I trattamenti speciali di Gattuso (da Chiesa a Raspadori), Libero critica le convocazioni poco coraggiose
"Chiesa ha numeri deprimenti nel Liverpool. Ha lasciato fuori Bernardeschi e Zaniolo preferendo loro preferendo loro il fantasma stagionale di Raspadori".

Dc Roma 19/06/2025 - presentazione Commissario Tecnico Nazionale di Calcio / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Rino Gattuso
Il ct Rino Gattuso ha ufficializzato la lista dei 28 convocati per il doppio spareggio che mette in palio l’accesso al prossimo Mondiale: si comincia giovedì 26 a Bergamo contro l’Irlanda del Nord, con la speranza di dover poi volare martedì 31 in Galles o in Bosnia.
Scrive Claudio Savelli per Libero:
“La lista conferma la prevedibilità della Nazionale, chiaramente impostata su un 3-5-2 d’ordinanza, e certifica l’assoluta priorità data al gruppo delle due precedenti convocazioni a discapito delle novità che, soprattutto in partite così “pesanti”, solitamente portano un’utile dose di leggerezza.
La monotonia è spezzata da un’unica scelta che Gattuso ha tenuto nel cassetto fino all’ultimo: Federico Chiesa. Il ct che si pensava non facesse sconti a nessuno, ha deciso di perdonare un giocatore che più volte, per sua stessa ammissione, ha declinato la maglia azzurra. Evidentemente lo ha aspettato, ma è scontato che un trattamento speciale riservato a un giocatore che di speciale ormai non ha più nulla faccia infuriare il Paese dei commissari tecnici”.
Perché convocare Chiesa?
È chiaro che la polemica verte tutta intorno a Federico Chiesa: l’ala italiana, protagonista all’Europeo e beniamino di molti, oggi gioca pochissimo e non c’è fiducia sul fatto che abbia il ritmo necessario per affrontare partite così importanti e offrire prestazioni di alto livello. Scrive Libero:
“Chiesa ha numeri deprimenti nel Liverpool: 31 presenze a referto ma per la miseria di 660 minuti complessivi, una media di 21 minuti a gara, crollati ad appena 12′ nelle ultime tre uscite di Premier League, torneo in cui è partito titolare una sola volta. Ma Gattuso è convinto che proprio questo ritorno discusso possa accendere nel giocatore una fame primordiale. Spera che la rabbia lo sproni a farsi valere, in modo da avere una carta per passare dal 3-5-2 al 4-4-2 in un eventuale disperato assalto finale.
Per far spazio a Chiesa e al ‘suo’ gruppo, Gattuso ha deciso di ignorare scientificamente gli uomini più in forma del nostro asfittico reparto offensivo, ovvero Bernardeschi e Zaniolo, preferendo loro il fantasma stagionale di Raspadori e uno Scamacca mai brillante”.
E conclude:
“A centrocampo Tonali sarà titolare, così come davanti partono favoriti Retegui e Kean. Difficilmente si prenderà una maglia da titolare Palestra, unico debuttante in lista: vedendo le logiche conservative di queste convocazioni, il timore è che parta come quinta e ultima scelta sulle fasce, quando per passo e inerzia stagionale dovrebbe essere il prescelto a destra. Tra i pali non c’è Vicario perché costretto a operarsi d’ernia, sostituito da Caprile; così Carnesecchi scala meritatamente le gerarchie e diventa il vice-Donnarumma ufficiale davanti a Meret. Ma che senso ha chiamare quattro portieri? Perché non aggiungere un ulteriore jolly di movimento? “










