Il Napoli torna al modello plusvalenze e addio Conte
Repubblica scrive di restaurazione e che Conte non accetterà questo salto all'indietro di vent'anni. Non a caso, all'orizzonte si profila il ritorno di Sarri

Napolis Italian coach Antonio Conte (L) and Lazios Italian head coach Maurizio Sarri (R) greet each other prior to the start of the Italian Serie A football match between Lazio and Napoli at The Olympic Stadium in Rome on January 4, 2026. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP)
Oggi Repubblica Napoli, con Marco Azzi, dà quasi per fatto (diciamo molto probabile) l’addio di Antonio Conte a fine stagione. Addio determinato, come scrivemmo, dalla condizione economica del Calcio Napoli che non può più consentirsi la politica espansiva dell’ultimo biennio. Non può più consentirsela – ed è questo il clou del discorso di Repubblica – perché De Laurentiis è rimasto fermo sul versante infrastrutture, versante che avrebbe dovuto condurre a un aumento del fatturato. Invece, al di là di tweet presunti simpatici – poi rivelatisi boomerang – sulle prime pietre del mai visto centro sportivo – il Napoli è fermo all’anno zero per quel che riguarda centro sportivo, stadio e altro. E così De Laurentiis non ha altra scelta che quella di tornare al player trading. Acquistare calciatori nella speranza che si rivelino nuovi Kim e Kvaratskhelia da poter rivendere. La strada tracciata dal principio con Hamsik e Lavezzi.
Il Napoli chiude il bilancio in rosso di venti milioni
Va anche detto che tutto questo è stato determinato dalla fallimentare campagna acquisti della scorsa estate, con acquisti che si sono rivelati veri e propri pacchi: Lang, Lucca, Beukema, lo stesso De Bruyne. Acquisti che sono costati tantissimo (tra cartellino e ingaggi come nel caso di Kdb) e non hanno minimamente innalzato il livello della squadra, anzi. Ma al momento il ds Manna pare essere un intoccabile nel Calcio Napoli. Pare.
Repubblica ne prende atto (del cambio di strategia imprenditoriale) e scrive che “sul Napoli di Aurelio De Laurentiis soffia sempre più forte il vento della restaurazione, a dispetto degli straordinari successi ottenuti dalla squadra nelle ultime stagioni: due scudetti e la Supercoppa Italiana”. Indietro tutta, dice la sezione napoletana del quotidiano.
Si torna agli Hamsik, ai Lavezzi
“Stadio, nuova sede e centro sportivo: se non ora, quando? Ma da visionario a reazionario è un attimo ed è questa la minacciosa deriva da cui si sta facendo tentare il numero uno azzurro”.
Nell’incontro con Conte, il presidente gli spiegherà che non ha altra scelta: il Napoli chiuderà il bilancio con un rosso di venti milioni. Sarebbero serviti i quarti di Champions per evitare il salto all’indietro. E sullo sfondo si staglia sempre più nitido il ritorno di Maurizio Sarri. Il secondo remake dell’era De Laurentiis dopo Mazzarri. I remake, si sa, sanno sempre di vecchiaia. Speriamo che il Napoli possa essere una gloriosa eccezione.