Marco Bellinazzo sull’Inter: «Too big to fail», troppo grande per fallire. Nonostante 240 milioni di perdite e una Champions difficile da conquistare

Marco Bellinazzo sull’Inter: «Too big to fail», troppo grande per fallire. Nonostante 240 milioni di perdite e una Champions difficile da conquistare

Le difficoltà in campo sono il preambolo a quelle sui libri contabili. L’Inter di Mancini e Thohir vive un periodo estremamente complicato: il primo posto di qualche settimana fa è un ricordo lontano, ora i nerazzurri sono in piena bagarre-Champions, al quinto posto (45 punti) a quattro punti dal terzo della Fiorentina. E, in più, con Roma e Milan che incalzano (giallorossi quarti a 47, rossoneri a 43).

L’azzardo estivo del magnate indonesiano era semplice: grandi investimenti (virtuali) estivi e la certezza di rientrare attraverso la qualificazione alla prima competizione continentale. Qualcosa, però, sta andando storto (in campo). Tanto che Massimo Moratti, ex proprietario unico della società milanese, sta iniziando a rivedere le sue posizioni. Ecco quanto scritto da Marco Bellinazzo, esperto di calcio e finanza del Sole2Ore, in un articolo pubblicato su Goal.com: «Le dichiarazioni pubbliche celano il privato convincimento di Moratti di voler uscire dalla società. Al momento della cessione del 70% dell’Inter, Moratti aveva ottenuto l’inserimento di una clausola “put” nel contratto. Vale a dire il diritto di vendere la sua restante quota (29,5%) a Thohir, se non avesse trovato altri acquirenti. Questa clausola non poteva essere esercitata prima dei due anni dalla vendita, ma può essere esercitata fino ai tre anni dalla stessa. In pratica, in qualsiasi momento Moratti, da qui fino al prossimo novembre può pretendere che Thohir rilevi la sua partecipazione».

Moratti, a novembre 2015, ha deciso di non esercitare questa sua opzione: l’Inter era protagonista in campionato, e il valore della sua quote tendeva in questo modo al rialzo. Ora che la situazione in classifica è cambiata, ecco cosa potrebbe succedere, sempre secondo Bellinazzo: «100 milioni è il probabile valore della quota di Moratti con un’Inter ad alta quota. Su questa cifra su cui si proiettano però le ombre sempre più minacciose di una gestione che nel primo biennio (2014-2015) ha accumulato 240 milioni di perdite, che farà molta fatica a rispettare il diktat Uefa, imposto per le violazioni al Fair play finanziario, di un rosso 2016 di soli 30 milioni e che ha uno stock di debito di oltre 400 milioni (inclusi i 108 milioni prestati da Thohir all’Inter), cui si aggiungono i “pagherò” del calciomercato estivo 2015 per circa 50 milioni».

A causa delle sensazioni di Moratti, che quindi tenderebbe a defilarsi, Thohir avrebbe cercato nuovi soci attraverso Goldman e Sachs, banca che, secondo Bellinazzo, «è il principale finanziatore dell’Inter ed ha “in pegno” la cassaforte del club. A maggio 2014 a Thohir è stato concesso un prestito di 230 milioni di e a garanzia del quale sono stati dati i futuri ricavi dei contratti di sponsorizzazione e i flussi dei diritti tv. Il finanziamento va rimborsato con rate da un milione al mese e prevede un mega saldo finale da 184 milioni di € entro il 30 giugno 2019. Goldman Sachs perciò ha bisogno che l’Inter riparta davvero e generi entrate sempre più cospicue, per essere certa di non ritrovarsi una scatola vuota tra le mani».

Ecco perchè allora, secondo il giornalista napoletano, l’Inter è una società «too big to fail», proprio come una banca. La spiegazione di Bellinazzo: «I timori di un default serpeggiano tra gli addetti ai lavori anche perché in questi mesi le scelte della dirigenza e della proprietà non sono andate nella direzione di un risanamento dei conti. Si è voluto, al contrario, rischiare investendo molto per centrare subito un obiettivo come la Champions indispensabile per i proventi diretti e indiretti che è capace di produrre.  D’altro canto, lo scenario di un fallimento sarebbe “normale” per un’azienda di qualsiasi altro settore che “sbaglia” clamorosamente business plan. Contro questa prospettiva però pesano almeno diversi elementi. L’Inter rappresenta calcisticamente ciò che nel mondo finanziario sono certe banche, ovvero “Too Big to Fail”, troppo grandi per fallire». Andasse male, si potrebbe sempre rimediare in qualche modo: una rosa da 250 milioni e la possibilità di investire su un brand famoso nel mondo per blasone e popolarità. In attesa che anche il campo torni a sorridere.

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