Le vittorie del Napoli in casa Juve / 1 – «Mister» Garbutt e la tripletta di Barbieri alla Juve di Boniperti

Le vittorie del Napoli in casa Juve / 1 – «Mister» Garbutt e la tripletta di Barbieri alla Juve di Boniperti

Questo articolo è il primo di una serie di cinque pezzi che ci accompagnerà fino al big match di sabato tra Juventus e Napoli. Ripercorreremo la storia delle sette vittorie azzurre in casa della Juventus, attraverso documenti d’epoca e il ritratto di alcuni dei protagonisti.

23/11/1930 – Juventus-Napoli 1-2

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Athos Zontini da Bagnoli Irpino è stato un pezzo importante della storia del Napoli: cinque stagioni a singhiozzo da calciatore e difensore, ma soprattutto 17 anni come medico sociale azzurro a cavallo della gestione-Lauro. Tanto che, nel 1964, ebbe tutti gli elementi per scrivere addirittura una “Storia del Napoli”, pubblicata a puntate sul settimanale Sport Sud. In un estratto di quella collana, racconta così il suo primo incontro con Willy Garbutt, allenatore inglese del Napoli dal 1929 al 1935: «Se tra voi c’è qualche fuori-classe lo sopporterò, altrimenti per fare una grande squadra mi accontenterò soltanto dei.. grandi giocatori, cioè di quei giocatori che hanno il coraggio grande, il cuore grande. Chi non ha queste virtù non è un grande giocatore, e neanche un mediocre giocatore. È soltanto nulla, quindi può vestirsi ed andarsene subito».

Altri tempi, altro calcio. Il Napoli è nato appena cinque anni prima, ma ha già cambiato presidente. Il fondatore Giorgio Ascarelli è morto poco dopo aver portato a Napoli Attila Sallustro, e a lui è subentrato il marchese Maresca di Serracapriola. Uno un po’ pazzo, come nella costante della storia azzurra: tanto pazzo da acquistare, al mercato del 1930, il mediano Enrico Colombari dal Torino. Uno che, trent’anni prima di Hasse Jeppson, venne già soprannominato “O’ banco e Napule”, per il suo costo proibitivo (250mila lire dell’epoca). Il Napoli studia da grande: oltre a Garbutt, Colombari e ancora Sallustro, ci sono “Pippone” Innocenti, Antonio Vojak, il portiere Cavanna e Carlo Buscaglia, piemontese doc (nato a Bastia di Balocco, provincia di Vercelli) e già reduce da un precedente favorevole con la Juventus, una doppietta realizzata nell’ultimo incrocio di campionato, Napoli-Juventus 2-2 del 23 febbraio del 1930. Combi, portiere juventino, gliela giurò: «Tu non riuscirai mai più a segnarmi». Andrà diversamente.

Al 23 novembre del 1930, la Juventus è ancora imbattuta. Allenata da Carlo Carcano, tecnico in una vecchia stagione dell’Internaples, la formazione bianconera si avvia a vincere il primo dei suoi cinque scudetti consecutivi. C’è però una macchia azzurra su questo titolo, la prima sconfitta stagionale e l’unica in casa di tutto il campionato. Juventus-Napoli, infatti, finisce 1-2. Il Corriere della Sera di allora la racconta così: «Precisiamo: la Juventus ha dominato, ma il Napoli ha vinto. È stato un incontro tecnicamente brutto, ma ammirevole per lo slancio ed emozionante per la combattività. Quando i giuocatori juventini si sono resi conto dei due goals che avevano incassato in sordina, quasi senza accorgersene, si sono lanciati tutti, alla fine anche i terzini, contro la porta del Napoli. Ma questo, chiuso con tutti i reparti in difesa, ha resistito ad ogni attacco, ha arginato tutte le offensive. Solo il valore di Orsi ha permesso di salvare il valore della […] Il Napoli è compagine ricca di elementi di valore ma priva di organicità, che ha acquistato via via coesione, tonalità e colore fino a cogliere l’attuale successo, che era lontano dalle sue più roseesperanze: si può quindi concludere che il Napoli non è più un’incognita, ma una chiara espressione di coraggio e di classe. […] La Juventus si è lasciata segnare i due goals quasi con facilità. Essa ha dato l’impressione di non tenere l’avversario nel giusto conto, ha fatto troppo assegnamento sulle sue grandi doti di recupero e sulla sua classe. Invece i giuocatori in magalia azzurra, colto l’insperato successo nel primo tempo, hanno saputo difenderlo leoninamente». Il racconto dei gol azzurri: «All’inizio il Napoli s’è subito spinto innanzi baldanzosamente: una respinta juventina, una ripresa dei napoletani ed ecco segnato il primo goal da Buscaglia, a rete indifesa, mentre Combi era uscito fuori tempo. […] Al 25° minuto, inaspettatamente, come per il primo goal, Vojak ha la palla e segna delicatamente». Il Napoli arriverà al sesto posto in campionato, la Juventus vincerà il primo scudetto del suo Quinquennio. Carlo Buscaglia segnerà altri due gol alla Juventus e a Giampiero Combi.

