Il mercato del Napoli resta a parametro zero. La Figc ha rimandato la patata bollente alla Lega

Come riporta Tmw il consiglio federale ha chiesto alla Lega di raccogliere formalmente la rinuncia, da parte delle società contrarie e astenute, a qualsiasi ipotesi di azione futura nei confronti dello stesso consiglio federale.

De Laurentiis Napoli

Db Riyadh 18/12/2025 - Supercoppa Italiana / Napoli-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis

Quando sembrava che il mercato del Napoli fosse bloccato e che Antonio Conte non potesse ricevere i rinforzi richiesti, ecco arrivare la mossa a sorpresa che cambia le carte in tavola. Grazie a un’idea del presidente Aurelio De Laurentiis, il Napoli prova a far modificare  la norma sul costo del lavoro allargato e dare nuova linfa alla sessione invernale.

Il mercato di gennaio del 2026 è stato complicato dall’introduzione di un nuovo indicatore economico-finanziario, l’Indicatore di Costo del Lavoro Allargato (Cla), che ha sostituito i parametri precedenti e stabilisce quanto spazio reale ci sia per operare sul mercato.

Tuttomercatoweb riporta:

“Il consiglio ha condiviso la proposta di modifica delle norme federali avanzata dalla Lega, che però non è arrivata all’unanimità: 16 voti favorevoli, uno contrario (Milan) e tre astenute (Inter, Juventus e Roma). E questo è un nodo centrale della questione: per modificare le Noif in corso di sessione di calciomercato, il consiglio federale ha infatti chiesto alla Lega Calcio Serie A di raccogliere formalmente la rinuncia, da parte delle società contrarie e astenute, a qualsiasi ipotesi di azione futura nei confronti dello stesso consiglio federale. Sotto questo profilo, infatti, si porrebbe un tema di possibile responsabilità personale dei consiglieri.

Da capire adesso come e in quali tempi risponderà la Lega: l’assemblea di lunedì ha avuto toni molto accesi, con De Laurentiis molto duro nei confronti di alcuni colleghi presidenti. Allo stesso tempo, la contrarietà delle altre big (compreso il Milan) era incentrata non sulla sostanza – cioè sulla possibilità di sbloccare le liquidità accantonate da ADL per ripianare l’indicatore del costo del lavoro allargato -, ma sulle tempistiche: inopportuno, da questo punto di vista, modificare le norme in corso di stagione e di mercato”.

C’è da capire eventualmente se e con quali tempistiche la Lega Serie A riuscirà a dare seguito a questa richiesta. In ogni caso, va sottolineato che le perplessità degli astenuti – InterJuventus Roma – e del club contrario – il Milan – non riguardano tanto il merito della questione, quindi la possibilità di utilizzare la liquidità accantonata dal Napoli (a quota 174 milioni di euro al 30 giugno 2025) per rientrare nei parametri dell’indicatore del costo del lavoro allargato. 

I motivi per cui il mercato del Napoli è bloccato

Nel dettaglio, Napoli e Pisa non hanno rispettato i limiti del Cla nella verifica di novembre, mentre le altre 18 società di Serie A hanno ottenuto il via libera. Per questo motivo, il Napoli era stato costretto a un mercato a “saldo zero”, ovvero poteva acquistare solo compensando integralmente le uscite economiche attraverso cessioni, rinunce agli emolumenti o risoluzioni contrattuali.

Il Pisa ha risolto subito la situazione tramite un aumento di capitale, mentre il Napoli è rimasto fermo. Il club partenopeo dispone però di consistenti riserve di liquidità, accumulate negli anni e pari a 174 milioni di euro al 30 giugno 2025, ma formalmente appartenenti agli azionisti e quindi non considerate dalla Figc per il ripianamento.

Proprio su questo punto si è concentrato il dibattito in Lega, dove De Laurentiis e il presidente della Lazio hanno avanzato una proposta approvata da sedici voti favorevoli, uno contrario (il Milan) e tre astenuti (Inter, Juventus e Roma).

La delibera, che sarà oggi sottoposta al consiglio federale straordinario della Figc, consente di utilizzare anche le riserve di liquidità accantonate per riportare il Cla entro i limiti e sbloccare il mercato.

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