La Premier League e il calcio inglese hanno riscoperto l’importanza delle palle inattive e del gioco di testa. Ma mentre crescono cross, spazzate di testa e allenamenti dedicati ai piazzati, torna centrale il tema dei traumi e dei rischi neurologici legati ai colpi di testa. Il caso di Gordon McQueen e i dati recenti riaprono un dibattito che sembrava avviato verso un’altra direzione. Lo scrive The Athletic
Due storie, apparentemente distanti, raccontano in realtà la stessa trasformazione del calcio moderno. Da una parte l’Arsenal e la sua difficoltà a segnare su azione, dall’altra l’inchiesta sulla morte di Gordon McQueen, ex difensore di Scozia e Manchester United.
Il rapporto del medico legale Jonathan Heath è stato diretto: “Ho riscontrato che il signor McQueen ha subito impatti ripetuti alla testa durante la sua carriera. E ancora: Ritengo, sulla base delle probabilità, che i ripetuti colpi di testa abbiano contribuito allo sviluppo dell’encefalopatia traumatica cronica (CTE)”.
Parole che riportano al centro del dibattito l’impatto dei colpi di testa, soprattutto per chi, come McQueen, giocava al centro della difesa ed era “conosciuto per l’abilità nel gioco aereo. Il professor Willie Stewart, tra le voci più autorevoli sul tema, ha evidenziato come i portieri — che raramente colpiscono di testa — sviluppino sintomi di CTE in linea con la popolazione generale, mentre i giocatori di movimento, e in particolare i difensori, presentano percentuali più alte”.
Continua The Athletic
“Il dibattito sui gol dell’Arsenal nasconde un fenomeno più ampio: l’importanza crescente delle palle inattive. Non è solo una questione estetica. È anche, inevitabilmente, una questione sanitaria. Se le squadre concentrano gran parte degli allenamenti sui piazzati, il numero di colpi di testa “ad alta intensità” aumenta. La Football Association raccomanda un massimo di 10 colpi di testa ad alta intensità per settimana di allenamento, ma i dati suggeriscono che in molti casi questo limite possa essere superato”.
Le statistiche mostrano un incremento significativo delle spazzate di testa: circa il 50% in più in Premier League rispetto a due anni fa, quasi il 100% in League Two. Il calcio inglese, che sembrava orientato verso modelli più tecnici e meno aerei, ha invertito la rotta. Questo ritorno a un calcio più tradizionale è arrivato quasi dal nulla. Un effetto valanga: una squadra si rafforza nel gioco aereo, le altre si adeguano per competere. E così i duelli in aria aumentano.
La federazione inglese di calcio non è rimasta immobile. “La Fa non ignora i rischi dei colpi di testa. Ha vietato i colpi di testa a livello giovanile e pubblicato linee guida nel 2021. Quelle raccomandazioni sono state pubblicate nel 2021″.