In Serie A il calcio giocato è diventato un contorno: sono gli arbitri a decidere lo svolgimento delle partite
Damascelli sul Giornale: "Il gruppo di Conte è convinto di essere bersaglio di malelingue e oscuri disegni; poi ti accorgi che, con Colombo (arbitro del match), i precedenti sono tutti positivi"

Db Milano 14/02/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Federico La Penna
La questione arbitrale come centro di gravità della Serie A: le partite ormai sono passate in secondo piano. Il commento di Tony Damascelli sul Giornale.
In serie A le partite sono passate in secondo piano
Scrive Damascelli:
Scrivo di arbitri perché il calcio, il gioco, la partita sono ormai diventati elementi a margine, note, asterischi a confronto dell’importanza che hanno assunto quelle che una volta, almeno nel nostro campionato, venivano definite “giacchette nere” (resistono ancora in Premier) e da noi hanno lasciato il posto ad outfit multicolor.
Sono gli arbitri a decidere lo svolgimento delle partite, anche all’estero come la Champions e gli altri tornei Uefa hanno confermato, da loro dipende non il risultato ma l’andamento, ecco perché è diventato difficile pronosticare chi seguirà l’Inter e il Milan nella prossima Champions, il Napoli che va a Verona? Il Como che aspetta il Lecce? L’Atalanta che affronta a Reggio Emilia il Sassuolo? O, e soprattutto, la Roma e la Juve che si affrontano all’Olimpico?
Sul Napoli
Sul Napoli contro l’Hellas il dubbio è plausibile, non per la pericolosità fragile dell’avversario veneto ma per il ronzio che sta accompagnando il gruppo Conte, convinto di essere bersaglio di malelingue e oscuri disegni, il fatto che a dirigere sia chiamato Colombo della sezione di Como farebbe pensare a chissà quale complotto poi si scopre che, con l’arbitro suddetto, i precedenti sono tutti positivi.










