Il sudore bagna Napoli. Urge un piano quinquennale per il sudore

Il sudore bagna Napoli. Urge un piano quinquennale per il sudore

Zdanov offre in anteprima ai lettori del Napolista l’editoriale che domani apparirà sul Quotidiano Collettivo Sarrita. Titoli suggeriti dalla Propaganda del Politburo riunito a Dimaro: “Il sudore bagna Napoli” (per il Mattino); “Il rinascimento del sudore” (per il Corriere del Mezzogiorno); “Lo scudetto del sudore” (per il Corriere dello Sport).

Gli eventi soprannaturali in questi giorni di ritiro a Dimaro impongono a noi tutti e alla città intera una serie di riflessioni senza scadenza. A San Gregorio Armeno, come ormai sa tutto il mondo, nell’ombelico sacro del centro storico, la nuova statuina di Maurizio Sarri non smette di sudare copiosamente da 48 ore. E così il pellegrinaggio sobrio, silente, incessante verso la bottega dell’artigiano che lo ha realizzato è la conferma di quel segnale che aspettavamo dal 1799: il sudore è l’unica rivoluzione possibile e Napoli e i napoletani devono ripartire dal sudore. Il sudore non più come malessere sociale dello sfruttamento o del degrado urbano antico e moderno, laddove l’aria condizionata è una chimera. No, il sudore come fatica e genio che si sposano per non divorziare più. Il sudore, lo possiamo finalmente dire, bagna e bagnerà Napoli per sempre. Se sull’autobus o in metro, il vostro vicino vi alza l’ascella davanti al naso, prendetelo come l’omaggio più bello che vi possa fare perché è l’immagine di un uomo che lavora e suda, suda e lavora. Sarri ci sta insegnando che il sudore va ostentato, esibito, non va nascosto con vergogna con deodoranti stick o spray. Basta anche con la maglietta della salute per i nostri bimbi, non dobbiamo avere paura del sudore. Il sudore è il nostro Gange, il nostro fiume sacro che ci purifica e ci rende nuovi. È la catarsi dopo il biennio infame dell’obesità ispanica, in cui il sudore se c’era, era sudore di malattia, di panza, di birra e di asado, di discoteca, finanche di amplessi clandestini alla vigilia della partita. Non dimentichiamo che la statuina di Sarri ha iniziato a sudare dopo che i suoi giocatori, ovviamente sudati, hanno cercato refrigerio in un piccolo fiume a Dimaro e a un certo punto, mentre erano seduti sulle rocciose sponde, hanno visto passare l’immonda carcassa del Chiattone.

Sudare d’estate però è facile. Ed è qui che rivolgo un appello alle istituzioni, al sindaco de Magistris, al nuovo governatore De Luca, alle autorità laiche tutte. È necessario varare un gigantesco piano per il sudore durante l’inverno, quando fa freddo e vengono i brividi. I fondi europei possono essere spesi per costruire cinque grandi centrali di saune finlandesi rivestite in pino in grado di garantire sudore nei mesi più gelidi. Anche la società calcio Napoli può fare la sua parte realizzando e mettendo in vendita magliette già sudate, con macchie di sudore cucite sotto le ascelle (ringrazio per la meritoria proposta il nostro caro lettore G. T. dalla penisola sorrentina). Il sudore è il riscatto di Napoli e ci porterà lontano. E ognuno deve fare la sua parte. Sudare sarà dimostrazione di senso civico e di bene comune. Grazie Sarri, Grazie Presidente. Quella maglietta sudata siamo noi (e viva Carratelli). (9 – continua)
Zdanov (immagine del compagno Domenico Catapano)

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