esempio, amiamo così tanto il nostro capitano da difenderlo in ogni frangente, schermirlo da ogni dardo avvelenato, anche da parte di chi si chiede soltanto se magari possa giocare dieci minuti in meno. E sono dieci anni che non abbiamo fatto neanche lo sforzo di imparare il suo nome, o almeno provare a pronunciarlo senza storpiature. Marek Hamšík si pronuncia così. Ma è solo un dettaglio e non saremo certo noi ad assecondare questa fregola elitaria.

ilnapolista © riproduzione riservata
  1. provare ad essere precisi in quanto a pronunce di vocaboli (molto meno per i nomi propri di persona) straniere, può essere sensato nel caso di lingue come l’Inglese o al massimo lo Spagnolo e il Francese: altissima diffusione in tutto il mondo, per cui culturalmente degne di nota.
    stare a fare gli splendidi pure col croato o lo slovacco…. è “ignorant chic”!

  2. Scusa l’impertinenza, Controlla su wiki alfabeto croato. ciao di nuovo.
    PS Ho messo le olive nere pure io, ma mi e’ rimasto secco, forse ho tolto troppo oilio dl tonno. Ci riprovo, anche perche’ il gusto e’ ottimo

    • Io in Croazia ci andavo spessissimo e di persone col cognome con desinenza “ic” ne ho conosciute tantissime e tutti si pronunciavano come sostengo.

  3. Antonio Baiano 29 dicembre 2017, 16:29

    La mia impressione è che, in media, tutti i giornalisti, non solo quelli sportivi, abbiano una scarsa conoscenza delle lingue. Alla radio ed in TV sento degli strafalcioni nelle pronunce di termini stranieri. A mio avviso però anche all’estero tendono a piegare la pronuncia alla lingua locale.

  4. Stavolta condivido in pieno: storpiare la pronuncia dei nomi stranieri, per semplice negligenza o esibita ignoranza, è un atteggiamento riprovevole.
    Denota presunzione bifolca e, quello che è più grave, scarso rispetto per il portatore del nome.

  5. Filippo Santucci de Magistris 29 dicembre 2017, 9:39

    e di Nacatà ne vogliamo parlare? o di Nagatomò?

  6. Per una volta d’accordo con Virgilio.
    Allora, pero’ che anche Cerqueti & Co. si mettano a studiare sul serio e comincino a pronunciare per bene TUTTE le parole straniere e i nomi importati dal calcio parlato in Italia.

  7. Mascalzone latino 29 dicembre 2017, 8:02

    E questo non è niente, aspettiamo che arrivi da noi “Machach” ….

  8. Cerqueti è pure quello della RAI che pronunciava Mertens in Martens. Non so se non sa distinguere le vocali.

  9. La pronuncia corretta è questa:
    https://it.forvo.com/word/hr/ivan_peri%C5%A1i%C4%87/#hr
    Quanto a Cerqueti, mi sembra che l’avesse pronunciata correttamente. Posso scusare i leoni da tastiera, meno i colleghi di Cerqueti, che peraltro non criticano mai i colleghi di Sky, che per le pronunce dei nomi stranieri sono pignoli all’inverosimile. Saranno mica prevenuti?
    Però il discorso di Buffa è diverso. Adoro Buffa, che ha qualità immense ed è un grande professionista: ha cultura, competenza, conosce perfettamente diverse lingue, spagnolo compreso (con un perfetto accento argentino). Detto questo, quella che ha fatto a casa mia si chiama bieca ostentazione, perché tra l’altro mi risulta che Luis Enrique conosca piuttosto bene l’italiano (poi parlarlo è un altro conto).
    A mio avviso, rivedendosi oggi, lo stesso Buffa proverebbe un certo imbarazzo. Detto questo, i risolini di scherno ascoltati in sottofondo fanno tenerezza. Nessuno tra i presenti in quello studio vale un’unghia di Buffa.

  10. Francesco Sisto 28 dicembre 2017, 19:38

    Beh, si potrebbe cominciare nel pronunciare la H all’inizio dei nomi, invece di “Amsik.” (tutti vogliono sembrare “cool usando termini inglesi, quando si possono usare senza problemi le rispattive parole in italiano, salvo poi pronunciare “la ome page” “ello”, e via di seguito 🙂
    Scherzi a parte, oggi i giocatori provengono da tutti i paesi del mondo, ed i loro nomi suonano differentemente a seconda di quale linguaggio parli chi lo pronuncia, e mi sembra sinceramente eccessivo pretendere che un giornalista impari la pronuncia dei cognomi dei giocatori nella lingua del paese da cui provengono.

    • Se avessi letto l’articolo sapresti che l’acca davanti al cognome di Marek è muta.

      • In quale lingua è muta?
        Nello slovacco?
        Questo è il punto, ogni linguaggio usa la sua preferita quando cita nomi.
        Per esempio, il giocatore Lasagna da commentatori anglofoni viene pronunciato con tutte le lettere (LasaGNa), perché il suono dato da gn in italiano non lo posseggono.
        A me che mi chiamo Franco, spessissimo divento Freinco in inglese…

      • Maa chi lo ha detto?

