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È evidente che Sarri legge il Napolista

Benfica-Napoli, le pillole di Trapani: l’ansia per il risultato di Kiev, il panciotto di Rui Vitoria. E poi, alla fine: W Sarri, W il Minao, W il Beghitash, W la Fejsa.

È evidente che Sarri legge il Napolista

Il mio Benfica – Napoli 1-2

– Il Napoli per la terza volta nella sua storia raggiunge gli ottavi di Champions/Campioni.

– Per la prima volta riesce a vincere il girone. Con 11 punti.

– Ironia della sorte, nella precedente apparizione, i 12 punti valsero solo l’Europa League.

Tensione

– Prima della gara sono stato molto in tensione. Ieri mattina le domande più frequenti dei tifosi che ho incontrato per strada sono state: stasera che facimm? Ma la Dinamo se la giocherà la partita?

– L’alta considerazione che ha assunto la partita in Ucraina, non mi è piaciuta. Non mi è piaciuta proprio perché nell’ultimo turno, per stessa ammissione di Sarri, l’altra gara del girone su cui non avevamo alcun potere e controllo ci aveva condizionato.

– Quando però mi sono ricordato delle parole di Hamsik “affronteremo la partita come una finale” mi sono rasserenato.

Attendisti o chi se ne fott?

– Non ho mai amato questa espressione inflazionata, ma mai augurio fu peggiore per il Benfica che non vince una finale europea dagli anni ’60, perdendone una dozzina.

– Nella finale di ieri al Da Luz, gli azzurri avrebbero potuto anche pareggiare, a prescindere dalla gara di Kiev. Questa situazione apparentemente vantaggiosa ha aperto un dilemma sulla miglior strategia da adottare: attendista e volta alla gestione o offensiva e chi se ne fott?

Notizie da Kiev

– Il Benfica avrà avuto gli stessi assilli e mentre le formazioni hanno iniziato a studiarsi e a capire cosa fare, ecco che è giunta la prima notizia da Kiev: Dinamo in vantaggio.

– Rivolto agli amici della banda, memore del passato, ho ribadito: no, no, ragazzi. Non illudiamoci, pensiamo solo a noi. Non possiamo farci influenzare.

– Il Minao mi ha preso subito in parola e ha cominciato a surriscaldarsi bestemmiando contro Piccinini che su ogni calcio d’angolo avversario si è espresso come un disco rotto: il Napoli marca a zona. È un rischio. Attenzione al centale svedese Lindelof, alto 1,88, e soprattutto a temibile Luisao, alto 1,93.
Il commento più fine del Minao, in concomitanza ad un ravanamento dei gioielli, è stato: Piccinì, chella Fejsa ‘e soreta.

– Fejsa, centrocampista serbo, per la cronaca, è alto 1,85.

Non pensiamo a Kiev

– Nel primo tempo le squadre sono state abbastanza contratte: le difese molto concentrate hanno avuto la meglio sugli attacchi. Il Napoli ha cercato di infastidire con delle veloci strappi in verticale, il Benfica ha cercato di palleggiare a centrocampo per infilare il varco giusto.

– Le azioni più pericolose della prima frazione: per il Napoli, Calle che ha crossato basso per Gabbiaridi che non l’ha colta da due passi, un tiro di Calle dal limite che ha impegnato Ederson e un ottimo intervento in uscita dell’estremo portoghese che ha impedito a Gabbiaridi, imbeccato perfettamente da Hamsik, di realizzare un gol che sembrava fatto; per il Benfica, svarioni in serie nella stessa azione di Kulì, Hamsik e Ghoulam che hanno fatto di tutto prima di dare la palla a Raul al centro dell’area che non è riuscito a superare Reina; altro tiro in diagonale, dopo una lunga cavalcata, sventato dal nostro portiere.

– Al 30′ è giunta la notizia del secondo gol della Dinamo e dell’inferiorità numerica per i turchi.
Ho invitato di nuovo tutti a mentenere la calma: non illudiamoci. Se ci mettiamo col pensiero, facciamo come l’altra volta. 0-3, 3-3, vi ricordate? E noi smettiamo di giocare. Nun ‘e pensamm.

– L’inquadratura di Miccoli tra il pubblico dopo una tre giorni no stop in un McDonald ci ha fortunatamente distratto.

What is Beghitash?

– Due minuti dopo, 3-0. Ho avuto difficoltà a tenere tranquillo l’ambiente: ragazzi, restiamo concentrati, io non mi fido…

– Il Minao, che aveva appena finito di inveire contro Piccinini a causa del solito commento su un corner, mi ha stroncato il discorso al cloroformio ed è sbroccato: ma comm’ cazz avimmo fatto a perdere col Beghitash? Spiegatemelo.
Sì, ha detto testualmente Beghitash.

