In una giornata difficile per la stagione dell’Arsenal, all’Emirates Stadium si sono create fratture su più livelli: tra difesa e centrocampo, tra centrocampo e attacco e, forse ancora più dannoso, tra i giocatori di Mikel Arteta e i tifosi del club.
Il tema dominante di questa sconfitta logorante è stato il contrasto tra le aspettative del pubblico di casa e le intenzioni della squadra. I sostenitori dell’Arsenal, consapevoli dell’importanza della partita nella corsa al titolo, chiedevano intensità e aggressività: volevano passaggi rapidi in verticale, corse coraggiose e un calcio più audace.
Ogni volta che l’Arsenal batteva una rimessa laterale, migliaia di tifosi chiedevano di giocare subito la palla, per poi reagire con irritazione quando ciò non accadeva. Le rimesse laterali, in particolare, sono state quasi esasperanti da vedere nel primo tempo. La mancanza di movimento e di coraggio è stata evidente, considerando la qualità tecnica dei giocatori di Arteta.
Una delle tante frustrazioni dei tifosi di casa è che i giocatori dell’Arsenal sembrano più disposti a rischiare nella propria metà campo, nella costruzione dal basso con il portiere David Raya e i difensori, piuttosto che nella metà campo avversaria.
Arteta ha lavorato duramente per trasformare l’Emirates in uno stadio “arma”, con alcuni successi nelle stagioni precedenti. Quest’anno, soprattutto in questo momento cruciale della stagione, sta perdendo questa battaglia. Giocare in casa, per l’Arsenal, a volte è più complicato che giocare in trasferta, tanta è la tensione del pubblico.
La domanda è se i suoi giocatori possano davvero generare quell’atmosfera con questo stile di gioco e, allo stesso tempo, se i tifosi possano accettare che l’Arsenal di Arteta difficilmente sarà mai così spregiudicato come vorrebbero.