Domani il derby di Manchester, Guardiola e i suoi 18 trofei contro 13 anni di caos senza allenatore

Domani alle 13:30 si gioca il derby contro il City. Il Guardian sottolinea: “I nove mesi di David Moyes all’inizio del periodo post-Ferguson furono un segnale di ciò che sarebbe venuto".

Manchester United

Manchester United's Dutch striker #11 Joshua Zirkzee reacts after missing a chance on goal during the UEFA Europa league stage football match between Manchester United and FC Twente at Old Trafford stadium in Manchester, north west England, on September 25, 2024. (Photo by Darren Staples / AFP)

“Il Manchester United, senza un allenatore permanente, senza calcio europeo e eliminato subito da entrambe le coppe nazionali, si trova ad affrontare un’altra stagione difficile. Nei quasi 13 anni trascorsi dall’addio di Sir Alex Ferguson, il club ha faticato a trovare stabilità, con la sua ombra che si estende dal direttivo alla panchina, enfatizzata anche dalla tribuna a lui intitolata che osserva lo stadio”, scrive oggi un Guardian senza speranze.

Domani ci sarà il derby di Manchester

Scrive il Guardian:

“Il Manchester City arriva a Old Trafford sabato in una situazione opposta, con Pep Guardiola al timone da un decennio e 18 trofei principali conquistati. Michael Carrick guiderà il Manchester United per la prima volta da quando è stato nominato allenatore fino alla fine della stagione, in un club che sembra privo di un piano a lungo termine funzionante. Questa sarà una stagione di soli 40 incontri ufficiali per il club, il numero più basso dal 1914-15, con alcuni tifosi quasi sollevati di dover ridurre le trasferte”.

Quindi, possiamo considerarla, nell’era post-Ferguson, la stagione più difficile?

Rick Redman, abbonato di lunga data, afferma: «Negli ultimi anni abbiamo toccato più volte il fondo e stabilito record indesiderati, ma non direi che questo sia il punto più basso dalla partenza di Sir Alex. Quello fu il 7-0 ad Anfield, anche se finimmo sopra il Liverpool quella stagione. Si potrebbe citare il quindicesimo posto in campionato e la sconfitta in una finale europea contro il Tottenham, che ci aveva già battuto tre volte nello stesso anno. I problemi sono troppi per sceglierne uno».

Dopo Ferguson una disgrazia dopo l’altra

Scrive il quotidiano inglese:

“I nove mesi di David Moyes all’inizio del periodo post-Ferguson furono un segnale di ciò che sarebbe venuto. Sostituire una leggenda non era facile e ben poco è andato per il verso giusto. Louis van Gaal, José Mourinho ed Erik ten Hag hanno guidato squadre compatte, ma con una scadenza naturale”.

Nessuno ha resistito tre anni consecutivi:

Solskjær è durato di più, con 168 partite, chiudendo secondo in Premier League ma senza trofei, perdendo cinque delle ultime sette partite. Il ritorno di Cristiano Ronaldo sotto Solskjær ha amplificato il sentimento nostalgico, ma la sua seconda esperienza si è conclusa in modo esplosivo.

Con tre vittorie nelle ultime 13 partite, Carrick affronta subito un problema davanti a una tifoseria apatica. Un derby contro i rivali potrebbe galvanizzare i fan o peggiorare l’umore. Carrick arriva per portare positività, forte delle cinque Premier League vinte da giocatore”.

Soldi spesi? Tanti, forse troppi

Scrive il Guardian:

“Molti soldi sono stati spesi per allenatori e giocatori nel tentativo di uscire dalla crisi. Paul Pogba tornò per 100 milioni di sterline, Antony, Jadon Sancho e Romelu Lukaku costarono più di 70 milioni ciascuno, ma offrirono pochi risultati prima di partire. L’inefficienza è stata aggravata dalla vendita di giovani dell’accademia per far posto ai nuovi arrivi, come Scott McTominay, Anthony Elanga e Dean Henderson, che hanno prosperato altrove. Gli ultimi acquisti estivi – Cunha, Mbeumo, Benjamin Sesko e Senne Lammens – hanno dato speranza ma non una rivoluzione”.

E conclude:

“Il ritorno di Carrick segna il 12° cambio di allenatore, permanente o temporaneo, dall’addio di Ferguson. Sono stati conquistati cinque trofei: due FA Cup, due League Cup e una Europa League. Sotto Ferguson, il club non finiva mai fuori dal podio in Premier League; negli ultimi 13 anni, otto stagioni hanno visto il club terminare quarto o peggio, culminando con il 15° posto lo scorso maggio”.

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