Al Mondiale condannato lo sciovinismo italiano

M’auguro che chi abitualmente ha la bontà di leggere le mie noterelle mi voglia perdonare se questa volta userò la lingua nazionale e non il napoletano con cui son solito esprimermi; gli è che questa volta desidero  sia ben chiaro – illico et immediate – lo spirito del mio scritto che è spernacchiatorio nei confronti di tutti quei commentatori e/o pennaruli mediatici e non, malati tutti del medesimo vieto,  provinciale sciovinismo in forza del quale gli italiani (siano essi atleti: calciatori, tennisti/e etc. oppure prodotti ortofrutticoli o anche allenatori, direttori di gara: arbitri e/o giudici) son sempre e comunque i migliori in assoluto. La cosa ovviamente non è vero ed anzi  spesso è vero il contrario e cioè che gli italiani,  sono i peggiori in circolazione o – quanto meno – non sono superiori alla media! Esemplifico: nei giorni passati commentatori e/o pennaruli mediatici avevano esaltato Lippi e Capello ed i due ex-juventini  si sono invece dimostrati, con mio sommo gaudio,risultati alla mano  non dico incompetenti di calcio, ma quasi:  il primo errando già dalle convocazioni, oltre a fallare poi  nell’approccio tecnico, tattico e pasicologico dei suoi, mentre il secondo è stato giustamente accusato dalla stampa britannica di non aver capito una mazza del calcio britannico che è stato   snaturato e reso improduttivo dal lugubre Capello.
Che dire poi degli arbitri di questo mondiale? Non se ne salva nessuno: o ciechi o  incompetenti, o in malafede… Eppure ieri dopo la smarronta della triade uruguagia (travestita da nemesi storica per riprendersi da gli inglesi ciò che nel (mi pare) 1966 era stato da costoro sottratto ai tedeschi)… dopo la smarronata, tutti i commentatori e/o pennaruli mediatici ovviamente italiani e non  italioti, come il sottoscritto  s’erano scandalizzati e strappato le vesti invocando la discesa in campo de la trina arbitrale italica capitanata dal chinesiologo Rossetti, trina  che avrebbe dovuto riscattare tutta la classe arbitrale di questo mondiale, in quanto a détta di quei commentatori e pennaruli Rossetti & soci, erano (manco a dirlo!) i migliori fichi del bigoncio       , fichi risulti invece marci e/o mezzi né piú, né meno de gli altri! Mi chiedo: vedremo mai un giorno in cui gli italiani si libereranno del loro stupido sentimento nazionalistico esaltato, fazioso e fanatico? Per certo  io quel dí non lo vedrò, speriamo lo veda mio nipote. Ma ne dubito.

Brak

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