Datolo e Hamsik rimontano la Juventus, di Mazzarri l’ultima vittoria del Napoli a Torino

Datolo e Hamsik rimontano la Juventus, di Mazzarri l’ultima vittoria del Napoli a Torino

31/10/2009 – Juventus-Napoli 2-3

La voce di Pierluigi Pardo su immagini e popup Sky ci dicono che siamo lontani, ma non tantissimo, nel tempo. Quello lì sembrava uno Juventus-Napoli solito, per quanto possa esserlo una sfida tra una Juventus e un Napoli che appena tre anni prima si erano sfidati nel campionato di Serie B. Il tempo aveva (ri)sistemato le cose, rendendo tutto di nuovo simile a sempre: Napoli che cerca di costruirsi una reale dimensione di grandezza, Juventus a cercare di vincere e basta. Semplicemente.

 

Il mercato estivo del 2009 visse su quelle direttrici: i bianconeri, che avevano confermato Ferrara, avevano acquistato Felipe Melo, Diego, Grosso, Cacéres e Cannavaro. Il ritiro di Nedved e la cessione di Cristiano Zanetti alla Fiorentina erano stati gli addii più dolorosi. Per tutti, alla luce di questo, i bianconeri erano la candidata più certa al ruolo di anti-Inter. Il Napoli, nel suo piccolo, fu altrettanto propositivo in sede di campagna acquisti: arrivarono, tutti insieme, De Sancits, Campagnaro, Cigarini e Zuniga. Più il superbotto-Quagliarella. In panchina il ct uscente della Nazionale, Roberto Donadoni, più Hamsik, Lavezzi e la squadra costruita in qualche stagione da Pierpaolo Marino, braccio armato del patron De Laurentiis. Promesse buone, anzi buonissime, per entrambe le squadre. Inizi opposti: la Juventus mette insieme 21 punti in 9 partite (6 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta), il Napoli cambia allenatore e vede dimettersi proprio Pierpaolo Marino. Colpa del pessimo savvio di stagione, roba da due vittorie e un pareggio in sette giornate. Troppo poco, effettivamente. Anche la seconda vittoria, quella casalinga col Siena, avviene in un’atmosfera già dimessa e quasi rassegnata a una stagione mediocre.
 

Su Repubblica, Gianluca Strocchi racconta così quel match: «Era un bivio fondamentale per Roberto Donadoni e alla fine il suo Napoli è riuscito a cogliere l’agognata vittoria. Senza però brillare ha piegato 2-1 il Siena la formazione partenopea, chiamata a riscattare un inizio di stagione al di sotto delle attese, come ha a chiare lettere sottolineato negli ultimi giorni il presidente Aurelio De Laurentiis tuonando contro tutti, in primis l’allenatore e il direttore generale Pier Paolo Marino». Appunto.

La sconfitta di Roma rompe gli indugi: via Donadoni, ecco Walter Mazzarri. Uomo di mare e di fatica, viene presentato alla stampa e dice: «Chi mi conosce sa che non sono in grado di fare sviolinate, ma per me il Napoli è un punto d’arrivo, è paragonabile alle squadre che vanno per la maggiore». Probabilmente, cambierà idea. Intanto, risolleva il Napoli: 3-5-2 come modulo di base, un gioco propositivo ma mai squilibrato, il contropiede come arma d’offesa. Lavezzi e Hamsik si adattano subito al credo del nuovo mister, che in tre partite vince due volte (Napoli-Boogna 2-1 e Fiorentina-Napoli 0-1) e coglie un pareggio che vale otto punti, Napoli-Milan 2-2. Al novantesimo, si era 0-2 per i rossoneri. Gol di Pato e Filippo Inzaghi. Pareggiarono Cigarini e Denis. Forse, è passato davvero tanto tempo.

