Tormentone Higuain, la Stampa scrive di articolo 17

Tormentone Higuain, la Stampa scrive di articolo 17

Come se nel pianeta-calcio italiano non ci fossero notizie più attuali, più urgenti, più “giuste” da trattare. Tutti parlano del caso-Higuain, di un rinnovo che tarda ad arrivare ma anche della querelle della Ssc Napoli con Mediaset, nata a seguito di un servizio giornalistico in cui si raccontavano retroscena non verificati sul sicuro addio del Pipita, sul secco no alla proposta di rinnovi di De Laurentiis, sulla già avviata ricerca di un sostituto da parte del club. A otto giornate dalla fine, col Napoli in pienissima corsa scudetto, forse sarebbe meglio parlare di campo e di partite decisive ancora da giocare; e invece, ecco una prevedibile serie di notizie tutte incentrate e concentrate su un caso di mercato che, comunque, si risolverà almeno dopo il termine del campionato. Era facile immaginarlo, comunque. E purtroppo.

Oggi, ecco un nuovo contributo da La Stampa, che disegna un nuovo (ovviamente tetro) orizzonte. Data la grande stagione vissuta sotto il Vesuvio, si legge, Higuain crede che questo sia il momento migliore per lasciare Napoli e strappare un contratto a cifre folli a un top club europeo. Ecco che allora, pure secondo il giornale torinese, l’entourage del calciatore non risponde alle proposte di De Laurentiis, nicchia in attesa di sapere chi possano essere gli eventuali acquirenti e sotto sotto trama per poter abbassare sensibilmente la famosa “clausola”, quella che da contratto legherebbe Higuain al Napoli fino alla presentazione di un’offerta superiore ai 90 milioni. Per convincere il club partenopeo ad abbassare la richiesta, sempre secondo La Stampa, gli agenti del Pipita starebbero iniziando a pensare all’Articolo 17 della Fifa, che permetterebbe al calciatore di rescindere unilateralmente il contratto, dietro pagamento di un indennizzo comunque di gran lunga inferiore alla clausola di rescissione, dopo tre anni passati in uno stesso club e una vola superati i ventotto di età.

Nel pezzo si legge: «L’Articolo 17 è come la bomba atomica: si minaccia, ma non si usa». Vero, anche perché facendo una ricerca veloce, gli utilizzi di questa clausola si limitano a personaggi di secondo piano nella storia recente del calcio mondiale (il portiere senegalese Tony Sylva, l’argentino Jonas Gutierrez, ma anche l’ez azzurro Morgan De Sanctis, che nel 2006 lasciò così l’Udinese e firmò per gli spagnoli del Siviglia). Quindi, come dire: questo benedetto Articolo è solo un modo per forzare la mano, per invogliare il Napoli e De Laurentiis a rivedere quello che, a conti fatti, è un sacrosanto diritto contrattuale. Perché, ovviamente, la firma sotto l’accordo che prevede la ormai famosa clausola a 94 milioni, ce l’ha messa il Pipita. Senza alcuna costrizione o minaccia.

Anche perché, leggendo bene il testo di questo Articolo, noteremmo la grande fregatura che eventualmente colpirebbe il Napoli: perché le condizioni affinché questo Articolo possa essere invocato sono i due anni dalla firma del contratto e l’età del calciatore, che deve superare i 28 anni. E ci siamo. A quel punto, potrebbe scattare la rescissione unilaterale del contratto dietro il pagamento di un indennizzo che viene calcolato dalla Fifa in base ad alcuni criteri oggettivi tra i quali l’ingaggio e il tempo rimanente alla scadenza del contratto (fino a un massimo di 5 anni). Un calciatore che intenda avvalersi dell’Articolo 17 ha, contestualmente, tre obblighi da rispettare: comunicare alla società della propria intenzione di rescissione entro quindici giorni dall’ultima partita giocata con la maglia del club e il divieto di trasferimento in una squadra dello stesso campionato nei dodici mesi successivi. Più l’indennizzo. Ma questo, per gli acquirenti in corsa (Bayern e Psg in testa), non sarebbe un problema. 

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