Se Rocchi parlerà all’interrogatorio, saprà qual è il contatto col mondo Inter

La famosa riunione di San Siro. Il Corsera lo spiega: all'interrogatorio il pm ha l'obbligo di elencare le fonti della prova. Ma se Rocchi decide di non rispondere...

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Torino 01/08/2020 - campionato di calcio serie A / Juventus-Roma / foto Image Sport nella foto: Gianluca Rocchi

C’è un convitato di pietra in questa inchiesta della Procura di Milano sul mondo del calcio, inchiesta che per ora non tocca alcun club di Serie A. Un vuoto che però stride concettualmente visto che il designatore Rocchi è accusato di frode sportiva in concorso e accusato peraltro di aver indetto una riunione a San Siro per individuare arbitri graditi all’Inter. La frode sportiva non si può mettere in pratica da soli, deve esserci sempre qualcuno che se ne avvantaggia. È il buco dell’inchiesta condotta dal pm Ascione (che presto verrà trasferito perché ha vinto un concorso), inchiesta che pare abbia irritato i vertici della Procura che ne erano all’oscuro. Nessun accenno da parte del Corriere della Sera all’interismo sfegatato del numero uno della Procura della Repubblica di Milano Marcello Viola (che va in giro col telefonino con lo stemma dell’Inter e si fece ritrarre in un’intervista in cui nella sua stanza era pieno di magliette di calciatori dell’Inter). Sul punto ci siamo già espressi e non abbiamo il benché minimo dubbio.

La frode sportiva non puoi farla da solo

Oggi sul Corriere della Sera Luigi Ferrarella – riferimento assoluto nella cronaca giudiziaria italiana – si sofferma sulla famosa riunione che si sarebbe svolta allo stadio di San Siro il 2 aprile 2025.

E scrive:

Ancora più difficile da interpretare è l’altro filone, che invece resterebbe comunque di competenza milanese visto che come teatro avrebbe avuto lo stadio di San Siro il 2 aprile 2025. E cioè la «combine» di Rocchi — «combine» di Rocchi — «in concorso con altre persone», che quindi o non sono ancora indagate se identificate, o ancora non sono identificate con certezza — per designare in una gara di campionato con il Bologna un arbitro gradito all’Inter; e per designare nella semifinale di Coppa Italia un arbitro invece sgradito ai nerazzurri ma lì voluto proprio per ridurre le possibilità statistiche di averlo poi ancora in campo nelle successive partite più decisive per lo scudetto.

Gervasoni dovrebbe rispondere alle domande, Rocchi no

In assenza di atti depositati alle parti, si continua a non sapere da quale tipo di prova il pm abbia ricavato l’esistenza di un qualche punto di contatto tra Rocchi e il mondo Inter in quel 2 aprile. Poiché però l’elencazione delle fonti di prova è un obbligo per il pm che interroghi l’indagato, a questo punto dipenderà da Rocchi e Gervasoni scegliere se giovedì avvalersi della facoltà di non rispondere, oppure se presentarsi per ascoltare quali siano questi elementi, confrontarsi con essi e poterne così anche saggiare la solidità o friabilità. Al momento il barometro delle scelte difensive sembra volgere al rispondere per Gervasoni e al non rispondere per Rocchi.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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