L’Aprila che sta demolendo il dominio Ducati in MotoGp, è una figlia tecnologica della Ferrari
El Paìs analizza i nuovi padroni (a sorpresa) della MotoGp. E celebra Massimo Rivola, il direttore arrivato dalla Ferrari che ha cambiato tutto

Psz Goiania (Brasile) 22/03/2026 - gara Motogp / foto Psnewz/Image Sport nella foto: Marco Bezzecchi
All’improvviso l’Aprilia. Non l’avevano vista arrivare, nella MotoGp ormai quasi monomarca Ducati. Eppure: tre Gran Premi disputati nel 2026, tre vittorie di Marco Bezzecchi nelle gare domenicali, e Marc Márquez – il difensore del titolo, la Ducati incarnata, l’uomo che ha vinto tutto quello che c’era da vincere – che ammette pubblicamente di non riuscire a tenere il ritmo. Un fenomeno a cui anche El Paìs dedica un approfondimento.
La cosa curiosa di Aprilia è che nessuno dei suoi successi era scontato, e quasi nessuno era previsto. Il progetto è rimasto a lungo il più modesto della griglia, per investimenti, per personale, per ambizioni dichiarate. Massimo Rivola, arrivato alla guida nel 2019 dopo un passato come direttore sportivo Ferrari in Formula 1, ha costruito qualcosa di raro nel motorsport contemporaneo – scrive il giornale spagnolo – una cultura aziendale che funziona. Il suo indicatore preferito di salute organizzativa non è la velocità sul giro né la posizione in classifica. Sono le lucine degli uffici ancora accese a Noale dopo cena.
“Abbiamo due piloti straordinari e una moto estremamente competitiva. Sono molto soddisfatto di questa dimostrazione di sinergia tra il lavoro svolto a Noale e i circuiti. Questo ci dà senza dubbio ancora più motivazione e determinazione per continuare a sviluppare la moto”, dice ora Rivola.
“Abbiamo una moto migliore perché siamo una fabbrica migliore. Ne sono convinto. Il nostro ufficio tecnico è fantastico, e abbiamo un mix di giovani appena usciti dall’università, veterani di Aprilia e persino persone provenienti dalla Formula 1. Insomma, un gruppo molto motivato e un mix eccezionale. Abbiamo tutto il necessario per lottare per il titolo”.
Il salto invernale che ha portato alla RS-GP 2026 è stato, per ammissione dello stesso Márquez, di un ordine di grandezza superiore a quello di Ducati. Il dettaglio tecnico più rivelatore è il cosiddetto “condotto F”, ispirato a una soluzione che la McLaren aveva adottato in Formula 1 oltre quindici anni fa, poi bandita dal regolamento. Aprilia l’ha reinterpretata, adattata, applicata. Le Desmosedici ad Austin montavano appendici posteriori che erano, senza molti giri di parole, una copia di quelle di Noale. Non è la prima volta. A capo del team aerodinamica c’è un altro ex membro della Ferrari: l’ingegnere Marco De Luca.