Quella contro i rossoneri di Leonardo fu sfida infrasettimanale. Nel weekend, anticipo di campionato, c’è Juve-Napoli. È la notte di Halloween, è il 31 ottobre del 2009. Quel giorno, Leandro Rinaudo parla così a Repubblica, anche della sfida al Milan «È stata una notte emozionante: ho rivisto la partita in tv e mi sono addormentato alle cinque. Meritavamo il pari, il gruppo ha dimostrato un grande cuore». Nello stesso articolo, le previsioni di formazione: «Il trio difensivo dovrebbe essere formato da Campagnaro, Cannavaro e Contini, con Grava e Rinaudo a riposo. Meno alternative a centrocampo (ce la farà Gargano, botta alla tibia), dove l’ unico ballottaggio è tra Pazienza e Cigarini, le cui quotazioni sono in rialzo dopo il Milan. Il regista conta di partire titolare. Stessa speranza per Denis, anche se Quagliarella ha voglia di riscatto. Intoccabili i trequartisti: Maggio, Hamsik e Lavezzi, di cui Mazzarri non vuole privarsi». Non siamo riusciti a risalire alla firma dell’articolo, quindi non sapremo e non saprete mai chi ebbe la genialità di individuare un “Maggio trequartista”.

Le formazioni: Ferrara, reduce da un roboante 5-1 contro la Sampdoria, sceglie Buffon, Grygera, Cannavaro, Chiellini, Grosso, Felipe Melo, Poulsen, Camoranesi, Diego, Giovinco e Trezeguet. In panchina, siede un giovanissimo Ciro Immobile. Mazzarri, invece, sorprende un po’ con Denis in avanti al posto di Quagliarella. Il resto è facile, si può declamare a memoria ancora oggi: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Contini, Aronica, Maggio, Cigarini, Gargano, Hamsik, e Lavezzi. Nicola Cecere, per la Gazzetta, racconta così il match: «L’ ultima volta che la squadra bianconera era stata superata in casa dai partenopei (3-5), in campo c’ erano Maradona e Ferrara: 20 novembre 1988. Fabio Cannavaro all’ epoca era solo un tifosissimo raccattapalle azzurro. Ciro e Fabio ieri sono usciti dall’ Olimpico annichiliti. Loro, figli illustri del Vesuvio, hanno conosciuto una bruciante lezione: Napule, core ‘ ngrato. Quel cambio perdente I bianconeri hanno fatto peggio dei rossoneri, riacciuffati per i capelli mercoledì al San Paolo nei minuti di recupero. Stavolta il Napoli ha completato la rimonta con il gol del 3-2 assai prima del 95’ , una travolgente azione in contropiede che procura non pochi rimorsi a Ferrara. […] Attingendo a una rosa per niente deficitaria, l’ esperto e navigato Mazzarri ha azzeccato il cambio in grado di rovesciare le carte in tavola. Ecco Datolo, (un acquisto per il quale l’ ormai ex d.g. Marino era stato assai criticato), fuori Campagnaro, spostamento di Aronica sulla destra e ulteriore modifica di un assetto tattico che è cambiato molteplici volte durante i 90′ . Dicevamo di Datolo. C’ è sempre lui nelle tre azioni che hanno ribaltato la scena. Nelle vesti di assist-man o di realizzatore ha flagellato la corsia mancina come un uragano. Nè Grygera nè Melo, nè Tiago sono stati in grado di fermarlo. Un giocatore da nazionale argentina, altro che bidone. Chi lo ha portato a Napoli, ha avuto la sua rivincita. […] Prima delle vincenti scorribande dei partenopei, si era giocata una gara strana. Nel senso che la Juve l’ aveva saldamente in pugno con appena due tiri, il secondo dei quali originato da uno sciagurato appoggio sui piedi di Giovinco del difensore azzurro Contini. Passata in vantaggio con una bella intesa tra Grygera e Trezeguet a 10′ dall’ intervallo, la formazione di casa sul 2-0 regalato si sarebbe dovuta attrezzare per gestire i 35 minuti conclusivi. Napoli insidioso A suggerire prudenza doveva intervenire la semplice rivisitazione di ciò che era accaduto nella mezz’ ora iniziale: per quattro volte gli ospiti si sono presentati in maniera pericolosissima dalle parti di Buffon. Il portiere ha visto Maggio sbagliare un diagonale assai semplice, poi è volato a deviare una cannonata di Aronica destinata sotto la traversa, quindi ha tirato un sospirone quando prima Contini e poi Denis (lui addirittura da tre metri) non sono riusciti a indirizzare tra i pali colpi di testa che sembravano più difficili da sbagliare che da mettere dentro».

