Open Var, “non c’era fallo su Vergara. Il Var non doveva richiamare Massa, l’arbitro al video deve avere la mente aperta”
A Dazn sul rigore che ha deciso Genoa-Napoli: "Non c'era step on foot, si tratta di una semplice strisciata, normale dinamica calcistica"

Open Var sull’episodio del rigore assegnato al Napoli a Genova per fallo di Cornet su Vergara. In studio, a rappresentare Rocchi e gli arbitri, c’è Dino Tommasi.
Mostrano le immagini dell’episodio con gli addetti al Var che subito propendono per il rigore, richiamano Massa che assegna la massima punizione.
Dice Federica Zille:
In sala Var sono subito netti, Cornet pesta il collo del piede di Vergara ed è rigore.
Risponde Tommasi: “In sala Var Di Bello e Fabbri si fanno attirare dal contatto tra Cornet e il collo piede di Vergara. In verità, è una semplice presa di posizione, un movimento del tutto accidentale di Cornet, non c’è assolutamente fallo. Facciamo una considerazione iniziale. Lo step on foot nasce per punire situazioni di imprudenza, di vigoria sproporzionata, quindi intervento duro, in ritardo. Qui, invece, c’è una semplice presa di posizione, gli tocca il collo del piede ma in una normale dinamica calcistica. Non c’è imprudenza, non c’è punibilità. Si fanno attrarre dalla prima immagine che può apparire fallosa ma rivedendolo in dinamica, calcisticamente c’è ben poco”.
Le parole di De Rossi che prima detto che a parti invertire anche loro avrebbero protestato e poi ha aggiunto che però così c’è tanta confusione.
“Qui è una semplice strisciata accidentale. Ribadisco quanto detto, il fallo deve essere chiaro: in una contesa, in ritardo, per imprudenza, o duro. Cosa in questa situazione non c’è, abbiamo commesso un errore valutativo”.
Massa era lontano, giusto richiamarlo o bisognava lasciar correre?
“Richiamarlo non è stato corretto perché l’Ofr (ossia richiamare l’arbitro al Var) si fa in caso di errore chiaro. Qui non manca un rigore, è un movimento di gioco, normale dinamica. L’Ofr serve per chiamare un rigore che manca o per togliere un rigore che non c’è. Nasce solo per ristabilire la verità del campo”.
È molto raro vedere l’arbitro che, una volta richiamato, mantiene la propria decisione di campo.
“Abbiamo avuto situazioni in cui l’arbitro correttamente o meno ha respinto la decisione dell’Ofr, l’arbitro al monitori deve mantenere la mente aperta, è lui che deve decidere”.










