Se siamo tutti Mancini, siamo tutti cialtroni (ma Sarri conosce poco la storia di Napoli)

Se siamo tutti Mancini, siamo tutti cialtroni (ma Sarri conosce poco la storia di Napoli)

Siamo tutti Mancini, titola TuttoSport (sic)

Se siamo tutti Mancini, allora siamo tutti cialtroni, a partire dal titolista di TuttoSport.

Apro il vocabolario Treccani alla maniera di Charitos, il personaggio

inventato dal grande scrittore noir Markaris:

cialtróne s. m. (f. –a) [etimo incerto]. – Persona volgare e spregevole, arrogante e poco seria, trasandata nell’operare, priva di serietà e correttezza nei rapporti personali, o che manca di parola nei rapporti di lavoro.

Succede che a fine partita Mancini si sbatte tutto perché sono stati concessi 5 minuti di recupero, la sua squadra è in vantaggio e con un uomo in più: cialtronesco con coloritura provocatoria.

Sarri abbocca e gli dà del frocio. Sbaglia gravemente anche per il tipo di insulto che non ci si aspetta da un uomo colto come lui, sebbene la cultura non ci abbia mai difeso del tutto da nefandezze e da “banalità del male”. Certo non basta una tuta, se non per inguaribili populisti, a proteggerci dalle infamie quotidiane. Ma da uomo franco e leale chiede scusa e lo fa prima ancora che Mancio vada a parlare in Tv dell’offesa ricevuta: cialtronesco con coloritura piagnucolosa-signora maestra maurizio mi ha detto una parolaccia..

Come ha scritto Italo Alloggi sul Napolista:

Il secondo errore di Sarri è stato parlare di “cose che devono rimanere in campo”. Ha richiamato un codice, cosa che in certi contesti fa un effetto macabro. Eppure credo che quel codice esista, credo che ve lo siate dati voi del calcio. Sono certo che se fa uno sforzo ricorda cosa accadde all’Olimpico una quindicina d’anni fa, alla fine di Lazio-Arsenal. Vieira accusò Mihajlovic di aver pronunciato parole razziste. Lei, che di Mihajlovic è amico, minimizzò: “Nel corso di una partita l’agonismo esasperato può portare a momenti di tensione e di grande nervosismo. Credo che anche qualche insulto ci possa stare. L’importante è che tutto finisca lì”. Non chiese la messa al bando dal calcio di Mihajlovic, che qualche altro problema l’aveva avuto…

Atteggiamento questo che potremmo definire cialtronesco-mafioso: se sbaglia la mia parte son ragazzate ma se lo fanno gli altri sono crimini, come quando sbrigò con il termine “sfottò” gli striscioni di insulti razzisti ai napoletani esposti a San Siro.

Naturalmente nulla di tutto ciò ha trovato spazio nei mass media, affamati come sono di cialtronerie e alla ricerca costante di personaggi da mettere alla gogna. Meglio se, come nel Sud, hanno pochi mezzi di comunicazione per rispondere, la madre di tutte le cialtronerie: cialtroneria canaglia.

Ma caro Sarri mi consenta di riservare a lei un ultima nota critica: a Napoli, non si può permettere di dare del frocio a qualcuno. Non solo perché è tra le citta più inclusive in Europa ma anche perché è una citta-stato. Non è la capitale del sud, come forse qualcuno le ha raccontato, ma una città nel bene e nel male con le sue leggi, orientale ed occidentale come la defini Braudel, con una sua musica aperta a tutte le influnze di genere e soprattutto con una sua Lingua.

La prego perciò vada a fare un corso accelerato da Anna Trieste che le insegnerà che quando vediamo qualcuno che si sbatte o se la tira troppo, l’insulto che spesso gli viene rivolto e non ha nessuna connotazione legata all’orientamento sessuale, in questo caso specifico Mancini, è:

Mancì non fa o ricchione, o meglio, non fa a mezza recchia.

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