Napoli-Verona 6-2: il gruppo è talmente spaccato che persino Decibel Bellini ha capito il momento difficile di Albiol

Napoli-Verona 6-2: il gruppo è talmente spaccato che persino Decibel Bellini ha capito il momento difficile di Albiol

Il mio Napoli – Verona

– Asfissia dopo pochi minuti di gioco. Il centrocampo veronese ingolfato da 21 individui assomigliava a Forcella all’ora di punta e, in alcune situazioni, l’area di rigore si è trasformata in una claustrofobica Leopolda in cui poco si capiva. Calci d’angolo a ripetizione, mischie e deviazioni di ogni forma. Ma il pallone sembrava non voler entrare.

– Risultato: due azioni per gli scaligeri. Un gol (dopo 30 secondi) e una parata di Rafael. Il nostro.

– Il Napoli, da subito, ha pressato e ha imposto il proprio gioco.

– Non ho capito poi il motivo per il quale, in uno stadio semi deserto, ci siamo dovuti ritrovare al fianco di un esagitato mai visto prima. Denominato, il bestemmiatore.

– Un signore che occupava tre posti. E non per la mole. Ma per il suo gesticolare furioso accompagnato da costanti improperi ruttati da una bocca impastata di raucedine e bile. Praticamente, un orco.

– “‘e puort ‘e chi t’è puort” è stato il suo cavallo di battaglia per tutta la partita. Rivolto un po’ a tutti, senza discriminare, senza distinzioni di maglia.

– Qualsiasi cosa accadesse in campo, costui si alzava di scatto e urlava (sputando) come se avesse avuto una polpetta tra le mascelle. E ogni frase, che nemmeno un traduttore avanzato avrebbe compreso, si chiudeva con il colorito “‘e puort e chi t’e puort (o strapuort, nei casi più eclatanti)”. 

– Quando Higuain ha girato al volo e Rafael (il loro) ha deviato in angolo, il bestemmiatore è praticamente impazzito. Credo che abbia sacramentato Cristoforo Colombo (‘e puort di Colombo poi sò assai) la cui colpa è stata quella di aver scoperto l’America e di conseguenza l’Argentina. Senza Colombo, oggi Higuain non sarebbe a Napoli e di conseguenza non avrebbe tirato quel pallone e di conseguenza il bestemmitore non si sarebbe incazzato.

– Rafael Bardi si è poi esibito in una serie interminabile di parate. L’aria del San Paolo trasforma per una notte i portieri avversari in saracinesche.

Accetto scommesse che già dalla prossima gara tornerà a essere una porta girevole.

– Il Napoli ha tentato di coprire tutto il fronte d’attacco, ma lo schema preferito è stato “palla a Insigne”. Lorenzo, nel primo tempo, avrà toccato 150 palloni.

– Di contro, sia Hamsik che Higuain hanno avuto difficoltà a trovare spazi.

– Molto bene Jotto a centrocampo, coadiuvato da un ottimo David Lopez e molto bene Kulì, coadiuvato da un Albiol ancora troppo titubante.

– C’è però anche da dire che tutto il pacchetto arretrato, quando il pallone era tra i piedi dei veneti, pur limitando al massimo le perticate di Jurassic Toni, non ha mai dato l’impressione di solidità e sicurezza. Anzi. Soprattutto nel secondo tempo.

– Al 43′ finalmente, su taglio di Calle (ovviamente) imbeccato da Insigne (ovviamente), Hamsik si è ritrovato il pallone sul destro al centro dell’area. 1-1.

– Hamsik non segnava al San Paolo da quasi un anno.

– Al 43′ il nostro gol del pareggio. Al 44′ il Verona non ha segnato. E anche questa è una notizia.

– Si è chiusa la frazione sull’1-1, ma il risultato è parso bugiardo. Il miglior Napoli della stagione avrebbe meritato di chiudere già con un doppio vantaggio.

– Nella ripresa, mentre il bestemmiatore se la prendeva con qualche santo e con la madre di Ghoulam, reo di non salire con continuità (‘e puort e chi t’è puort, Ghoulamà), gli azzurri hanno continuato a spingere con la stessa intensità del primo tempo.

