Ebbene sì, i fischi sono arrivati anche in curva B

Era da tanto che non si vedevano in curva, in realtà non ci sono spesso, ma solo quando si presenta l’occasione giusta. La partita giusta. Quella in cui non possono fare a meno di essere presenti.

E all’ultima partita con l’Atalanta, ci avrei giurato fossero lì, pronti a fare la loro parte. Già da un po’ di tempo, a dir la verità, avrebbero voluto e dovuto farsi un giro in curva, ma non ne avevano mai sentito la necessità come questa volta.

Eppure, non si sono fatti vivi subito. Sono stati nell’ombra fin dall’inizio. Abbiamo vissuto un pre-partita abbastanza agitato, ricordando i sei goal subiti in due partite quasi fondamentali per il famoso terzo posto. Loro non ci sono stati né a Torino e né a Roma, anche se si è sentita la loro mancanza. O forse no. Chissà! Forse ci sarebbe stato bisogno di una loro spinta per far meglio, di un loro rimprovero per metterci più voglia di vincere e più grinta, di un loro mettere in allarme la squadra perché ora non siamo tifosi felici e orgogliosi. Com’è stato fino ad ora.

Ma né a Torino e né a Roma, loro ci sono stati. Non era sembrato opportuno portarseli dietro in trasferta.

Ma al San Paolo stavolta non c’è stato verso.

La partita inizia male, aggiustata con un tiro rabbioso del Pocho, l’unico che almeno ha buttato il sangue a correre per novanta minuti.

Nell’intervallo, già aleggiava la loro presenza. E non è neanche sul secondo goal che sono usciti allo scoperto. Ma sul terzo non è stato più possibile trattenere la loro voglia di esplodere, di urlare, di farsi sentire da chi era in mezzo al campo a non sudare neanche la maglia.

Ebbene sì. In curva sono arrivati i fischi. Assordanti, anche se intervallati da applausi tenaci e mai sopiti, ma assordanti. Fischi che hanno fatto male soprattutto a chi li stava facendo. Credetemi. Mai avremmo voluto tirarli fuori con l’Atalanta poi! Ma ad un certo punto è sembrato l’unico modo per manifestare un disappunto, un forte dolore per una terribile figuraccia.

Solo loro potevano esprimere la delusione di chi è costretto a vedere ancora una volta una difesa indifendibile, un portiere che non para più, una fascia sfasciata, dei tenori afoni da troppo tempo e un allenatore che allena solo la lingua e la faccia di bronzo.

Loro, i fischi, sapevano che sarebbero anche stati criticati da qualche tifoso e qualche mogliettina, ma sono veri e sinceri sempre, genuini, mai ammaestrati.

Da tempo non tornavano allo stadio, ma aleggiava da un po’ di giornate il rischio di rivederli. Bene! Ora che li abbiamo rivisti, speriamo che non gli diano più occasioni per tornare.

Sempre forza Napoli, ma stavolta lo dico fischiettando un po’ anch’io.
Deborah Divertito

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