Cavani vada pure. Ora si parrà la nobilitate del Napoli

Pubblichiamo l’articolo del professor Guido Trombetti apparso sul Corriere del Mezzogiorno del primo maggio.

Cavani va via. Ebbè? Il re è morto, viva il re. Erano le parole rituali con le quali in Francia veniva annunciata ai cittadini la morte del sovrano e l’ascesa al trono del successore. Il cannoniere da novanta goal in tre stagioni ci lascia. E allora? Morto il papa si fa un papa e un cardinale, dicevano nella Roma papalina.
Insomma non sono tra quelli che pensano alla partenza di Cavani come ad un evento apocalittico. Certamente che un giocatore fortissimo vada via non è una bella notizia. Perdere uno dei più forti goleador del mondo dispiace. Ma Cavani vuole cambiare squadra. Lo ha deciso attratto da offerte economicamente irresistibili.
Viviamo un’epoca in cui i giocatori-simbolo non esistono piú. Il libro delle favole in cui si narra di maglie e città alle quali i calciatori si sentivano legati per tutta la vita è finito in soffitta da tempo. Insieme a tante letture di una volta. Il libro Cuore, Capitani coraggiosi, Beppone e don Camillo, La capanna dello zio Tom…
Il mondo è cambiato. Il calcio è un grandissimo business .
I calciatori sono macchine da soldi. Rotelle di un meccanismo economico-finanziario che non si può arrestare. Una folla di attori. Presidenti. Allenatori. Direttori generali. Procuratori. Mediatori.… Uno per tutti, tutti per uno in nome di una sola causa. Rendere quanto più alto possibile il guadagno intorno alla carriera di un calciatore. Questa è la regola del gioco ormai da alcuni decenni. Ti piaccia o no. Altro che libro delle favole! Altro che maglie e città. Pecunia non olet! E nulla più .
D’altro canto perché un mondo che muove interessi miliardari dovrebbe rispondere a logiche sentimentali? Quella del calcio è una grande impresa dello spettacolo. E come tutte le imprese conosce una sola logica. Quella del profitto.
Quindi di fronte ad una offerta stellare non vi sono ma e se che tengano. Anche se l’oggetto della compravendita si chiama Edison Cavani.
Il problema vero è un altro. Una volta incassata la cifra iperbolica derivante dalla cessione di Cavani si parrà la nobilitate della società. Se la società sarà in grado di fare un uso illuminato di tali risorse il Napoli potrà addirittura guadagnarci. Ritrovandosi più forte di prima.
Per me insomma non esistono giocatori incedibili. Insostituibili. Lo dimostra in modo incontrovertibile la storia del calcio.

Che cosa intendo dire? Provo a ricordare alcuni esempi per chiarire il mio pensiero.
A luglio 2009 Zlatan Ibrahimović lascia l’Inter. E sottoscrive un contratto quinquennale con il Barcellona. Che cosa avrebbero dovuto fare i tifosi interisti? Un suicidio di massa? Alla società nerazzurra andarono 50 milioni di euro e Samuel Eto’o. L’Inter acquistò anche Wesley Sneijder. Oltre a Lucio, Thiago Motta e Diego Milito. E vinse scudetto, coppa Italia e Champions.
Eppure era partito chi in quel momento poteva essere considerato il più forte giocatore al mondo!
Ora vogliamo parlare della Juventus 2001/2002?
Nell’estate del 2001 Zinèdine Zidane, uno dei più grandi fuoriclasse di tutti i tempi, lasciò la Juventus. Ceduto al Real Madrid per 70 milioni di euro. La società bianconera non batté ciglio e corse ai ripari. Acquistó Pavel Nedved, Lilian Thuram e Gianluigi Buffon. E vinse lo scudetto.
E potremmo continuare ancora con una infinitá di esempi.
Insomma lo ripeto Il re è morto, viva il re!
Sia chiaro qui non voglio sostenere un paradosso. “Se cedi un campione automaticamente diventi più forte.” E magari vinci addirittura il campionato. Ovviamente non é questo che voglio intendere. Ma soltanto che se una società è ben strutturata da una cessione importante può discendere una occasione di crescita.
Viene allora naturale la domanda. Il Napoli è una società ben strutturata? Sarà in grado di trarre profitto dalla cessione di Cavani?
Non dovremo aspettare molto tempo per capirlo. Qualche mese sarà sufficiente.
Io non sono pessimista. Confido nelle grandi capacità manageriali di De Laurentis. E nella straordinaria competenza di Mazzarri, che spero molto resterà qui. Magari per lo stesso motivo per cui parte Cavani! Pecunia …

Guido Trombetti

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