Laporta ha vinto le elezioni copiando il trumpismo: resta alla presidenza del Barcellona (El Mundo)
"Quando si sente assediato, indica Madrid nello stesso modo in cui il presidente Usa fa con gli ayatollah. Crea una minaccia e le file si serrano. Funziona"

Mg Barcellona (Spagna) 12/03/2024 - Champions League / Barcellona-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Joan Laporta
Joan Laporta ha vinto le elezioni contro Victor Font ottenendo più del 60% di preferenze, dunque resterà alla presidenza del Barcellona fino al 2031.
El Mundo scrive:
Joan Laporta rinnova il suo mandato in un club che possiede tutte le virtù e i vizi delle vecchie democrazie: partecipazione e dibattito, ma anche rancore e intrighi. Tutti amano il Barça con la stessa intensità con cui si odiano tra loro. Tra gli sguardi incrociati al Camp Nou, nessuno è come Laporta. Forse non è il miglior presidente, ma era il miglior candidato, capace di adattarsi a qualsiasi situazione senza alcun pudore. Ci troviamo davanti al Laporta più Laporta che ci sia, più irriverente, come ha dimostrato aspettando e scherzando con i giocatori alle urne, e più trasparente sul piano personale, anche se quella trasparenza sarebbe auspicabile in alcune operazioni realizzate dal Barcellona. Javier Tebas [presidente della Liga, ndr.] ha chiuso un occhio, perché aveva bisogno del Barça per due equilibri: quello economico e quello istituzionale. La Uefa, da parte sua, ha già avvertito e multato il Barça, anche se con sconti. Il no alla Superlega è il prezzo da pagare. Vedremo se con quella decisione si pagherà anche l’ultima fase del caso Negreira.
Abituato ad attaccare, da buon cruyffista, il presidente ha dovuto difendersi da Xavi e perfino da un socio anonimo che ha presentato una denuncia per diversi reati economici, tra cui riciclaggio di denaro. A suo agio nel populismo che lo porta a saltare sugli spalti e fare il gesto dell’ombrello, Laporta indica Madrid quando si sente assediato, nello stesso modo in cui Donald Trump fa con gli ayatollah. Crea una minaccia e le file si serrano. Funziona. Perfino Florentino gli ha copiato la mossa, con un esercizio di “laportismo” nell’ultima Assemblea del Real Madrid, in cui ha attaccato arbitraggio, Liga e Uefa, come se esistesse una cospirazione giudeo-massonica contro una delle squadre più amate e ammirate del mondo. Nessuno dei due cerca davvero di proteggere il proprio club, ma solo la propria gestione e sé stesso.











