Caro Mazzarri, per vincere a Napoli serve il cuore. I numeri non bastano

Sventola il record dei punti come fosse uno scudetto, così come i quattro anni trascorsi senza infortuni gravi, e senza perdere colpi significativi. E’ un vulcano, continua con la sua imperterrita e, inutile, posizione. Ha detto “fine stagione” e così sarà.

Mazzarri è un uomo solo, vive da solo, è schivo e, nonostante sia molto orgoglioso, prova molto fastidio quando il giornalismo locale dimentica troppo in fretta i suoi “numeri”.

Oggi Mazzarri è un ottimo allenatore, un allenatore cresciuto con gli errori e con le batoste. E’ sempre stato maniacale nel curare l’aspetto tattico e quello psicologico. Proprio per questo mi riesce troppo difficile credere che un uomo con una mentalità così evoluta non abbia mai prestato attenzione a quello che gli succedeva intorno.

Mi riferisco ai tifosi, alla gente, a Napoli! Mazzarri non ci ha mai vissuto. Oltre che leggere i quotidiani e dare adito ai giornalisti locali, definendoli spesso “ingrati”, non si è mai interessato ai tifosi, a quello che pensavano della società, a come vivevano la loro cultura sportiva.

Anche nelle conferenze stampa, Mazzarri è sempre stato lontano anni luce da quello che il tifoso dichiarava, commettendo un errore imperdonabile: confondere l’opinione giornalistica locale, con l’opinione del tifoso!

E’ questo il punto: caro Mazzarri, per vincere a Napoli, non bastano le qualità, ci vuole un cuore, ci vuole trascinamento, bisogna sentire la stessa voglia di riscossa che proviamo noi, poveri meridionali, quelle poche volte che proviamo un’emozione di vittoria. Se avesse avuto questo, non avrebbe lasciato! Ha scelto di vivere lontano da Napoli, mangia in un ristorante che gli riserva una stanzina appartata, non si concede quasi mai ai tifosi, è isolato.

Ma come fa una persona, lontana dalla famiglia, lontana dagli affetti, e chiuso sempre nella stessa casa, a durare per tanti anni? Come si fa ad essere l’espressione sportiva di una città, senza portarsene sulle spalle nemmeno un pezzettino.

Qui ha vinto Maradona, caro Mazzarri!
E Maradona è… napoletano.
A Napoli si vince così, solo così.
Ringraziandola per l’impegno profuso, per la professionalità che le riconosco, e per “l’anima” che è riuscito a creare nei calciatori.
Purtroppo, non ci ha concesso la sua, di “anima”.
Armando Lucci, un tifoso riconoscente

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