Vidal sembra Celestini ma i moviolisti italiani (solo loro) vedono il fallo

L’ultimo turno di Champions ha confermato che in Europa si gioca un altro calcio rispetto al campionato italiano. Ma non mi riferisco al livello tecnico, parlo degli arbitri. In Italia nessun fischietto avrebbe diretto la Juve come è accaduto a Madrid. I commentatori di radio e tv lo hanno capito subito e ce lo hanno spiegato in modo didascalico, così da non farci cadere in errore. Il fallo da rigore di Chiellini? «In area se ne vedono a centinaia». In realtà li fischiano pure da noi, anche quando sono molto meno evidenti della “cravatta” del terzino bianconero, ne sanno qualcosa Borriello e Cannavaro. La manata sul volto di Cristiano Ronaldo? «Al massimo era da ammonizione», anche se poi alla fine bisogna pure capirlo, il difensore, mica poteva lasciare che l’attaccante volasse verso la porta.
Per non parlare dei moviolisti Mediaset che hanno fatto i salti mortali per convincerci che la capriola di Vidal, inciampato in area madridista su una zolla del terreno, andava sanzionata con un calcio rigore, roba che neppure Costanzo Celestini nella irripetibile stagione 1982-83. E il doppio intervento del centrocampista cileno su Marcelo? Impossibile rivederlo, forse ce lo siamo sognati. Ma il massimo sono stati i complimenti del conduttore Mediaset a Conte per aver reagito civilmente. In effetti andare verso l’arbitro come ha fatto il capelluto tecnico juventino alla fine della partita sembra proprio un esempio di fair play.
Anche il presidente federale Abete si è superato: «Quando poi andiamo a livello internazionale — ha detto — anche se non ce ne sarebbe necessità, riaccreditiamo ulteriormente la nostra classe arbitrale». C’è da capirli, comunque, parliamo di due sport diversi. In Europa il gol di Muntari sarebbe stato convalidato, quello di Turone anche e se andiamo avanti non la finiamo più. In ogni caso, possono stare tranquilli: la Champions non la vincono neppure quest’anno.
il napolista rionale

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