Zico, Crasson e Di Natale ci raccontano quanto Udine sia un campo impossibile per il Napoli

Zico, Crasson e Di Natale ci raccontano quanto Udine sia un campo impossibile per il Napoli

Quando ad ogni partita del Napoli cerchiamo su Youtube una serie di vecchi incroci da poter raccontare, cerchiamo di privilegiare la par condicio: risultati positivi e negativi. Farlo con Udinese-Napoli è stato difficilissimo, poche sono state le affermazioni in Friuli degli azzurri (solo cinque, nella storia). Una, quella del 2007, l’abbiamo raccontata già qui. Un’altra, il 3-0 di Maradona e De Napoli, va fuori rubrica perché non è proprio un precedente dimenticato. Ecco che allora, il resto, ci racconta solo di partite nere per il Napoli, quando anche un pareggio diventa fonte di delusioni. Ecco qui una compilation non proprio benaugurante in vista di domani.

31/12/1983, Udinese-Napoli 4-1

È l’Udinese di Zico, mentre il Napoli è una squadra derelitto. In realtà la classifica dice appena 13 a 11, ma è una questione di entusiasmo e di valori. Lo vedi in campo, in una partita a senso unico fin dai primissimi minuti. Al 28esimo il vantaggio friulano, con uno splendido tiro da fuori area di Franco Causio, Barone 35enne che sta vivendo in Friuli una seconda, meravigliosa giovinezza. Il raddoppio è di Zico su calcio di rigore, concesso dall’arbitro Pairetto per fallo di Krol su Gerolin.

Il Napoli prova a riaprire la partita con un gol di esterno destro (!) di Giuseppe Bruscolotti (!!!), ma le distanze sono troppo elevate: prima Virdis, poi il futuro napoletano Miano chiudono il punteggio sul 4-1 finale. L’ultimo gol nasce da uno splendido lancio di Zico, che chiuderà quel campionato con 19 gol in 23 presenze. Il Napoli si salverà e poi acquisterà Maradona, i friulani non riusciranno a qualificarsi per la Uefa.

23/3/1986, Udinese-Napoli 2-0

È il giorno assoluto e perfetto di Andrea Carnevale, attaccante dei friulani promesso sposo degli azzurri. Lo vedi nell’intero servizio: l’intervista prepartita in cui dice di voler ripagare chi l’ha (già) acquistato; poi la doppietta, in campo, con due gol, uno per tempo, praticamente identici. Di piede, su cross basso dall’interno dell’area di rigore. 

È il primo Napoli di Bianchi, che studia da grande e prova ad assecondare il suo assoluto fuoriclasse Maradona. In realtà, andrebbe anche bene: prima di Udine, il Napoli viene da sei partite utili consecutive, tra le quali una vittoria interna con l’Inter e un pareggio a Torino contro la Juventus. Solo che Udine è un campo nero, e ci vorrà solo il miglior Maradona per invertire la tendenza. Il 3-0 azzurro dell’anno successivo, quello dello scudetto, sarà l’ultima vittoria del Napoli in Friuli fino allo 0-5 del 2007.

11/1/1998, Udinese-Napoli 1-1 

Nella peggior stagione di sempre del Napoli, quella di Udine è una delle partite meno brutte da ricordare. Cioè, un pareggio al 92esimo su autogol deve essere ricordata addirittura con piacere. 

Il Napoli arriva da ultimo in classifica, l’Udinese è quella bella e sbarazzina di Zaccheroni, col tridente Amoroso-Bierhoff-Poggi e una squadra che finirà  in classifica dopo avere, per qualche tempo, addirittura pensato di insidiare la Juventus. Eppure, gli azzurri di Galeone (terzo tecnico stagionale) passano in vantaggio grazie a Bellucci, bravo a concretizzare una ripartenza saltando Turci e depositando il pallone nella porta vuota. Il Napoli resiste, nonostante l’espulsione di Turrini e il forcing dei friulani. Però è un anno che dice male: cross al centro dalla destra di Poggi, colpo al volo di Locatelli. Crasson devia, Taglialatela è spiazzato. Uno a uno. Quel Napoli non ha speranze.

7/2/2010, Udinese-Napoli 3-1

Mazzarri ha messo in fila quindici risultati utili di fila da quando ha preso possesso della panchina azzurra, ma non aveva ancora fatto i conti con i bianconeri friulani. In quel periodo storico, Napoli e Udinese sono due squadre simili: un anno una, un anno l’altra, si punta all’Europa e si lanciano grandi giocatori. Il Napoli ha Hamsik e Quagliarella, l’Udinese risponde con Di Natale. Il miglior Di Natale di sempre, verrebbe da dire: tre gol, realizzati in tutti i modi. Un rigore sbagliato e ribattuto in rete, un meraviglioso colpo al volo da dentro l’area, un’azione personale a tempo scaduto.

La sintesi è intensissima, la partita è splendida. Il Napoli è pure sfortunato, Maggio fa fallo da rigore, poi segna il pareggio e infine si fa espellere. Pazienza coglie il palo, ma Udine è proprio stregata. Poi entra in scena Di Natale, che domani forse non ci sarà. Forse, è meglio così.

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