Lorenzo Bonucci, sei il nostro eroe. Se vuoi, chiamiamo il Telefono Azzurro

Quella lacrima è l’immagine della fierezza antijuventina. Papà resta il tuo eroe, anche se ti ha costretto a indossare quella oscena maglietta

Lorenzo Bonucci, sei il nostro eroe. Se vuoi, chiamiamo il Telefono Azzurro

Devi essere comunque orgoglioso del tuo papà

Lorenzo Bonucci, sei il nostro eroe. Sei stato il momento più toccante della cerimonia che ha premiato il tuo papà per la conquista del sesto scudetto della Juventus. Devi essere orgoglioso del tuo papà che ha vissuto momenti difficili che non augureremmo a nessuno e che ogni anno offre il proprio contributo – ahinoi – alla causa juventina. Ma tu, piccolo e fiero Lorenzo, hidalgo del nostro calcio, quella mano non avresti voluta dargliela, su quel palco non saresti voluto salire. Perché, con tutto il rispetto e l’amore per il tuo papà, quella non era la tua festa. E non hai fatto nulla per nasconderlo. Hai in qualche modo ricalcato le orme del figlio di Trump il giorno dell’insediamento del papà alla Casa Bianca.

Costretto a indossare la maglia di Pjanic

Ma tu, Lorenzo Bonucci, hai fatto di più. Hai reso plasticamente il senso della costrizione che – non si capisce per quale motivo – hai dovuto subire. Te, tifoso del Torino, te che sei contento e sorridi solo con la maglia granata addosso. Te, piccolo Lorenzo, non sappiamo se ti abbiano costretto a indossare quella intollerabile maglietta a strisce bianche e nere con il numero di Pjanic e il tuo nome. Il tuo papà, per motivi a noi ignoti, ti ha indotto al tradimento. Avrebbe commosso l’Italia intera portandoti a quella festa con la tua seconda pelle granata addosso. Forse tu prima avevi dato l’assenso, poi ti sei reso conto. Mamma ha spiegato che è stata una tua scelta, ma ha aggiunto che sei diplomatico. O forse, da eroe quale sei, hai solo voluto fare un favore al tuo amato papà.

Sei stato impeccabile

Lo hai fatto in maniera impeccabile, Lorenzo. Quella lacrima che sei stato costretto ad asciugare è la lacrima della fierezza antijuventina. È un simbolo. Il Torino Calcio dovrebbe premiarti. Hai mostrato come si affrontano il dolore e la sopraffazione. Con grandissima dignità. Ti abbiamo immaginato, subito dopo la cerimonia, intento a sbarazzarti di quella maglia. Hai dovuto tuffarti in un mare granata per liberarti di quelle scorie. Hai mostrato che anche l’amore di un figlio per il padre non ha limiti. Non solo il contrario. Nella speranza che papà non ti sottoponga ad altri simili riti vessatori.

Chiamaci, se dovessi averne bisogno

La nostra preghiera è di essere sempre e comunque grato al tuo magnifico papà. Ma, ovviamente, sappi che ti basta un solo cenno e noi chiamiamo il Telefono Azzurro. Non esitare a contattarci per qualsiasi problema. Ti parleremo a lungo del Grande Torino, di Gigi Meroni, di Pulici e Graziani, di un derby di cui papà ha fatto sparire le tracce. Sei grande Lorenzo Bonucci. Ti vogliamo bene.

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