Cavani e Gargano:
“A Napoli per vincere”

E’ il giorno di Edinson Cavani e Walter Gargano. Questa notte scenderanno in campo contro il Cile a Santiago. e i giornali uruguaiani hanno dedicato ampio spazio alle loro preformance napoletane. “A Napoli  – dice Cavani – la gente vive di calcio ancora più che in Sudamerica. Ero appena tornato da una battuta di caccia, avevo preso diverse pernici ed anche una capivara. Improvvisamente ricevo una telefonata dal presidente De Laurentiis. Lui cercava di convincermi a trasferirmi in azzurro dicendomi che i napoletani erano pazzi di gioia all`idea del mio arrivo. Io, però, ero già convinto di andare al Napoli. C`erano tanti problemi: le richieste di altri club, le pretese del Palermo, il mio ingaggio. Ma tutto si risolse in ventiquattro ore. Era il segno che Gesù mi indicava la via di Napoli. Il futuro? Io ho due grandi passioni: la fotografia e la caccia. Se sono a Napoli è per andare a caccia di una grande vittoria sportiva. Il mio sogno è di offrire al più presto ai tifosi una squadra capace di dettare legge in Italia e in Europa come ai tempi di Diego”. Dell’annata dice: «Per ora mi sta andando tutto bene in Italia, ringrazio Dio e resto con i piedi per terra. Ma chi dice che l’anno prossimo le cose non possano andare ancora meglio? Aver giocato il Mondiale con l’Uruguay è stata la cosa migliore che mi sia capitata, ora, dopo il quarto posto, è cambiato tutto. Ci guardano in modo diverso e ci rispettano di più. Il Cile? Sarà una partita importante, l’occasione per rivivere certe esperienze internazionali con il gruppo, loro hanno un buon allenatore e sono forti, ma non ci deve interessare». Protagonista anche Walter argano. “A livello di calore del tifo, somiglia davvero al Sudamerica. Anzi, qui i tifosi sono ancora più caldi. Cavani? Sapevo che era molto forte perché lo conoscevo bene, quindi per me non è affatto una sorpresa. Spero che possa diventare uno dei più forti al Mondo. Il Pallone d’Oro? Lo darei a Forlan. Lo scudetto? Non so se siamo già pronti, però lo spero per questa città e questi tifosi, che da tanti anni non festeggiano qualcosa di veramente importante”.

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