L’avvocato di Rocchi: “Non presentarsi è un’ipotesi valida” (così non usciranno i nomi della riunione di San Siro)

Lo ha spiegato bene il Corsera: se non si presenta, il pm non è tenuto a fare i nomi degli altri indagati. Lui a Radio Crc: "Udinese-Parma? Ha evitato che il risultato della gara venisse alterato perché il rigore era netto".

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Db Milano 11/01/2023 - presentazione introduzione fuorigioco semiautomatico S.A.O.T / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianluca Rocchi

Il legale di Gianluca Rocchi, l’avvocato Antonio D’Avirro, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc, partner del Napoli, per parlare dell’indagine per frode sportiva di cui è accusato il designatore degli arbitri di Serie A e B e l’udienza che dovrà esserci giovedì 30 aprile. Ha detto che non presentarsi è un’opzione. In questo modo – se Rocchi non si presenta o non accetta l’interrogatorio – il pm non avrà l’obbligo di rivelare i nomi dei partecipanti alla famosa riunione di San Siro (quella per trovare arbitri graditi e sgraditi all’Inter) e quindi di coloro i quali sono accusati di frode sportiva con lui. Elementare Watson. Lo ha ben spiegato il Corriere della Sera con Luigi Ferrarella.

Inoltre, ha spiegato quanto accaduto in Udinese-Parma in merito all’assistente Var Paterna.

Le parole dell’avvocato di Rocchi

Domani decideremo come rispondere all’invito a comparire per il 30 aprile: se andare, oppure avvalerci della facoltà di non rispondere. Non conosciamo i dettagli dell’accusa di concorso in frode sportiva, siamo in una situazione di oscurità totale. Gli elementi di accusa li ignoriamo, non ci sono noti, ecco perché stiamo valutando che iniziativa prendere. Non presentarsi può essere un’ipotesi valida, devo confrontarmi oggi con il cliente e domani prenderemo una decisione e rilasceremo un comunicato”.

Come sta Rocchi? Bene non sta, si trova coinvolto in una tempesta. Nonostante sia una persona forte e capace, la contestazione di frode sportiva è pesante e quindi lui è molto colpito“.

In merito al caso Paterna, l’assistente  al centro della bufera per il rigore prima negato e poi concesso (secondo l’accusa dopo pressione diretta di Rocchi) in Udinese-Parma, D’Avirro ha spiegato:

Il tema non è tanto se sia stato Rocchi o meno, ma se effettivamente si concretizzi la circostanza di frode sportiva. Chi è intervenuto ha corretto un errore in cui stava si incorrendo, perché è pacifico che quello fosse rigore: quindi colui che è intervenuto, anziché alterare il risultato della gara, che è la finalità che caratterizza il reato di frode sportiva, ha evitato che il risultato della gara venisse alterato, ha corretto un errore. È stata rispettata la lealtà sportiva, perché è chiaro che fosse un rigore clamoroso e plateale. Chi è intervenuto ha evitato che la gara venisse alterata. Quando vedrò gli atti, saprò rendermi conto di come sono andate le cose. Non faccio ipotesi, aspetto che mi vengano depositati gli atti e poi difenderò il mio cliente“.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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