  11. giancarlo percuoco 28 dicembre 2017, 18:57

    l’omologazione culturale di massa carrara.

  12. Dzemaili lo sbagliavano tutti

  13. Carlo Beccaria 28 dicembre 2017, 17:16

    la pronuncia esatta è: ǐʋan pěriʃitɕ. Ieri per 120 minuti si è udito perishisch…..un obbrobrio.
    Chance si pronuncia tʃæns in Inglese, ʃɑ̃s in francese. In nessuno dei due casi sciòns.
    Cerqueti è lodevole perchè studia, cerca le pronunce esatte, ma poi come ogni ragazzo intelligente, si impegna troppo ed esagera, alterando la pronuncia esatta in suo ridicolo virtuosismo.
    Raniero…….vattà a fà nu gir

    • giancarlo percuoco 28 dicembre 2017, 18:58

      dagli una altra scions.

    • Francesco Sisto 28 dicembre 2017, 19:44

      Perisic quando urla per un goal mi ricorda molto il personaggio del dipinto “l’urlo” di Munch 🙂

    • A dire il vero Cerqueti il nome del croato lo pronunciava esattamente con la “c” finale = “tch”.
      La “c” si pronuncia “z” solo se seguita da una vocale come in “Periza”.
      Per quanto riguarda la parola chance in francese, Cerqueti forse esagera un po’ perche’ ne fa uso spessissimo forse proprio per virtuosismo, ma la pronuncia della “a” e’ molto ma molto simile ad una “o” aperta.
      Personalmente, da parteno-italo-anglo-francofono vedrei di buon occhio l’esatta pronuncia dei nomi/vocaboli stranieri.
      Per esempio la parola “tekl” (“tackle” si pronuncia con la “a” e non con la “e”) non si puo’ proprio sentire, come pure Marianella di Sky (ma non solo lui) che, ogni volta che commenta una partita della Premier League, deve per forza mettere una vocale alla fine di ogni nome che termina con una consonante (johnsonna, ibraimoviccia, brownne…)

      • Bho… la C se e’ accentata ci pronuncia C dolce, se non accentata tz, pero; non due suoni, si deve essere bravi a fare tz un suono unico. Vedi il nome di donna :”Lubica” si pronuncia Lubitza. Altro. ZIELIŃSKI per esempio si pronuncia Zielignski, c;e; quell;accento sulla ń che sulle vostre tastiere non esiste, equivale piu’ o meno al gn italiano o alla N con la tilde/accento circonflesso di Senor in spagnolo ,
        La H di Hamsik si pronuncia come in Hoterl, Hair . la S e’ diversa.,
        Saluti

      • Dimenticavo, ho provato a fare spaghetti al tonno come da tua ricetta. Senza pomodoro il sugo mi e’ venuto un po’ troppo secco. Dove ho sbagliato?3
        PS Ritorno sui nomi pronuciati male. Costoro percepiscono stipendi favolosi e hanno tempo da perdere. E’ obbligatorio informarsi.pena decurtazione dello stipendio.
        Alle Olimpiadi ho sentito pronunciare nomi in modo da fare accapponare la pelle. Saluti di nuovo.

  14. Cerqueti quello di “sciòns”??? Per favore Raniero non mischiamo Buffa, con Cerqueti. Cerqueti non fa cultura cercando di pronunciare correttamente un nome straniero. Cerqueti è un residuato bellico di un modo di fare giornalismo il cui aggiornamento professionale è fermo ad Italia ’90.

  15. è successo l’irreparabile: Virgilio ha scritto un pezzo sensato, apprezzabile e condivisibile in toto. Qualcuno chiami un’ambulanza, per lui o per me che mi trovo d’accordo con lui, sicuramente ad uno dei due serve urgentemente.

  16. dino ricciardi 28 dicembre 2017, 15:49

    Quasi tutti i commentatori pronunciano Calleon non sapendo come pronunciare la j(jota) spagnola.
    Se proprio non si riesce a pronunciare la h aspirata della Jota meglio pronunciare Callecon.
    E piu verosimile.
    Se io fossi un calciatore mi darebbe enormemente fastidio sentire il mio cognome storpiato.

    • Un altro fenomeno continua dopo più di quattro anni a chiamare Martens il nostro Ciro, ‘o pigliass a schiaff

      • dino ricciardi 29 dicembre 2017, 7:41

        Il tifoso non è pagato e può permettersi tutti gli strafalcioni possibili.
        Ma un giornalista sportivo,di calcio,ha il dovere di aggiornarsi …dalle pronunce dei cognomi dei calciatori,al regolamento del calcio,e cosi via….
        Se faccio una telecronaca devo saper pronunciare i cognomi dei calciatori
        I Pizzul e i Martellini lo facevano.

  17. Eh, io Callejon non riesco a fare a meno di pronunciarlo “callegliòn” anche se so che la pronuncia corretta sarebbe “Cagliehòn” (più o meno). Hisayj invece non ne ho proprio idea: “isaì”? “Iùsai”?

Comments are closed.