– Il primo tempo si è chiuso con un angolo per i lusitani con annesso commento ed annessa imprecazione del Minao: bisogna fare molta attenzione al centrale svedese Lindelof, alto 1,88, e soprattutto al temibile Luisao, alto 1,93.
Piccinì, ‘a fejsa ‘e Nina Moric, ‘a sai?

Lulic, la banana, Tavecchio

– Nell’intervallo, ci hanno comunicato la quarta rete ucraina. Immediata la reazione per alcuni della mia banda: ma adesso ci conviene arrivare primi o secondi? Chi vorresti acchiappare nel sorteggio? Ma quando c’è il sorteggio? Ma è vero che Tavecchio ha dato a Lulic una banana da regalare a Rudiger in segno di pace?

– Praticamente, è andata la vacca nelle fave. Non sapevo più come contenerli fino a quando Sacchi ha spiegato che in Europa le squadre non si scansano e così l’attenzione si è spostata in automatico sul dualismo tra il marcio campionato italiano e tutti gli altri sport, nessuno escluso, nel mondo.

– Il Napoli è ripartito con molta più intensità e ritmo e in varie occasione si è reso pericoloso, specie con Calle che dalla solita posizione in solitudine ha calciato di polpaccio fuori.

– Al 56′ è uscito Gabbiaridi per Mertens. Pochi minuti dopo, proprio da uno scaltro tocco del belga, Calle si è ritrovato solo davanti ad Ederson e lo ha scavalcato con un dolce cucchiaino. 0-1.

– Il 5-0 della Dinamo e il Beghitash in 9 non ci hanno minimamente toccato. L’euforia del vantaggio degli azzurri ha tutto un altro sapore.

 Albiol diventa Wallace

– Nemmeno i corner con tanto di misurazione di Piccinini ormai ci poteva impensierire e infastidire.

– Il Napoli ha controllato agevolmente lo spento Benfica e ha chiuso i conti a dieci dalla fine quando Mertens in area con una doppia finta ha ubriacato il temibile Luisao (alto 1,93) e ha depositato il pallone accanto al palo. 0-2

– I partenopei avrebbero potuto anche triplicare con Zielinski, ma si sono visti dimezzare il vantapiggio quando Albiol si è trasformato in Wallace e invece di rinviare ha ceduto il pallone a Raul che presentatosi a tu per tu con Reina lo ha trafitto.

Il padre della sposa

– Io ho mantenuto la calma, solo per un fatto scaramantico, e non mi sono lasciato andare più del dovuto, mentre sentivo in sottofondo “Psg, Bayern, Siviglia? No, no, io voglio andare di nuovo in Portogallo, meglio il Porto”.

– Solo al triplice fischio, quando hanno inquadrato la faccia mesta del tecnico del Benifica in completo con panciotto da padre della sposa, ho finalmente realizzato e goduto appieno.

– Intanto il Benfica ha perso un’altra finale…

– Migliore in campo per il Napoli: Calle o Mertens?
Migliore della partita: la Dinamo Kiev

Prova di forza

– Il risultato di Kiev ha certamente agevolato entrambe le formazioni che hanno potuto affrontarsi con meno tensione e più scioltezza. Il fatto che il Napoli sia salito in cattedra mentre il Benfica si sia schiantato, mi fa pensare che gli azzurri erano più concentrati e preparati e meno timorosi. I lusitani avrebbero avuto tutto l’interesse a rischiare per acciuffare il primo posto nel girone, invece la qualificazione accertata li ha completamente svuotati. Mentre il Napoli ha dato una grande prova di forza e fame.

– Sulla questione “meglio primi o secondi” penso che non ci sia da discutere. Sarà la fortuna a decidere del nostro destino. Di certo, il primo posto dà morale e ulteriore benzina e il vantaggio di giocare il ritorno degli ottavi in casa.

W tutto

– Un’ultima considerazione voglio farla su Sarri. In queste ultime settimane è stato aspramente criticato, anche dal sottoscritto. Ieri invece ha azzeccato tutto ed ha dimostrato che si può vincere anche se al centro dell’attacco non hai Rummenigge o Weah. E soprattutto che si possono fare grandi partite senza che ci si lasci condizionare da fattori esterni. Tipo il panciotto di Rui Vitoria.

Ieri ha voluto già spostare l’attenzione a Cagliari e ha detto che questa giovane squadra comincia a capire che non deve accontentarsi di essere solo bella.

È evidente che Sarri legge il Napolista.

– W Sarri, W il Minao, W il Beghitash, W la Fejsa.

 

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca

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