È un trionfo storico, da cui fiorisce in un lampo un mare di letteratura: video sui social (la mania è agli albori, ma è già ben radicata), libri e canzoni macchiano l’etere di azzurro. Il Napoli è tornato, lo dice anche Hamsik in un’intervista sempre alla Gazzetta: ««Il merito è di Mazzarri. Adesso, la squadra è grintosa e non molla mai. Questa doppietta la ricorderò per tutta la vita insieme alla qualificazione mondiale ottenuta con la Slovacchia». Non sa ancora, né può immaginare, che la sua Slovacchia sarà sorteggiata nello stesso girone dell’Italia campione del Mondo e la eliminerà dopo un’incredibile 3-2. C’è tantissimo materiale: sul web, la Gazzetta titola: «Juve, che imbarcata. Napoli, rimonta storica». Chi invece fosse stanco di immagini e testi, può godersi la registrazione audio della radiocronaca di Francesco Repice, che è qui su Youtube. Mazzarri parla così: «Le sostituzioni s’ indovinano quando c’ è la risposta di chi subentra. Datolo, per esempio, ha affondato sulla sinistra strapazzando l’ avversario: ha segnato il gol del pareggio ed ha propiziato la doppietta di Hamsik. Sono contento, perché ho trovato un grande gruppo che ha sposato le mie idee. Ed i risultati si stanno vedendo» Nelle pagelle della rosea, andiamo a estrapolare proprio il giudizio dell’argentino (8): «Il suo ingresso cambia la partita: con la prima palla manda in gol Hamsik, il secondo lo segna lui stesso in mischia e poi entra anche nel 3-2». Il 16 gennaio del 2010 sarà ceduto in prestito all’Olympiakos, non prima di aver fatto infuriare De Laurentiis per uno shooting con la rivista gay d’Argentina Romeo Meg

La cessione dell’argentino non pregiudicherà la stagione del Napoli, che cullerà il sogno-Champions fino a un pareggio interno col Cagliari, uno 0-0 che taglia Mazzarri e i suoi dalla corsa all’Europa che conta ma li qualifica comunque all’Europa League, direttamente. La Juventus licenzierà Ciro Ferrara a gennaio per assumere Alberto Zaccheroni. Finirà settima, a quattro punti dal Napoli e a 37 dall’Inter campione. Da quella notte di Halloween, il Napoli non ha ancora fermato la sua ascesa. L’ultima vittoria in casa della Juventus ha lanciato gli azzurri alla prima qualificazione europea di una striscia che è ancora aperta (il secondo posto nel 2013, i due terzi nel 2011 e 2014 e idue quinti nel 2012 e 2015). Domani sera, la possibilità di chiudere il cerchio e lanciarsi verso qualcosa di ancora più grande. 

Qui la prima puntata, pubblicata il giorno 8/2/2016.

Qui la seconda puntata, pubblicata il giorno 9/2/2016.

Qui la terza puntata, pubblicata l’altro ieri.

Qui la quarta puntata, pubblicata ieri.

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  1. Nicola Lo Conte 29 ottobre 2016, 15:41

    Maggio fu effettivamente schierato trequartista largo a destra nei primi minuti di Napoli-Milan, in un abbozzo di 4-2-3-1. Rapidamente cestinato visto che dopo 10 minuti il Milan aveva fatto carne di porco della difesa a 4 cui non eravamo abituati, facendo due gol e sfiorando pure il terzo.

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