Marchesi: “Maradona lavorava più degli altri. Lo dovevi cacciare dal campo, gli dicevo: dai, basta Diego”
Il ricordo della Gazzetta: "Gli dicevo “andiamo, si fa tardi". E lui, a volte anche sporco di fango, diceva: mister, c’è tempo per fare la doccia"

archivio storico Image Sport / Napoli / nella foto: Diego Armando Maradona foto Imago/Image Sport
Marchesi: “Maradona lavorava più degli altri. Lo dovevi cacciare dal campo, gli dicevo: dai, basta Diego”
Il ricordo di Rino Marchesi affidato dalla Gazzetta dello Sport alla penna di Germano Bovolenta. Ecco i suoi ricordi (di Marchesi) di Maradona e Platini:
Glielo chiederanno spesso: Marchesi, lei ha allenato il primo Maradona e l’ultimo Platini. Com’erano? E lui: «Meravigliosi. Maradona anche in allenamento ti faceva venire i brividi. Sapete una cosa? Lavorava più degli altri. Sì, era incredibile. L’anno in cui l’ho avuto io lo dovevi cacciare dal campo. Gli dicevo:dai, basta Diego, andiamo, si fa tardi. E lui, a volte anche sporco di fango, diceva: mister, c’è tempo per fare la doccia». E Platini? «Era tornato dal Mondiale messicano del 1986 con la pubalgia e la sciatalgia, tanto che quell’anno arrivammo secondi in pratica senza i suoi gol. Vedevi che avrebbe voluto impegnarsi ma non ce la faceva più».
Marchesi amava Diego e Michel. Non faceva classifiche, anche se «Michel era un attimino sottoDiego. Poco. Comunque alla pari di Puskas e Van Basten». Diceva, Rino: «Ma non erano primedonne. Era molto più difficile allenare un mezzo giocatore. I grandi, i campioni avevano orgoglio,
determinazione e volontà. Diego la prima volta che ci siamo incontrati mi ha detto: “Mister, io sono qui per lei, a sua disposizione”.