22/4/1948 – Juventus-Napoli 1-3

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Sono gli anni del Grande Torino. Il Napoli è una delle pochissime squadre che è stata in grado di bloccare i granata: storico il pareggio del 15 dicembre del 1946, davanti ai 20mila dello stadio Vomero che oggi si chiama “Arturo Collana”. Un due a due in rimonta e controrimonta, con doppietta del torinista Gabetto e gol finale del pareggio del Toro a cinque dalla fine. Un’impresa però isolata: si capisce il giorno in cui inizia il nuovo campionato, il 14 settembre del 1947, quando proprio il Torino accoglie il Napoli con un terrificante 4-0. La stagione prosegue anche peggio, possibilmente: la prima vittoria arriva solo al nono turno, Napoli-Pro Patria 1-0 con gol dell’albanese Kriezu. Un nome ricorrente, in quella stagione, nel bene ma poi anche nel male. Ricordatevene.

Juventus-Napoli arriva ad aprile, con i bianconeri che inseguono il Toro, e il Napoli impegnato nella lotta per non retrocedere in un campionato che vede l’esordio in A della seconda squadra campana: la Salernitana di Gipo Viani. L’allenatore bianconero è il mitico Renato Cesarini che passerà anche dal Golfo una decina d’anni dopo e firmerà una storica retrocessione. Il Napoli, invece, ha già cambiato tre allenatori: l’uruguagio Sansone, ex raffinato centromediano del Bologna, e poi Giovanni Vecchina. Il terzo è Arnaldo Sentimenti, Sentimenti II per ragioni di famiglia. Uno che in realtà farebbe il calciatore ma che è stato cooptato come player-manager all’inglese. Quel giorno lui non è in campo ma i suoi fratelli sì: Lucidio, il portiere della Juventus, e per tutti è Sentimenti IV; Vittorio, Sentimenti III, è invece schierato con il numero dieci. Il nove dei bianconeri è Giampiero Boniperti, che sta per diventarne il presente e poi, con gli anni, si trasformerà in storia e leggenda.

Proprio il biondo attaccante bianconero, velenosamente soprannominato Marisa per la gentilezza del viso, apre le marcature di quel Juventus-Napoli. Il Corsera di allora scrive e racconta così: «La Juventus ha perso oggi una partita dàtale vinta sulla carta da tutti. In vantaggio per una rete a zero al termine del primo tempo, nella ripresa, pur attaccando continuamente, i bianconeri hanno subito tre gol senza riuscire a segnarne alcuno. Questa inaspettata sconfitta è dovuta all’abulica prova fornita dai giocatori torinesi, che, sebbene, abbiano svolto trame piacevoli, hanno mancato nel tiro a rete e soprattutto di decisione. Al contrario, i napoletani hanno giocato una coraggiosa partita dimostrando di saper sfruttare in modo perfetto quei pochi palloni che, su azioni di contropiede, sono riusciti a portare oltre la metà campo. […] Al 33° il portiere napoletano Chellini (senza la I, ndr), infortunatosi in uno scontro fortuito, usciva dal campo per cinque minuti e il suo posto era preso da Rosi. Al 42° i bianconeri andarono in vantaggio grazie a un gol di Boniperti che, su mischia, scaraventava in rete da pochi passi il pallone. All’inizio della ripresa, un lungo passaggio di Pastore era sfruttato da Barbieri, che, sorprendendo la difesa avversaria, batteva Sentimenti IV portando così la sua squadra al pareggio. […] i torniesi continuavano ad attaccare senza convinzione, ottenendo due calci d’angolo. Era invece Barbieri, che, ripetendo l’azione che gli aveva fruttato il primo gol, batteva imparabilmente al 34° il portiere juventino. A un minuto dalla fine, era ancora Barbieri che completava la tripletta napoletana con un secco e preciso tiro».

Carlo Barbieri resterà il solo giocatore azzurro ad aver segnato tre gol alla Juventus, a Torino, fino all’avvento di Careca. Non giocherà né segnerà più contro i bianconeri. La Juventus arriverà al secondo posto a 16 punti (!) dal Torino. Il Napoli finirà il campionato a 34 punti, esattamente come l’esordiente Salernitana. Sarebbe retrocessa comunque, da quartultimo, ma invece finirà ultimo: la condanna per illecito sportivo arriverà a fine campionato per Bologna-Napoli 0-1, vittoria della 36esima giornata che tenne ancora in vita le speranze di salvezza. In gol, proprio lui: l’albanese Kriezu. Sarà l’ultimo albanese in azzurro prima di Elseid Hysaj, il terzino di oggi. Non si sa mai.

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