Il Telegraph celebra Gigi Dall’Igna: “Il Newey delle moto che ha inventato la Ducati dominante”

"Ormai la MotoGp è quasi un campionato monomarca. E lo si deve a lui e alle sue invenzioni epocali"

Dall'Igna

Luigi Dall’Igna, general manager of Ducati Lenovo Team, looks on in the garage during the first practice session of the Austrian MotoGP weekend at the Red Bull Ring racetrack in Spielberg, Austria on August 16, 2024. (Photo by Jure Makovec / AFP)

Il Telegraph celebra Gigi Dall’Igna: “Il Newey delle moto che ha inventato la Ducati dominante”

Solo a mettere in fila i numeri del monopolio Ducati sulla MotoGp non ci si crede. Ha conquistato un record di 88 podi consecutivi, una striscia che dura dall’estate del 2021, e ha dominato la classifica costruttori negli ultimi sei anni. Per quattro anni, quattro team hanno schierato in griglia la Desmosedici: otto delle 22 moto alla partenza. Nel 2025 ha vinto 17 dei 22 Gran Premi e 19 delle gare sprint del sabato. È diventata la prima casa costruttrice a vincere il campionato del mondo per tre anni consecutivi con tre piloti diversi, un risultato che non si vedeva dai primi anni ’60, dalla MV Agusta di John Surtees, Gary Hocking e Mike Hailwood. Il Telegraph ha deciso di spiegare ai lettori inglesi il segreto di questa sorta di “monomarca” travestito. E l’ha individuato in Gigi Dall’Igna, che definisce l'”Adrian Newey del motociclismo”. Un “genio”.

“Il 59enne ingegnere italiano è la mente dietro la ricerca di innovazione tecnica di Ducati – scrive il Telegrapgh – Il suo nome è sinonimo di sviluppi radicali che coinvolgono prodotti come “winglet”, “tire scoop” e “holeshot” attivabili dal pilota. Ducati ha dettato le tendenze nell’ultimo decennio, persino più dei suoi rivali giapponesi che per primi hanno introdotto concetti geniali come il cambio seamless nel campionato, e da allora è stata copiata dai suoi pari”.

“Se c’è una creazione di quest’era che definisce l’eredità di Dall’Igna, è il dispositivo di assetto rialzato. Si tratta di un meccanismo che abbassa il posteriore della moto sui rettilinei per ottimizzare aderenza e trazione. È il pezzo forte di Dall’Igna, sebbene sia stato anche accusato di aver reso le gare più stereotipate e più difficili da sorpassare per i piloti, a causa delle velocità di uscita dalle curve simili. Tutti gli altri team lo hanno copiato, ma nessuno di loro ha padroneggiato il sistema come Ducati. È stato alla base delle vittorie mondiali di Bagnaia, Jorge Martín e, la scorsa stagione, di Márquez”.

“Ducati ha strappato Dall’Igna ad Aprilia nel 2013, 10 anni dopo il ritorno del team nella massima categoria con ben poco da mostrare. Una sola vittoria nel campionato del mondo con Casey Stoner e un esperimento fallito durato due anni con Valentino Rossi, che ha fruttato solo tre podi, hanno lasciato la squadra in difficoltà. Dall’Igna ha iniziato a riformare il reparto e a dedicarsi alla sua passione per le soluzioni tecniche innovative, snodandosi tra i dettami del regolamento della MotoGP. Ciò che ha creato è lo sport che vediamo oggi”.

“Dall’Igna supervisiona una forza lavoro di oltre 100 persone presso Ducati Corse, il reparto segreto dell’azienda che si trova dietro e oltre l’area di assemblaggio motori dello stabilimento. La combinazione di esperti e l’afflusso di giovani provenienti dai migliori campus tecnici italiani mantengono alti l’energia e lo slancio. “Formiamo le persone internamente”, dice Dall’Igna. “Portiamo i giovani dall’università e li facciamo crescere nel sistema, il loro atteggiamento è fresco. Ci aiuta a rimanere giovani!”.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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