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Alla festa dello shopping natalizio a Napoli manca corso Umberto ex strada nobile del commercio

Alla festa dello shopping natalizio a Napoli manca corso Umberto ex strada nobile del commercio

Tutti i quartieri commerciali fanno festa sbandierando le cifre del primo Natale grasso dopo tanti Natali magri: +8% nelle vendite e prospettive incoraggianti per l’anno che verrà. Alla festa, però, ne manca uno, il Corso Umberto, che, a differenza di Chiaia, di via Roma e, soprattutto, di Toledo, non va oltre il 2-3% di incremento e Luciano Cimmino, il patron di Yamamay che ha una presenza a sei luci nell’arteria che collega piazza della Borsa alla Ferrovia, “legge” questo dato con un commento a dir poco scettico: «L’esperienza ci insegna che quando siamo così vicini alla parità, molte volte la percentuale è solo un messaggio di ottimismo che non indica la realtà dei fatti». C’è di che essere preoccupati, insomma, e il grande patron dello sport italiano – da Federica Pellegrini alla pallanuoto passando per la pallavolo – esprime il suo stato d’animo in una lettera indirizzata formalmente al presidente di Confcommercio Napoli, Pietro Russo, ma nella sostanza diretta a tutti i colleghi con l’invito a riflettere con lui su alcune decisioni che non gli sono piaciute.

L’elenco dei “punti negativi”, dice Cimmino, vede ad uno dei primissimi posti «l’inopinata applicazione delle strisce blu al Corso Umberto su di una sola direttrice di marcia». Questo provvedimento, deciso e attuato (senza una consultazione adeguata e doverosa) nella immediata vigilia del periodo festivo ha provocato, come conseguenza immediata, la “fuga” dei vigili urbani che prima presidiavano l’arteria per tutto il giorno e il ritorno alla pessima abitudine di trasformare la strada in una sorta di casbah ingombra di auto in divieto di sosta. Creando una situazione che, a conti fatti, fa bene solo agli ambulanti che hanno (ri)trovato le condizioni che hanno favorito la loro più che ingombrante prenotazione. Si poteva fare di meglio e, per essere più incisivo, il patron Yamamay si sofferma sui danni provocati dalla dispersione della clientela dello “stop and go” per acquisti veloci, che aveva registrato picchi di crescita molto interessanti per il commercio del Corso Umberto che era precipitato in una situazione di stagnazione – e di rassegnazione – molto scoraggiante.

L’appello, molto circostanziato e severo, si conclude con due istanze: il ricorso al disco orario consentendo la sosta solo per 30 minuti e la richiesta «di un confronto concreto per esaminare le opportune correzioni da proporre al Comune per porre rimedio ad una situazione che, al momento, non presenta alcun aspetto positivo». Poche ma sentite parole con l’aggiunta di un forte rammarico per la mancata consultazione: «Non pretendo di essere il depositario della verità ma al Corso Umberto sono presente da 53 anni, ho accumulato una conoscenza dei problemi della zona molto approfondita he metto a disposizione di tutti».
Carlo Franco

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