Quarta punta, recuperiamo Marcelo Zalayeta

AAA, quarta punta cercasi. Possibilmente alto, forte fisicamente, capace di subentrare a partita in corso e garantire pure qualche gol. In pratica, l’identikit di Marcelo Zalayeta. Per molti è “l’uomo della notte”, per me ancora e sempre il Panteron. Quello capace di imbeccare Lavezzi di tacco a San Siro in un gol che è stato la sintesi della loro intesa. Se il primo anno di serie A non si fosse fatto male, Zalayeta avrebbe tranquillamente superato la doppia cifra. Quel maledetto infortunio ne ha pregiudicato il rendimento anche nella stagione successiva, quando è iniziato il dualismo con Denis. Marino sponsorizzava il Tanque, Reja l’uruguaiano.
A Bologna, Zalayeta non ha fatto male. E’ tornato ad essere la classica punta di scorta, come accadeva nella Juventus: anche a Torino era considerato “l’uomo della notte”, ma semplicemente perché in Coppa (dei Campioni) si esaltava. Adesso, è in attesa di sistemazione. Mazzarri e Bigon, che hanno dato una chance anche a Grava quando quest’ultimo sembrava ai margini del gruppo, non sembrano intenzionati a provare a recuperarlo ed io, sinceramente, stento a capire il perchè.
A livello ambientale, di sicuro, andrebbe ricucito il rapporto non idilliaco con la città, ma nello spogliatoio Zalayeta non ha lasciato cattivi ricordi e poi il suo ruolo sarebbe ben definito. Rispetto a Lucarelli è più giovane, ma ha maggiore esperienza internazionale, rispetto ad un prospetto come Funes Mori e Jonsson non avrebbe il problema dell’adattamento al calcio italiano.
Visto che guadagna tanto e rischia di rimanere sul groppone, perchè non riportarlo a casa???
Luca Salvia

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