McTominay: “Il calcio è diventato troppo tenero, si ammonisce al minimo contatto. Gli infortuni? È sfortuna”
Intervista al Corsport: "Non so se recupero per domenica, il problema al tendine non è semplice da gestire. Potrei vedermi nel Napoli per molto tempo. Il Fantacalcio? Non lo conosco"

Mg Genova 07/02/2026 - campionato di calcio serie A / Genoa-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Scott McTominay
Scott McTominay intervistato dal direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni.
A proposito del futuro dice:
“Il futuro è molto importante e potrei vedermi nel Napoli per molto tempo”.
Degli infortuni:
McTominay: “Difenderò sempre la squadra. In momenti di difficoltà e con tanti infortuni è difficile per l’allenatore e lo staff trovare il giusto equilibrio e il modo migliore di giocare. Abbiamo avuto sfortuna, non è una scusa, è solo una spiegazione seria e va accettata”.
Non sa ancora se giocherà domenica a Bergamo (dalla risposta sembra più no che sì).
“Non lo so ancora. Ho un problema al tendine che bisogna gestire, non è semplice. Sto dando il massimo per esserci domenica. Come giocatore è dura arrivare al centro sportivo e non poterti allenare con i compagni. Voglio disperatamente giocare, ma deve essere sicuro del mio stato”.
Non conosce il Fantacalcio.
“No, non lo conosco. Scusa”.
A proposito delle simulazioni, risponde così:
“Io penso che il calcio stia diventando soft, morbido. Alcune decisioni sono molto, troppo tenere. Non ero abituato a questo tipo di sensazioni quando ero un ragazzino: ci insegnavano a contrastare onestamente e con forza. Ora il minimo tocco può portare a un cartellino giallo… Non tocca a me trarre le conclusioni, ma trovo che ci sia troppa attenzione, una sensibilità eccessiva”.
Le differenze tra l’Italia e la Premier:
“Ci alleniamo molto, lavoriamo duramente, questo spiega il successo dell’anno scorso, la vittoria del campionato e della Supercoppa. Il lavoro che fai a porte chiuse emerge nelle partite. Cambiano i volumi di lavoro, l’intensità, ma i giocatori rispettano le indicazioni e devono dare il massimo ogni giorno. Antonio è un grande allenatore, molto forte, appassionato, conosce benissimo il calcio. È diverso da chiunque altro io abbia avuto in passato… Il senso d’inceretezza che infonde: con lui devi dare il massimo o hai un problema”.










