Godiamoci le emozioni dei playoff mondiali, il Guardian neanche cita l’Italia
Critica al format a 48 squadre. Ma tra le partite emozionanti di stasera Bosnia-Italia non compare. le possibili grandi sorprese di questi playoff

Italy's Gennaro Gattuso reacts during the FIFA World Cup 2026 European qualification football match between Italy and Norway, at the San Siro Stadium, in Milan, on November 16, 2025. Stefano RELLANDINI / AFP
Godiamoceli, questi playoff mondiali. Godiamoci (almeno noi) il drammone italiano in Bosnia finché ce n’è. Perché poi, tutto il resto sarà noia. E il Guardian l’Italia nemmeno la cita. Scrive di noia almeno fino agli ottavi di finale della prossima Coppa del Mondo. Così scrive Jonathan Wilson sul Guardian: questi spareggi sono “invariabilmente più emozionanti delle prime partite del torneo vero e proprio”. Uno spazio agonistico in cui succedono cose come “la tripletta di Troy Parrott, la Scozia che segna due gol incredibilmente belli nella stessa partita, La Repubblica Democratica del Congo che batte la Nigeria ai rigori mentre piovono bottiglie dagli spalti, l’Honduras che non riesce a segnare contro il Costa Rica”.
“Il formato a 32 squadre, con otto gironi da quattro, era perfetto – continua Wilson – Quasi ogni partita contava. C’era un certo rischio, ma se una squadra sbagliava, aveva la possibilità di riscattarsi. L’espansione a 12 gironi da quattro, con le prime due classificate più le otto terze classificate che si qualificano, distrugge tutto questo”.
“Non si tratta solo del fatto che una vittoria garantisca quasi certamente il passaggio del turno a una squadra, o che ci possa essere una serie di pareggi reciprocamente convenienti nell’ultimo turno di partite, o persino del fatto che il primo turno elimini ancora 16 squadre, ma in 72 partite anziché 48, e con minori rischi per le squadre più deboli. Il punto è ciò che accade nei sedicesimi di finale”.
Secondo l’editorialista-storico del Guardian con il nuovo sistema “le squadre che si qualificheranno agli ottavi di finale avranno meno probabilità di essere le squadre “giuste” – ovvero quelle che giocano meglio in quel momento – rispetto a un formato a gironi per i sedicesimi di finale. Una squadra che gioca male potrebbe plausibilmente superare la fase a gironi con una vittoria e due sconfitte, per poi, negli ottavi di finale, ottenere un pareggio a reti inviolate e vincere ai rigori. Questo nuovo formato della Coppa del Mondo aumenta il livello di casualità in una fase cruciale e significa che ai quarti di finale c’è una probabilità relativamente alta di vedere una squadra ben lontana dalle migliori otto del torneo”.
Non è detto che alla Fifa l’abbiano calcolato, perché “nella Fifa moderna sembra che all’aspetto calcistico non venga data molta importanza”. E il formato con i gironi da 4 squadre è in realtà stato approvato per “un capriccio di Infantino”.
Ma tornando alle qualificazioni: “ci aspetta un’altra giornata ricca di emozioni. Riuscirà il piccolo Kosovo, che ha disputato la sua prima partita internazionale ufficiale solo nel 2014, a battere la Turchia e qualificarsi? Riuscirà la Repubblica Democratica del Congo a superare la Giamaica e a qualificarsi per la prima volta dal 1974, quando si chiamava Zaire? Sarà l’Iraq a partecipare al torneo per la prima volta dal 1986, o sarà la Bolivia, che non si qualifica dal 1994? Riuscirà Graham Potter a ispirare la Svezia, o Robert Lewandowski disputerà un’ultima Coppa del Mondo con la Polonia? E la Danimarca riuscirà a superare la Repubblica Ceca e a qualificarsi per un torneo che si svolge in un paese il cui presidente ha recentemente minacciato di invadere il suo territorio sovrano?”.
Manca una cosa in questo programma emozionale del Guardian, avete notato? Manca l’Italia.









