Il Napoli è la squadra più corretta del campionato

Il Napoli è la squadra più corretta del campionato

353, 51 e 1. Sono i numeri della disciplina del Napoli, la squadra più corretta del campionato di Serie A. Un’analisi dei numeri complessivi del campionato porta alla luce un (altro) record per la squadra di Maurizio Sarri, che rispetto a tutti gli altri club della serie A ha commesso meno falli, ricevuto meno ammonizioni e meno cartellini rossi.

Iniziamo dall’ultimo punto, quello delle espulsioni. Una sola, per gli azzurri, come pure per il Frosinone. Solo queste due squadre hanno finito un unico match con un uomo in meno. Per il Napoli, l’unico rosso stagionale è arrivato alla 17esima giornata, nel match sul campo dell’Atalanta, espulso Jorginho per doppia ammonizione. Anche questo episodio chiarisce quella che potremmo definire comunque come una “correttezza genetica” della squadra di Sarri, in quanto il fallo del secondo cartellino giallo è avvenuto in una singolare situazione di palla persa dallo stesso Jorginho che nel tentativo di recuperarla ha finito per colpire De Roon con un brutto intervento in scivolata. Fallo giusto, giallo meritato e prima espulsione stagionale per il brasiliano con la maglia del Napoli e degli azzurri, in generale, nella stagione 2015/2016. Pure l’ultima.

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Il Napoli è ultimo nella classifica dei rossi, come detto, insieme col Frosinone. Prima in questa graduatoria è proprio l’Atalanta che al rosso subito da Paletta nella sfida contro il Napoli ha aggiunto altre 11 espulsioni. A metà classifica le altre prime forze del campionato: 4 rossi per la Juventus, 5 per la Roma.

Stessa storia nelle graduatorie dei falli e dei cartellini gialli, con il Napoli ultimo e ben staccato dalle altre squadre. 51 cartellini gialli, di cui 37 per falli e 14 per altri comportamenti scorretti. 353, invece, i falli commessi, per una media di 12 a partita. Un rapido calcolo ci dice che il Napoli colleziona un cartellino giallo ogni 10 interventi fallosi (9.5). Una media ben diversa rispetto a quella della squadra più cattiva del campionato, ancora l’Atalanta, che accoppia al numero più alto di espulsioni anche la maggior quota di gialli (82) e la seconda di falli commessi (499, primo il Torino con 504). La media degli orobici, un cartellino giallo ogni 6,6 falli, ci spiega che il Napoli non è solo essenzialmente corretto ma è pure una squadra che non ha, evidentemente, necessità di commettere fallo e che limita questa pratica al momento del vero bisogno. Numeri positivi anche per Juventus e Roma: i bianconeri sono dodicesimi nei falli commessi (428, 14 a partita) e terzultimi nelle ammonizioni (67); i giallorossi, invece, sono undicesimi per falli fatti (432) e penultimi nelle ammonizioni (66). Tra i calciatori più ammoniti, primo Koulibaly (8), secondo Albiol (6) e terzi Hysaj, Allan e Jorginho con 5 gialli. 

Un’altra declinazione di questa statistica che spiega l’atteggiamento del Napoli rispetto alla disciplina è quella casa-trasferta: i 51 cartellini gialli sono infatti divisi in maniera iniqua tra i match al San Paolo (20) e le partite in esterna (31). Anche l’unica espulsione è avvenuta lontano da Fuorigrotta, dove la squadra di Sarri ha il miglior rendimento dell’intero campionato e quindi meno necessità di fermare l’azione avversaria. 

L’ultima statistica avanzata riguarda la divisione temporale dei cartellini gialli, e quindi della fallosità del Napoli: sugli ormai famosi 51 cartellini gialli, appena 18 sono arrivati nel primo tempo. 33, invece, quelli sventolati agli azzurri nei secondi 45 minuti. Certo, questa è una tendenza comune a tutte le squadre di Serie A, ma confrontare questa cifra con quella del Chievo, ad esempio (36 cartellini gialli nei primi 45 minuti delle partite), vuol dire scoprire come la necessità del Napoli di intervenire in maniera fallosa sia direttamente proporzionale al tempo che passa, e quindi alla stanchezza.

La fotografia finale è quella di una squadra innanzitutto corretta ma anche scaltra nella gestione dei momenti della partita. La correttezza è indicata dall’indice bassissimo di falli e cartellini gialli; la buona distribuzione dei cartellini, soprattutto nella ripresa, ci dice invece della crescita di un undici convinto delle proprie possibilità in campo, che quindi utilizza il gioco duro o comunque falloso solo nel momento in cui non riesce proprio a trovare alternative.

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