– Prima Calle ha sparato alto da ottima posizione e poi, su tiro deviato di Hamsik, Rafael Bardi ha parato senza nemmeno sapere come.

– Pochi istanti dopo, la fotografia del match: mischia in area, tiro di Hamisk ancora parato e ribattuta sempre dello slovacco che ha sbloccato definitivamente la sua cresta inceppata. 2-1.

– Un Hamsik ritrovato faceva da contraltare a un Gonzalone ancora a secco.

– A mio parere è stato il momento più emozionante della gara, al di là dei gol e della vittoria, quando il pubblico ha incoraggiato ed ha iniziato a gridare il nome di Higuain (a parte il bestemmiatore che continuava a smadonnare Colombo e Amerigo Vespucci per finire con le zie, le sorelle e tutte le parenti femmine dell’argentino).

– L’entusiasmo si è impossessato di noi fino al buco centrale in cui si è infilato Nico Lopez per un pareggio evitabilissimo. 2-2.

– Il tempo di sentire una scarica di “puort” che Gonzalone, approfittando di una cappellata generale dei difensori veronesi, ha rubato il pallone e come un tornado si è presentato solo davanti a Rafael Bardi, spiazzandolo. 3-2.

– Tutti i compagni sono accorsi ad abbracciare il nostro Gonzalone. A dimostrazione che il gruppo è chiaramente sfaldato.

– Il Verona ha cercato di reagire ancora, ma in poco più di 10 minuti ha beccato una sfilza di contropiede letali. Su uno di questi, da un assist di Hamsik, Calle, dalla classica “zona Calle”, ha chiuso la partita con un diagonale dei suoi.

– A pochi minuti dal termine, si è poi verificata la cosa più bella in campo. Albiol si è lanciato sulla fascia destra come fosse Zuniga antecedente al suo primo rapimento e, dopo un tunnel volante a un avversario, ha servito sulla linea di porta un pallone solo da spingere per Gonzalone.

– Albiol ha esultato come Tardelli ai mondiali, i compagni, in segno di uno spogliatoio chiaramente spaccato, lo hanno sommerso di abbracci e lo speaker, Daniele Decibel Borja Valero ha urlato il nome di Gonzalo per il gol e di Raul per l’assist. Una chicca e un momento di affetto per un nostro beniamino ancora in difficoltà. 

– La partita si è chiusa con un gol annullato sempre a Gonzalone e il rigore procurato da Mertens e realizzato dal nostro numero 9 per chiudere definitivamente tutti i cerchi sporchi che si erano aperti col Chievo.

– Tripletta dell’argentino e pace all’anima di Cristoforo Colombo.

– Dopo una prestazione del genere, in cui si è visto un po’ tutto ciò che ci è mancato finora, o rivisto ciò che lo scorso anno ha reso questa squadra una ottima squadra, non c’è che attendere le prossime prove per avere finalmente delle conferme.

– Di certo, già martedì, per scaramanzia, mi aspetto nuove rivelazioni dal vaso di Valon e qualche tweet indiano da parte di Materazzi.

– Inoltre, resto in attesa di un altro meraviglioso sondaggio promosso dal Mattino sul futuro di Mandorlini.

– Ritengo poi vergognoso che Benitez abbia cambiato ben 6 uomini rispetto a giovedì. Questo 6-2 è figlio di Berna.

– Mi auguro che stamattina non ci sia qualcuno che torni a parlare di scudetto.

Stiamo calmi e sereni.

– Il bestemmiatore intanto si è placato, salvo chiudere col botto. 

– Infine, voglio chiudere dando i numeri e dedicarli a quell’uomo di classe che allena l’Hellas Verona. Nel 2014 lo abbiamo incontrato tre volte: 3 vittorie, 9 punti, 14 gol fatti, 3 subiti. Praticamente, una sporta di banane.

Ti amo terrone? ‘E puort ‘e chi t’è puort, Mandorlì! 

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca
Gianluigi Trapani

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